Joker

Crepuscolo

A cura di Gamesforum - 14 Ottobre 2019 - 19:55

Autore della recensione: TestaMatta89

Joker è il film del momento: amato/odiato dalla critica e dal pubblico, tacciato di essere diseducativo e di incitare alla violenza, ma al tempo stesso campione d’incassi, grazie anche alle controversie che hanno spinto molti curiosi a vederlo.

Ma Joker che tipo di film è? Che messaggio vuole effettivamente mandare ai suoi spettatori? È davvero questo un film “amorale” e “irresponsabile” come dicono in molti?

“Joker” è la storia di Arthur Fleck, un uomo disadattato e affetto da una malattia mentale che lavora come clown a domicilio per una compagnia ma che nel tempo libero si diletta a fare il comico monologhista (stand-up comedian), sognando di sbarcare il lunario e diventare un professionista.

La vita è però dura per i meno fortunati di Gotham City, ed Arthur (Joaquin Phoenix) ne è l’esempio lampante con gli innumerevoli soprusi che è costretto a subire. La sopportazione ha però un limite anche per i più deboli e sottomessi della società come il protagonista, e da un tale disagio è destinata a nascere la forza distruttiva e folle del Joker (celebre nemesi di Batman) e dei suoi adepti.

Joker

Il film è sostanzialmente lo studio del personaggio di Arthur Fleck: un uomo malato, povero e senza affetti, interpretato in modo strepitoso da Joaquin Phoenix. La grandezza della performance di Phoenix sta nel fatto che riesca a ritrarre sul suo volto tutte le sfaccettature della sofferenza di un protagonista in costante evoluzione e schiacciato da una società che, quando non lo ignora, lo tratta come un animale.

La lenta trasfigurazione di Arthur da uomo buono, passivo, innocuo e sognatore in un rancoroso, pericoloso, violento e carismatico criminale è semplicemente magistrale, non solo grazie alla presenza scenica di Phoenix che con la profondità del suo sguardo e l’espressività delle sue movenze da vita al personaggio del Joker, ma anche grazie alla sceneggiatura e alla regia quasi perfette di Todd Phillips.

“Quasi” perfette, in quanto vi sono a mio parere dei piccoli difetti nella scrittura e nel modo in cui sono state rese alcune scene che sulla carta sono comunque interessanti. Mi riferisco innanzitutto alle scene relative alla sottotrama legata a Thomas Wayne e alla madre di Arthur. Pur introducendo una storia intrigante queste si protraggono per troppo tempo, annacquando a mio avviso la storia altrimenti molto coesa e intensa. Inoltre, a conti fatti queste si rivelano un po’ inutili per l’economia del film: sì, rafforzano il messaggio che vuole veicolare il film ma non sono fondamentali e sono quasi assimilabili ad un filler che sa tanto di fanservice per gli appassionati di Batman.

Infine non ho apprezzato la resa di alcune scene in flashback, un metodo un po’ grezzo e molto poco originale per spiegare i “colpi di scena”, almeno secondo i miei gusti. Mi rendo conto che siano sottigliezze, ma vista la qualità superlativa di tutto il resto, tali sequenze spiccano in negativo, pur rappresentando nel complesso una parte relativamente breve della pellicola (20-30 minuti circa).

Joker

Escluse quelle scene, il film eccelle per una fotografia ed un montaggio eccezionali, in grado di restituire l’atmosfera marcia e deprimente di Gotham City nonché capace di trasmetterci la disperazione del povero Arthur Fleck con tutte le sue turbe psichiche, i suoi sogni e i suoi incubi. La scrittura di Phillips è precisa e ispirata e riesce a dare uno spessore ed una profondità al protagonista assolutamente rara al giorno d’oggi. Riesce inoltre a costruire una storia appassionante che aumenta sempre di più d’intensità ad ogni minuto che passa fino a sfociare nello spettacolare climax finale, davvero da cardiopalma.

Non mi sorprende che un film del genere possa aver sollevato tante polemiche, dopotutto stiamo parlando di un film che “umanizza” un killer, e al giorno d’oggi questo è un tabù. Chi punta il dito verso questo film, reputandolo scandaloso, forse vorrebbe che Joker venisse rappresentato come una macchietta, il tipico “cattivo” nato con il fantomatico “gene del male”, e quindi destinato fin dalla nascita a portare morte e distruzione su questo mondo.

Per codesti non è accettabile l’idea che un essere umano a tutto tondo possa arrivare a compiere dei crimini così odiosi, e soprattutto non è accettabile che li commetta a causa dell’esasperazione e della depressione dovuta ai torti subiti da parte della gente “per bene” perché si sa: i criminali non sono mai vittime, sono solo carnefici.

Joker

Questo pensiero li fa dormire meglio la notte e quindi è l’unico messaggio che per loro deve passare al cinema. La violenza non si genera dal nulla, è sempre il frutto di altra violenza, che sia causata dai traumi infantili subiti in famiglia o in un particolare contesto sociale, e questo circolo vizioso non si può spezzare nascondendo la polvere sotto il tappeto. Questo non è insomma un film da censurare quanto piuttosto da ammirare per il coraggio che dimostra nel voler denunciare la realtà del mondo.

I crimini non debbono essere solo condannati, debbono anche essere prevenuti; i criminali non debbono solo essere neutralizzati, debbono anche essere riabilitati; i meno fortunati non devono essere calpestati o ignorati, devono essere aiutati. Una società che si ostina a non comprendere questi principi, a ignorarli scientemente o a ritenerli “pericolosi”, è una comunità destinata a fallire e a creare ignoranza, oscurantismo e infine a generare violenza, proprio come nella pellicola.

“Joker” è un’opera d’arte potente, portatrice di un messaggio più che mai attuale e necessario al giorno d’oggi, e le polemiche che ha scatenato sono il sintomo di un gigantesco problema sociale di una comunità che non vuole ammettere la banalità del male e l’egoismo della classe benestante che finge di essere senza peccato e che pretende di disumanizzare i criminali, negando una tremenda e scomoda verità: siamo noi (ceto medio) a creare i mostri.

La storia di Arthur, uomo che cerca disperatamente di rimanere a galla, sia psicologicamente che fisicamente, in un mondo nel quale i più fortunati, pur di mantenere lo status quo, sono disposti a farlo sprofondare nell’oblio facendolo annegare, è terrificante ed emozionante, a tal punto da impedire anche allo spettatore di respirare. “Joker” non giustifica il crimine, non incoraggia alla ribellione, semplicemente denuncia ciò che è inevitabile che accada, quando il mondo è dominato dall’ingiustizia e dall’indifferenza.

+ Joaquin Phoenix nei panni di Arthur/Joker è strepitoso
+ Scrittura, fotografia, montaggio e regia sensazionali
+ Storia appassionante che cresce sempre di più fino allo spettacolare climax finale
+ Messaggio coraggioso e ritratto onesto di un criminale come personaggio a tutto tondo
- La sottotrama di Thomas Wayne e la madre di Arthur è al limite del filler e fanservice
- I flashback "rivelatori" sono resi in modo grezzo e poco originale

9.0

Joker è un atto d’accusa, e le critiche dimostrano come abbia colpito nel segno. Questo è più che sufficiente a testimoniare come sia un capolavoro destinato ad avere un impatto generazionale.




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