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Kentucky Route Zero: TV Edition

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Uno degli aspetti più apprezzabili del media videoludico è la sua completa imprevedibilità: il mercato, attraverso una ricca stratificazione che passa dai blockbuster AAA ai piccolissimi progetti indie, è sempre più un affresco eterogeneo di generi, idee e storie. In un mare così vasto e da molti inesplorato, capita di incrociare produzioni con autentiche epopee alle spalle: è questo il caso di Kentucky Route Zero.

 

Le vicende surreali di Conway inizieranno da una semplice stazione di servizio.

 

Nato grazie ad un progetto Kickstarter nel lontano 2011, il team di sviluppo Cardboard Computer (costituito da tre persone: Jake Elliott, Tamas Kemenczy e Ben Babbitt) ha distribuito su PC il titolo in formula episodica nell’arco di ben sette anni, con il primo capitolo rilasciato nel Gennaio 2013 e l’ultimo nel Gennaio 2020 (giungendo contestualmente anche su home console con una conversione denominata “TV Edition“). Un’autentica odissea di sviluppo che non solo ha messo a dura prova la tenuta della formula ludica episodica ma che sembra anche fare eco agli eventi narrati nel titolo stesso.

Kentucky Route Zero è un’avventura grafica in stile punta e clicca che segue le vicende di Conway, un fattorino il cui compito è portare a termine l’ultima consegna del negozio per il quale lavora. Tuttavia l’indirizzo della consegna appare sconosciuto ai più e, grazie al supporto ed all’aiuto di un cast eterogeneo, capirà di dover trovare ed intraprendere la fantomatica “Route Zero”, una strada del Kentucky che appare e svanisce senza un apparente senso. Inizierà così un viaggio surreale a metà strada tra miraggi e magia, disillusione e speranza.

La trama del gioco è chiaramente l’aspetto fondamentale e centrale dell’intera produzione: ispirato alla corrente letteraria del realismo magico della seconda metà del Novecento ed alle opere di Gabriel Garcia Marquel, Jorge Luis Borges e Dino Buzzati, Kentucky Route Zero narra una storia a metà strada tra il sovrannaturale ed il reale, a tratti ermetica ed apertamente simbolica, in cui la ricchezza del racconto non è la vicenda in sé e per sé, bensì le sue molteplici chiavi di lettura nonché le tematiche toccate durante il viaggio stesso, che conducono infine ad un epilogo criptico ma significativo.

 

Il realismo magico rappresenta il fulcro stilistico intorno al quale ruota l'opera.

 

La produzione Cardboard Computer affronta, con una profondità a tratti inedita nel media videoludico, l’infrangersi del Sogno Americano e la precarietà della vita e del mondo economico, soffermandosi su dolori e demoni personali ed aprendo all’importanza fondamentale del legame e della solidarietà umane. Sono tematiche forti e mature, che possono essere apprezzate soprattutto da un pubblico più adulto, complice anche la grandissima quantità di testo da affrontare e la sua asprezza interpretativa. In questo senso, Kentucky Route Zero ha, nella trama e nella narrazione, il suo vanto migliore ed al contempo il suo aspetto più arcigno, che lo può allontanare dal grande pubblico.

Allo stesso modo, anche la componente ludica della produzione rappresenta un aspetto foriero di criticità. Il gioco, benché sia inquadrabile come un’avventura punta e clicca, non contiene alcun tipo di puzzle da risolvere, oggetti da utilizzare o enigmi da interpretare. Le interazioni ambientali sono limitate ed i dialoghi stessi non hanno un struttura delineata: il gioco comunque proseguirà a prescindere dalle vostre risposte, portando come unica conseguenza l’approfondimento o meno di un background narrativo, senza avere il minimo impatto sulle vicende o sull’epilogo della storia. Kentucky Route Zero è essenzialmente un prodotto senza gameplay (inteso nel senso più stretto del termine) e si avvicina più ad un romanzo o ad una rappresentazione teatrale interattiva, piuttosto che ad un’avventura grafica come la tradizione insegna. E’ un aspetto non trascurabile in cui la profonda e ricca componente narrativa fa da contrappeso alla pochezza della formula ludica: un tale equilibrio, benché espressamente voluto e cercato dagli sviluppatori, potrebbe tuttavia rappresentare un ostacolo insormontabile per molti giocatori, anche alla luce di una longevità di tutto rispetto, tra le 8 e le 10 ore per raggiungere i titoli di coda.

 

La messa in scena è sempre imprevedibile e prende in prestito idee della tradizione teatrale.

 

Proprio all’immaginario teatrale si ispira la messa in scena dei cinque atti di cui è composto il gioco, con un continuo alternarsi di idee registiche, inquadrature, giochi di luce e di contrasti, arricchiti dallo stile low-poly che conferiscono una personalità ben specifica alla produzione.
Parimenti importante è la colonna sonora, composta da musica d’atmosfera nonché brani di accompagnamento realizzati dal gruppo bluegrass Bedquilt Ramblers.

 

VOTO: 7,5

Kentucky Route Zero è uno di quei rari casi in cui un prodotto si può amare o odiare con pari intensità. Se da un lato offre una trama ed una struttura narrativa così profonde e strutturate da non poter lasciare indifferenti, dall’altro lato la quasi totale rinuncia a schemi ludici interattivi allontana la produzione rispetto a coloro che non possono fare a meno di un gameplay almeno basilare. La produzione Cardboard Computer è la realizzazione di una visione autoriale forte e determinata, senza compromessi, raggiunta con quasi 10 anni di sforzi e fatiche. Ogni player avrà in cuor suo la sensibilità necessaria per stabilire se il titolo sia un capolavoro, un flop o una splendida “via di mezzo” che appare e sparisce misteriosamente come la Route Zero stessa.

Pro

  • Trama profonda con tematiche forti
  • Narrativa strutturata e stratificata
  • Artisticamente ispirato e ricercato

Contro

  • Gameplay sostanzialmente nullo
  • A tratti troppo autoriale ed ermetico
  • Apprezzabile da un pubblico più maturo