Inside

Quando la direzione artistica non basta...

A cura di GamesForum - 11 Giugno 2020 - 18:08

Autore della recensione: Daisuke

Inside è un videogioco rompicapo a piattaforme sviluppato dallo studio indipendente danese Playdead. Nel videogioco il giocatore controlla un ragazzo in un’ambientazione distopica dove dovrà risolvere dei rompicapi per evitare la morte. Il titolo è stato pubblicato il 29 giugno 2016 per Xbox One, il 7 luglio per Windows e il 29 agosto per PlayStation 4. A partire dal 13 luglio 2016 il videogioco è disponibile anche sulla piattaforma online Steam e dal 28 giugno 2018 per Nintendo Switch.

Storia

Il gioco inizia sin da subito calandoci nei panni di un bambino, intento a scappare da vari ominidi volti a catturalo, per motivi a noi ignoti. Questo è l’incipit, sarà poi al giocatore trarre dai vari eventi una storia, un significato, un background, una morale. Le basi sono comuni al modus operandi di Miyazaki e From Software, narrazione muta e giocatore che diventa l’interprete dei vari indizi lasciati dalla mano dell’autore.

Ma come se la cava Inside quindi? A mio parere… non molto bene. Inside vuole comunicare qualcosa, lo si capisce (purtroppo) anche da ben prima che il gioco finisca, ma lo fa in maniera troppo semplicistica e priva di vero mordente. Mancano scene davvero d’impatto narrativo, palesi e chiari prove di quel che si sta comunicando, mancano personaggi, storie e un finale davvero soddisfacente. Sei lì a domandarti: ma quindi? È come aprire un enorme libro e trovarci scritto “Viva la pace, abbasso la guerra“. Bel messaggio, ma questo lo so da me, devi farmi emozionare con questo messaggio, darmi un motivo per calarmi in questo messaggio, devi accompagnarmi e toccare le mie corde nel momento giusto, e Inside non l’ha fatto.

Grafica e Sonoro

Inside sfoggia un notevole impianto artistico e stilistico, sicuramente il suo maggior pregio. La palette di colori utilizzata è molto cupa, con un largo utilizzo del nero e delle scale di grigio. Non vi sono silhouette come nel “prequelLimbo, gli ambienti e i vari personaggi sono in 3D così come le ambientazioni che fanno da sfondo. Per quanto concerne la colonna sonora, non ho apprezzato il suo utilizzo, semplicemente perché è difficile notarla. Non l’ho ritenuta memorabile, degna di nota, in grado di sottolineare i vari importanti momenti del gioco.

Inside

Gameplay

Il gioco, come già detto, è un platform-puzzle: un titolo basato quindi su meccaniche platforming e sulla risoluzione di puzzle per proseguire. Inside però pecca soprattutto in questo aspetto, ha buone idee ma manca decisamente un guizzo. Ma analizziamolo nel dettaglio: il bambino protagonista potrà saltare, aggrapparsi, tirare e spingere principalmente. Occasionalmente potrà usufruire di un macchinario speciale e di guidare un certo veicolo, fine. Le meccaniche di gioco ruotano attorno a queste azioni, talvolta con idee carine e altre volte (la maggior parte) con idee semplicistiche. Con un level design semplice che non stupisce, con varie incongruenze e “barriere architettoniche“, con nessuna evoluzione significativa delle meccaniche stesse e un criterio di avanzamento palese per quanto concerne il susseguirsi dei vari quadri.

Longevità

Il titolo ha una durata variabile che dipende, più che dall’essere avvezzi al genere, dalla capacità di risoluzione dei vari puzzle e quindi oscilla dalle 2 ore ad un massimo di 3. La rigiocabilità è scarsa, può essere sbloccato un finale alternativo ma sicuramente risolvere puzzle già risolti non è sicuramente un esperienza così divertente, visti anche i ritmi di gioco. Una longevità maggiore (con molta più ciccia giocata) e un qualche forma di segreto e collezionabile ben piazzato avrebbero sicuramente giovato al rapporto qualità/prezzo.

+ Artisticamente e stilisticamente davvero ottimo
+ L'atmosfera c'è
+ Alcuni enigmi hanno inventiva...
+ Level design di buon livello...
- ... ma solo verso l'ultima parte di gioco, il resto è semplice tanto nella realizzazione quanto nell'inventiva stessa
- ... ma ci sono delle incongruenze
- Colonna sonora poco impattante che avrebbe reso le varie situazioni nettamente più memorabili
- Trama molto prevedibile e finale discutibile (e che arriva troppo presto)

5.0

Inside risulta essere un titolo ben fatto solo dal punto di vista artistico, con una bellissima fotografia e un’ottima ambientazione, ma che pecca irrimediabilmente in tutto ciò che concerne il video-GIOCO, con un level design non coerente, povertà di meccaniche e trama eccessivamente non raccontata e banale nel suo incedere.




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