Kojima su Death Stranding: devo pensare che potrebbe essere il mio ultimo gioco, non posso sbagliare

By |giugno 14th, 2018|Categories: NEWS|Tags: |

Hideo Kojima, game designer al lavoro su Death Stranding, ha concesso alcune dichiarazioni alla testata The Hollywood Reporter, parlando del suo approccio a questo nuovo videogioco e del modo in cui ha coinvolto i diversi attori che fanno parte del cast.

Un sogno chiamato Lindsay Wagner

L’attrice è stata una delle protagoniste del trailer dell’E3 2018, e Kojima ha ammesso di aver sempre sognato di poter lavorare con lei. Aveva però bisogno di un personaggio intorno ai trent’anni, motivo per cui ha ringiovanito digitalmente la Wagner.«Sapevo di aver bisogno di lei in versione più giovane, intorno ai trent’anni. Abbiamo cominciato molto presto a fare esperimenti per renderla più giovane in real time, è stata una delle grandi sfide» ha raccontato Kojima, sui processi di sviluppo del gioco. Gli attori, sicuramente, stanno diventando sempre più popolari nel mondo dei videogiochi: «con giochi come Detroit, The Last of Us o Ghost of Tsushima, sta diventando sempre più comune servirsi di attori e attrici nei videogiochi, tutto dipende dal fatto che l’attore gradisca o no quello che sto tentando di creare. Cerco sempre di incontrarli faccia a faccia senza che ci sia un agente nella stanza, prima, di parlare con loro delle mie idee, di stabilire una relazione.» Certo, anche i contatti fanno la loro: «per Norman Reedus, Guillermo del Toro è un mio buon amico e conosce bene Norman, ci ha presentati lui. Per Mads Mikkelsen, un mio caro amico mi ha messo in contatto con lui.»Più difficile, invece, convincere Lindsay Wagner, che non è generalmente felice della violenza videoludica: «Lindsay sa che molti videogiochi presentano molte armi e molta violenza, non le piace questo concesso. Nonostante ciò, ha accettato di incontrarmi e io ero nervosissimo, davvero stressato, perché lei è una persona importantissima per me. Quando ho iniziato a parlarle, le ho detto che sono trent’anni che faccio videogiochi, e anche se molti si concentrano sulla violenza con l’utilizzo di bastoni, armi che servono a dimostrare chi è il migliore… nel mio gioco, anche se potrai usare bastoni e armi da fuoco, l’idea è quella di utilizzare una corda che possa unire tutti, che possa legare tutti insieme. Si è emozionata molto, “è qualcosa che si può davvero fare?”, mi ha detto, ad un certo punto piangeva. È stato in quel momento che ha accettato l’offerta e io ero felicissimo di come sono andate le cose.»

Ragionare pensando che sia il tuo ultimo gioco

Lavorare con attori molto impegnati non è sicuramente facile, ma Kojima non si è preoccupato per niente di questo aspetto, nel programmare la tabella di marcia di Death Stranding: «non ho tenuto in considerazione questo fattore, per me questo è il progetto in cui sto mettendo tutta la mia vita. Potrebbe essere l’ultimo gioco che farò, è un concetto che porto con me in qualsiasi gioco realizzi» ha spiegato il game designer, lasciando quindi intendere che, sulla base di “ora o mai più”, ha deciso di portare con sé il cast che ha sempre sognato.Certo, nell’ottica del fatto che un progetto così atteso potrebbe anche essere l’ultimo, Kojima non può concedersi passi falsi: «i videogiochi non sono film, il giocatore controlla il personaggio, è una cosa che deve essere molto molto chiara, altrimenti si fallirà. Un videogioco si basa sul controllo in mano al giocatore, sul fatto di andare dove si preferisce, guardare a ciò che si vuole e, da lì, arrivare alla catarsi» ha ragionato l’autore. «[Lavorare lontano da Konami] non rende le cose molto diverse da prima. Si tratta sempre di pensare a ciò che voglio fare e a come voglio sorprendere le persone, a come reagiranno. Ovviamente, si tratta di una questione diversa, ma quando andiamo al processo creativo in sé non è cambiato poi molto. Certo, ci sono tantissime pressioni, perché non posso sbagliare con questo gioco Vi ricordiamo che Death Stranding è atteso su PS4 per un anno ancora da fissare. Avete già letto il nostro speciale dedicato al nuovo video e l’articolo in cui svisceriamo quanto visto per fare le nostre teorie sui contenuti del gioco?Fonte: Hollywood Reporter