Journey to the Savage Planet

Con una paperella di gomma non si è mai soli

A cura di GamesForum - 30 Marzo 2020 - 9:20

Autore della recensione: Doc E.Brown

Cosa succede quando una manciata di sviluppatori veterani dell’industria video-ludica fondano un piccolo studio con l’intento di creare un titolo che abbia in sé le migliori caratteristiche degli action adventure più iconici di 20 anni fa? La risposta è semplice: nascono i Typhoon Studios e nasce Journey to the Savage Planet. Il titolo nasce infatti come voluto ed affettuoso omaggio verso Metroid Prime, riprendendone per ampi tratti caratteristiche fondamentali ed impianto di game design.

Nei panni di uno sfortunatissimo esploratore spaziale al soldo della Kindred Aerospace (la quarta migliore compagnia di esplorazione interstellare… su quattro esistenti), il protagonista dovrà esplorare il coloratissimo pianeta ARY-26 sul quale si ritroverà bloccato, con un triplice obiettivo: raccogliere più informazioni sulle sue folli flora e fauna, indagare le misteriose rovine aliene presenti sul pianeta… ed ovviamente trovare un modo per tornare a casa. Gli unici aiuti (se così sono definibili) risiederanno nei commenti caustici di una irriverente Intelligenza Artificiale, nonché nei video-messaggi del presidente della Kindred Aerospace, il delirante Martin Tweed. Se la premessa potrebbe far pensare ad un titolo chiaramente scanzonato, la verità è ancora più incisiva: il titolo pesca orgogliosamente a piene mani dalla comicità dissacrante di produzioni come “Futurama”, “Rick & Morty” e “Guida Galattica per gli Autostoppisti” nonché da un immaginario di rimandi in cui fanno capolino anche gag e citazioni evidenti a produzioni come “Men in Black” e “Ghostbusters”. L’umorismo di Journey to the Savage Planet è uno dei protagonisti del titolo stesso, al punto da permearne ogni sua componente: dal design delle creature alle interazioni con le stesse (a suo di sberle e calcioni), dagli effetti audio ai contenuti multimediali in-game (le pubblicità degli insensati prodotti futuristici sembrano uscite direttamente da una puntata della celebre saga di Matt Groening), dalle gag alle battute, tutto concorre a trasmettere al player un clima di puro e gioioso intrattenimento.

La componente ludica del titolo poggia le sue basi su un altrettanto orgoglioso ritorno alle “regole” di game design di fine anni 90 ed inizio anni 2000: così come la trilogia di Metroid Prime, anche in Savage Planet il focus è l’esplorazione di un mondo suddiviso in aree interconnesse, ricco di percorsi alternativi, segreti da scoprire, informazioni da reperire (attraverso una meccanica di scansioni del tutto simile a quella vista nella serie Nintendo) e ambientazioni da raggiungere grazie ad una intelligente dose di backtracking giustificata dalla struttura metroidvania del titolo. Non mancheranno infatti una nutrita dose di upgrade per potenziare il proprio alter ego per permettergli di raggiungere luoghi prima inaccessibili (doppi salti, rampini et similia), nonché una serie di strumenti da utilizzare per avere ragione delle ostilità ambientali (come non citare una specie di cacca viola che ha la stessa efficacia di una carta moschicida o ancora le lattine di un osceno cibo futuristico che attirano i nemici). Non mancano fasi più spiccatamente action, con boss fights e nemici da sconfiggere, sebbene non siano esattamente il focus del titolo: ciò appare evidente non solo dalla approssimativa struttura del gunplay, ma anche dalla presenza di un’unica arma (benché potenziabile) in cui si evidenziano tutte le sicurezze di un titolo che non vuole essere un first person shooter.

Journey to the Savage Planet

Journey to the Savage Planet è principalmente un’avventura a base di risate, di esplorazione, di platforming e di enigmi, per perdersi nella gioia di una scoperta inaspettata deviando dall’obiettivo primario o nello scoppio di una risata per una battuta fulminante di una gag improvvisa… il tutto condito da frizzanti incontri con una fauna locale non sempre amichevole. Degna di nota è la componente cooperativa online del titolo, attraverso la quale si potrà affrontare tutta l’avventura accompagnati da un altro sventurato esploratore della Kindred: in tali frangenti, il gioco eleva ancora di più la sua indole dissacrante grazie alle potenziali interazioni tra i giocatori e l’ambiente di gioco. Tuttavia si ravvisa che il titolo si affida ancora ad un sistema di matchmaking obsoleto: non esiste infatti possibilità di un matchmaking casuale, bensì unicamente a mezzo invito personale del proprio partner. Una scelta del genere, sebbene permetta una accurata selezione, tuttavia potrebbe rendere piuttosto difficoltoso fruire di tale modalità, dovendo necessariamente fare affidamento su un contatto presente in lista amici che abbia il gioco… ed essendo un titolo di nicchia, tale impresa potrebbe essere ardua.

Tecnicamente il titolo rispecchia il budget ridotto col quale è stato sviluppato: sebbene non eccelso, il motore di gioco risulta stabile, mentre grafica ed effettistica, anche grazie alle scelte stilistiche adottate, svolgono efficacemente il loro lavoro. Anche la colonna sonora svolge il suo lavoro con cura e puntualità, accompagnando il player con ritmi allegri e scanzonati. Molto buona la longevità in rapporto alla natura budget del titolo: per ottenere il 100% in-game occorreranno circa 15 ore, che potrebbero arrivare a 20 laddove puntiate ad ottenere anche tutti i trofei/achievements.

+ Ritorno al game design degli action adventure di 20 anni fa
+ Comicità dissacrante che attinge alla fantascienza umoristica
+ Genuinamente divertente
+ Backtracking intelligente
- Componente shooting abbozzata
- Matchmaking della modalità coop arcaico

8.0

Journey to the Savage Planet è un ritorno al passato video-ludico che ha caratterizzato il media a cavallo tra il vecchio ed il nuovo millennio. Imitando ed adulando apertamente gli insegnamenti (ancora oggi attuali) di classici come Metroid Prime, l’esordio di Typhoon Studios è una lettera di amore al genere (poco)action/(molto)adventure delle vecchie generazioni ludiche, impreziosito da una componente comica che pesca a piene mani dai capolavori della fantascienza umoristica letteraria, televisiva e cinematografica. Orgoglioso della sua differenza e particolarità rispetto alle altre produzioni presenti sul mercato, Journey to the Savage Planet è un titolo imperdibile per tutti coloro che cercano un’avventura semplicemente e puramente divertente, capace di regalare le stesse soddisfazioni che alcuni grandi titoli riuscivano a veicolare 20 anni fa.




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