Hunt: Showdown

Bentornati nel vecchio West

A cura di Gamesforum - 17 Giugno 2020 - 19:00

Autore della recensione: Il Don

Come si può ignorare uno studio come Crytek quando decide di creare uno sparatutto multiplayer? Non si può perché il peso del contributo dato al genere è troppo alto per passare inosservato ma, questa volta, si tratterà di un buco nell’acqua?

Un titolo intelligente

Crytek ha vissuto un periodo non proprio florido dal punto di vista finanziario, e sembrava uscita definitivamente dalla produzione di videogiochi, salvo rientrare con un titolo ambizioso come Hunt: Showdown.

In Hunt interpretate un cacciatore di mostri che, da solo o in compagnia, si avventura nelle umide paludi americane alla ricerca di bestie da eliminare. Non finisce qui. Infatti a questa fase PvE si mischia quella PvP. Non pensate di poter scorrazzare senza pensieri incontrando solo qualche zombie o mostro speciale sul vostro cammino verso il bottino, a farvi compagnia ci saranno altri giocatori (fino a 12 in totale) con il vostro stesso obiettivo.

Per affrontare la sfida avrete a disposizione un vasto arsenale sbloccabile salendo di livello ma non pensate di metter mano su armi in grado di darvi un vantaggio enorme sugli altri. Crytek ha puntato molto sul realismo e quando utilizzerete un fucile o una pistola non sarete veloci come Clint Eastwood ma dovrete fare i conti con tempi lunghi di ricarica e raggio d’azione limitato. Questo vi costringerà ad adottare un approccio strategico cercando di programmare le vostre mosse. Il gioco di squadra diventa pertanto fondamentale perché non è raro trovarsi sotto il fuoco degli avversare mentre siete aggrediti dai mostri.

Una volta ucciso l’obiettivo (ci sono tre boss diversi che potete affrontare nei vostri match) dovrete raccogliere il bottino e fuggire verso uno dei punti indicati sulla mappa. A questo punto tutti i giocatori presenti vedranno dove siete e cercheranno di fermare la vostra fuga. Voi, d’altro canto, avrete a disposizione una visione speciale (limitata) che vi permetterà di individuare eventuali giocatori nelle vicinanze. In questa fase la tensione arriva alle stelle garantendo emozioni forti che vi spingeranno a giocare ancora.

Camminando in giro per le mappe troverete di fronte a voi diversi tipi di ostacolo che richiedono un equipaggiamento specifico per essere superati, quindi occhio a ciò che decidete di portare con voi. Infatti si passa dai semplici zombie che possono essere abbattuti con un paio di pugni per arrivare a cani infernali che vi aggrediscono in tre o quattro rendendo le cose decisamente complesse. Su questo fronte il lavoro fatto è encomiabile e ci sono un paio di idee ottime che rendono più appagante l’esplorazione del mondo.

Modalità di gioco

Esistono soltanto due modalità, anche se una terza è prevista. Si tratta della caccia classica, nella quale dovete uccidere il boss e fuggire, e della partita veloce. Quest’ultima è molto simile ad una vera e propria Battle Royale. Non potete comprare equipaggiamento ma dovrete affidarvi alla sorte e a quello che trovate sul campo per far fuori gli altri fino a rimanere l’ultimo in vita. Non mi aspettavo varietà sotto questo aspetto ma forse si poteva fare qualcosa di più per la modalità veloce che risulta alla lunga monotona.

Per le sue caratteristiche Hunt non è un titolo per tutti, anzi, non fa nulla per essere digerito da chi mastica pochi shooter e multiplayer competitivi. Le prime volte potreste trovarvi a finire le vostre partite dopo pochi secondi di gioco senza nemmeno rendervi conto di cosa sia accaduto. Il problema principale, oltre all’impostazione hardcore, è che la base di giocatori è molto bassa, perlomeno su PC, e vi troverete spesso a competere con giocatori che hanno diverse centinaia di ore alle spalle. Quindi, se siete intenzionati ad indossare gli stivali e a lucidare la pistola sappiate che vi troverete a in un ambiente ostile a tutto tondo.

Limare è la parola d’ordine

Tra le cose più fastidiose nelle quali potreste imbattervi giocando ad Hunt: Shodown sicuramente ci sono i tempi di caricamento biblici: ogni volta che uscite o entrate in una partita aspettatevi di attendere tra i trenta secondi e il minuto e mezzo. Questo problema appesantisce il già difficoltoso matchmaking rendendo l’attesa della prossima partita una parte affatto trascurabile del tempo totale di gioco.

A livello grafico la situazione non è buona, il titolo è generalmente curato ma alcuni problemi, soprattutto nella gestione delle ombre e dei riflessi su personaggi ed armi, rendono la visione non particolarmente buona. Aspettatevi il solito mattone al quale Crytek ci ha abituati, infatti per giocare con tutte le impostazioni al massimo su PC, magari con una risoluzione in 4K, dovrete essere dotati di un hardware molto recente.

Un plauso va fatto al sonoro che è molto curato: tutte le armi hanno un loro suono ben distinguibile e, giocando in cuffia, riuscirete ad immergervi nell’ambiente circostante come se foste davvero lì, cosa che non riesce a tutti i giochi.

Per quanto riguarda i server non ho notato particolari problemi di latenza o disconnessioni, nonostante la mia rete sia tutt’altro che veloce. Il problema più grande di Hunt risiede nella scarsità di contenuti che offre. Scordatevi di scorrazzare in decine di mappe perché qui avrete a che fare con due ambienti, nemmeno tanto distinguibili tra di loro, nei quali potete trovare tre boss: il Ragno, l’Assassino e il Macellaio.

Dopo aver passato una quarantina di ore percorrendo in lungo e in largo gli edifici diroccati e le ampie paludi che costituiscono il fulcro dell’ambientazione, il senso di monotonia potrebbe cogliere più di qualcuno. Nella roadmap che potete consultare sul sito ufficiale del gioco sono in programma una terza mappa e un quarto boss ma il rischio concreto è che non basti affatto ad irrobustire una struttura di gioco a cui manca davvero poco per diventare un classico del genere. Inoltre Crytek sembra al lavoro su un nuovo gioco e il rischio che non produca più contenuti non è affatto remoto.

+ Armi realistiche
+ Ritmo di gioco lento e ragionato
+ Lavoro di squadra fondamentale
- Pochi contenuti
- Tecnicamente acerbo
- Bacino d'utenza ristretto

8.0

Hunt:Showdown è un titolo molto complesso che appagherà tutti quelli che cercano uno sparatutto maturo e adulto che non ha paura di mettere in difficoltà il giocatore. Purtroppo in molti resteranno scottati dalla curva d’apprendimento molto ripida e dalla mancanza di contenuti che giustifichino 40€ di spesa. Se Crytek decidesse di rimpinguare l’offerta con tre o quattro mappe ed un paio di boss in più questo titolo sarebbe in grado di guadagnarsi una fetta ben più ampia di pubblico.




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