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It Takes Two

Che coop-ia!

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It Takes Two è l’ultima fatica di Josef Fares e dei suoi Hazelight Studios, apice del filone ludo-narrativo orientato alla collaborazione di cui proprio l’eccentrico autore è una delle figure di spicco degli ultimi anni. Il titolo l’ho giocato al D1 e purtroppo non avevo ancora trovato il tempo per parlarne, ma vista la recente candidatura ai prestigiosi The Game Awards ho voluto cogliere la palla al balzo. Cominciamo dunque da qui, dalla “fine”: la candidatura è più che meritata visto che, secondo me, si tratta di uno dei migliori giochi dell’anno, anzi, mi voglio sbilanciare, siamo proprio di fronte ad un capolavoro del genere che non presenta difetti veri e propri, se non alcune scelte che potrebbero creare qualche problema nella fruizione del titolo. Ma andiamo più nel dettaglio.

It Takes Two è, proprio come il suo autore, esagerato, dirompente. Pad alla mano, di base, è un platform action-adventure, ma verremo ripetutamente travolti dalla varietà delle situazioni di gioco che l’etichetta di genere risulta essere, in un certo senso, limitante. Non voglio rovinare la sorpresa a nessuno, quindi non farò riferimento a nessuna delle tantissime scelte di game design del gioco attorno a cui ruotano i magnifici livelli, sappiate solo che strabuzzerete più volte gli occhi perché sarete sempre più increduli e sorprendentemente esterrefatti. E pensate che tutte queste scelte a cui si fa riferimento si basano sulla cooperazione che richiede ulteriore maestria per quanto riguarda il bilanciamento delle azioni da far eseguire ad entrambi i giocatori. A tal proposito, voglio sottolineare come l’avventura dovrebbe essere giocata due volte perché i due protagonisti Cody e May sono molto diversificati.

Per quanto riguarda la parte narrativa, i personaggi sono scritti benissimo, la storia è molto carina ed assume un significato più profondo se condividerete l’avventura con il vostro partner di vita. Il gioco, anche per questo motivo, è molto facile, generosissimo di checkpoint e non punisce mai i giocatori, tuttavia in alcuni punti diventa complesso da gestire per un non-videogiocatore. Se da un lato questa cosa cozza con quanto detto prima, dall’altro è anche giusto che il videogioco continui a fare il videogioco, quindi per me la scelta non è sbagliata.

It Takes Two è senz'altro uno dei titoli più riusciti dell'anno, ma riuscirà a vincere il premio GOTY ai TGA 2021?

Visivamente It Takes Two è bellissimo. La direzione artistica, grazie alla scelta dei colori, riesce sempre ad appagare l’occhio, ed anche tecnicamente funziona tutto alla perfezione: 60 fps granitici anche su PS4 base. Il comparto sonoro è buono, con musiche riuscite e un ottimo doppiaggio, solo in lingua inglese (il gioco è comunque sottotitolato in italiano). La prima run vi terrà impegnati per una dozzina di ore e, come accennato prima, la diversificazione dei due protagonisti aumenta la rigiocabilità del titolo.

Da sottolineare che con una copia di It Takes Two (digitale o fisica che sia) potrete invitare un amico della vostra lista amici con cui condividere l’avventura. Ovviamente solo chi ha acquistato il gioco ha il pieno controllo di tutto e l’amico invitato non può invitare a sua volta altri amici, ma è comunque un’ottima mossa user-friendly che Hazelight ed EA, il publisher del titolo, avevano tra l’altro già preso con il precedente titolo dello studio, A Way Out. Meno user-friendly però sono altre scelte, a cui si faceva riferimento nell’introduzione, come ad esempio la totale assenza di matchmaking o l’impossibilità di portare avanti più partite con persone diverse, visto che esiste un solo slot di salvataggio, anche queste scelte per altro condivise con il precedente titolo dei ragazzi di Hazelight Studios.

VOTO: 9

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
In definitiva, It Takes Two è la trasposizione ludica del suo autore. Un gioco così dirompente, esplosivo che in più di un'occasione non crederete ai vostri occhi. Ci troviamo di fronte ad un titolo talmente fatto bene che non sono riuscito a trovare difetti. Se avete un amico con cui giocarlo e ancora non lo avete fatto, rimediate immediatamente, o meglio ancora se avete un partner con cui condividete questa passione, anche se in questo secondo caso scommetto che ve lo siete già gustato insieme.

Pro

  • Varietà ludica fuori parametro
  • Non sbaglia nulla

Contro

  • Assenza di matchmaking e di slot di salvataggio multipli