Infinite: Beyond the Mind

Oltre la mente

A cura di GamesForum - 12 Maggio 2020 - 12:42

Autore della recensione: Apollonio

Infinite Beyond the Mind non è gioco da perdersi in fronzoli, arriva subito al sodo. Le poche linee di testo utili ad orientarci all’avvio di una partita sembrano solo un fragile pretesto per giustificare il caos a schermo imminente. Due ragazze con un potere incredibile, tanto da attirare le attenzioni di una malvagia regina e del suo enorme esercito. Le nostre protagoniste però sembrano non gradirne addosso gli occhi indiscreti per usare un eufemismo perché provvederanno, e noi con loro, a raderlo al suolo.

Poche chiacchiere e un delizioso action platformer in due dimensioni davanti dunque. Saltare, menar le mani e schivare sono le uniche armi a disposizione di Tanya e Olga e bastano ed avanzano per creare un contesto forsennato, appagante e da cui è difficile allontanarsi. Il gusto e lo stile del titolo è squisitamente retrò. Una incantevole pixel art rapisce sin da subito, tra l’altro non povera di dettagli negli scenari che, così pennellati, regalano un colpo d’occhio affascinante. Non è da meno l’accompagnamento musicale, tracce vivaci e martellanti, nel senso migliore del termine, scandiscono le sessioni a perdifiato. Un delitto tenere basso il volume, saremo franchi.

Ciò che cattura però è proprio la velocità del gameplay, sfilare velocemente tra le forze nemiche e farne strage cattura sin da subito. I comandi sono reattivi e i soldati piuttosto vari tra loro per approccio. Chi sparerà davanti a sé in prima battuta, chi invece disegnerà traiettorie a parabola e via dicendo. A ciò si aggiungono carri armati e altre diavolerie tecniche tutte da ridurre in cenere. I proiettili sono ben evidenti anche nei momenti più concitati e ciò aiuta a rimproverare soltanto se stessi in caso di rovinosa dipartita.

Parliamo infatti di un gioco dall’anima spiccatamente arcade, duro ma stimolante. Già a difficoltà normale sarà necessario mantenere alta la concentrazione per districarsi tra gli avversari e soprattutto per fronteggiare i boss. Questi sono il fiore all’occhiello della produzione, diversi tra loro, esagerati e tendenzialmente ispirati. Spaziano da macchinari giganteschi ai fedelissimi dell’antagonista e offrono una sfida all’altezza delle aspettative. Danno carattere e anima all’intera produzione. Improbabile farsi strada nel corso dei sedici livelli senza memorizzarne i pattern. Approcci sconsiderati portano velocemente alla morte e, esaurite le vite, alla ripetizione dell’intera sezione. Ciò non di meno, nonostante il game over sia capitolato più volte, il brio degli scontri non ha mai lasciato spazio alla frustrazione. Gli interi livelli infatti sono ripercorribili molto velocemente, anzi è interessante cercare di guadagnare quanti più secondi prima di arrivare al villain di turno.

L’esplorazione è ridotta all’osso, scelta che contribuisce a non perdere il focus sul piatto forte del gioco: il combattimento. Ciò nonostante qualche piccola libertà per arrivare all’obiettivo è offerta e una maggiore attenzione nella corsa al traguardo è ripagata all’occasione con preziose vite extra o graditissimi recuperi di salute. Nel corso dell’avventura sarà possibile inoltre arricchire il nostro ventaglio di possibilità con power up. Ad eccezione di uno però, effettivamente corposo e interessante da utilizzare, gli altri fungono per lo più da specchietto per allodole.

Infinite: Beyond the Mind

Sarebbe stato stuzzicante esplorare maggiormente questo aspetto, le ”epifanie” come vengono definite sono sin troppo timide e non incidono, anche se a onor del vero tale compostezza può dirsi una scelta oculata per non intaccare l’equilibrio del gioco. Equilibrio che è stato raggiunto e alla grande anche per merito di sezioni che fanno sapientemente da diversivo alle fasi action-platform. Non mancano infatti delle parti in cui il prodotto si reinventa uno shooter a scorrimento orizzontale. Sezioni molto classiche anche queste nell’impostazione ma che convincono e delle quali è apprezzabile il ruolo di antidoto allo spettro ripetitività dell’azione.

Non che per la verità niente di Infinite Beyond the Mind ci sia venuto a noia nelle tre ore circa per arrivare ai titoli di coda, anzi la freschezza del titolo ci ha portati senza soluzione di continuità in un’altra run, inasprendo la difficoltà. Dispiace soltanto in questo senso che non sia possibile rivivere a propria discrezione i singoli livelli, una scelta in tal senso ben si sarebbe sposata con la natura arcade del prodotto. Non è soltanto però la bontà del gameplay ad incentivare la rigiocabilità.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una trama interessante e di non semplicissima lettura si dischiude nel corso dell’incedere. Lo spazio riservatole è striminzito, ridotto a pochissime scene e dialoghi soprattutto sul finale. Il non detto e i passaggi più enigmatici saranno senz’altro spunti conturbanti per essere meglio compresi dai più curiosi. Una gradita sorpresa anche su questo versante, insomma.

Le belle impressioni fin qui descritte chiaramente valgono anche per il multi-player in locale. È possibile vivere la storia di Olga e Tanya scatenando insieme la loro potenza di fuoco. Purtroppo fra le due non vi è però nessuna differenza pad alla mano. Gradita aggiunta che non mancherà di divertire comunque, pur facilitando il tutto.

+ Frenetico e appagante, una partita tira l'altra
+ Musica travolgente
+ Trama interessante al di là delle apparenze
- Non è possibile rigiocare liberamente i livelli
- Talvolta anonimo

8.1

Fate largo nelle vostre mensole digitali a Infinite Beyond the Mind. Un piccolo concentrato di frenesia, musiche psichedeliche e dal tasso di sfida non banale. Pochi e semplici elementi che ne fanno un’esperienza brillante, soddisfacente e maledettamente magnetica. Difficile non tornare e ritornare a indugiarvi.




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