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Hotline Miami

Pixel di violenza pura!

Autore della recensione: Meight

Hotline Miami è un titolo action con visuale dall’alto sviluppato dai Dennaton Games, molto probabilmente uno dei titoli che mi ha più colpito negli ultimi anni. Il perché? Molto semplice, riesce ad amalgamare un gameplay che punta tutto sulla rapidità, sull’azione, senza risparmiarsi dal mostrare il suo lato violento, supportato poi da una componente artistica e musicale che alza ancor di più il livello del titolo. Un titolo che punisce per il singolo errore, che ti insegna a provare a e riprovare, dando così un valore aggiunto al pianificare le proprie mosse, il cosiddetto trial and error ma fatto con criterio.

Gameplay

Fatte le dovute premesse, immergiamoci nei vari aspetti. Lato gameplay il gioco è in realtà molto basilare, in quanto buona parte di esso punterà tutto sull’uso delle armi da mischia e dalle bocche di fuoco, supportato poi dalla possibilità di sfruttarle per stordire i nemici attraverso un lancio fortunato. Già solo questo vi permetterà di sfruttare diverse combinazioni, vedesi la possibilità di utilizzare un caricatore fino alla fine, usarlo poi come arma da mischia a lunga distanza. Un esempio basilare di ciò che il gioco permette di fare, il tutto da fare con una esecuzione rapida. Ebbene sì, come accennavamo nel primo paragrafo il gioco non perdona e basterà un singolo errore per morire subito, e rifare la sezione del capitolo in cui moriremo.

Questo di per se rende le cose interessanti, perché a quel punto ci ritroveremo a dover dosare bene le nostre armi, capire che percorso fare e allo stesso tempo evitare i colpi nemici. Quest’ultimi sono molto aggressivi e vari e non esiteranno a farvi fuori al primo allarme (sono armati con diverse tipologie di armi e talvolta supportati da cani e altri elementi).

Si muore? Sì, e tanto, ma questo vi servirà per capire quanto è profondo il gioco e quanto è rigiocabile nell’ottica delle possibilità che vi verranno offerte nell’avanzare, grazie anche ad un level design che diventerà sempre più aperto e complesso andando avanti.

Rigiocabilità

Perché rigiocare un titolo così difficile e per certi versi punitivo? Il voler cercare di replicare ogni volta la stessa sensazione che si proverà la prima volta. Senza scordare altri tre aspetti.

Il primo riguarda le maschere, un elemento importante ai fini della rigiocabilità in quanto ognuna di loro ci darà dei bonus prima dell’inizio del livello, bonus che certe volte potranno salvarci la pelle (vuoi la possibilità di rendere “neutrali” i cani, aumentare il tempo per le combo, o anche solo trovare più armi nella mappa… per dirne un paio). Maschere che si sbloccano attraverso i punti che guadagneremo attraverso il completamento dei livelli, mossa utile al fine di riprovare i livelli con un approccio diverso grazie alle maschere e alle nuovi armi sbloccate;

Il secondo riguarda le armi: praticamente, maggiori armi saranno sbloccate… maggiore sarà la possibilità di trovarne di diverso tipo nel livello.

Il terzo, il punto alla Kamiya per come lo definisco io. Perché? Per il punteggio, in quanto ci sarà una valutazione tutte le volte che finiremo un livello. Valutazione che arriverà fino al grado massimo di A+, grado che riceveremo solo quando riusciremo a combinare velocità, combo e una buona varietà nei propri approcci.

Da questa disamina capirete quanto è un elemento ponderante il riscoprire i livelli, un perfetto bilanciamento che non vi porterà mai se non raramente al punto di frustrazione, quel limite posto tra sopportazione e follia, quest’ultima punto cardine del gameplay e della storia.

Violenza artistica

Il titolo del paragrafo potrà far indispettire, ma ha un senso, il gioco rappresenta la violenza, il suo sfogare la propria rabbia attraverso una componente artistica dal giusto spessore, che riesca a rendere quel senso di violenza in una maniera molto stilizzata. Non proveremo mai la sensazione di disagio nell’uccidere, ma il tutto ci verrà portato a schermo attraverso una grande varietà di animazioni, dando un senso di profondità alle nostre morti e a quelle dei nemici, ma senza mai scadere nell’eccesso. Non è un caso che sia stato messo come easter egg in The Last of Us Parte II, dimostrazione di quanto il gioco abbia fatto breccia in molti.

Colonna sonora

Non si può parlare di Hotline Miami senza parlare della sua componente sonora, probabilmente uno dei punti più alti di sempre nei videogiochi e che ancora adesso, dopo ore ed ore di gioco, continuo ad ascoltare. Brani che ci accompagneranno nei massacri, dandoci quell’enfasi che ci porterà ad assaporare certi livelli anche solo per il gusto di soffermarsi a riascoltare certe tracce.

Storia

Perché lasciare la storia all’ultimo? Il motivo è presto detto, per quanto la storia possa essere interessante e narrata in un certo modo, è forse essa la parte meno convincente del gioco. Ci ritroveremo a dover compiere dei massacri per conto di alcuni mandanti che ogni volta ci indirizzeranno verso la nostra prossima vittima. Incipt basilare ma che piano piano farà uscire diversi risvolti che non sempre ci saranno chiari ad una prima lettura e che richiederanno una ricerca online per capire ogni singolo dettaglio che ci vorrà mostrato.

+ Gameplay con un trial&error mai frustante
+ Ottima rigiocabilità
+ Colonna sonora stratosferica
– Narrazione non sempre chiara, specialmente alla prima lettura

9.0

Hotline Miami è una tempesta di emozioni che ci verranno suscitate dalla sua colonna sonora, dal suo essere violento e non perdonare ogni minimo errore, dal suo essere aggrappato ad una filosofia artistica che si sposa con tutto ciò che viene rappresentato. Un titolo che meriterebbe di essere finito più e più volte anche solo per scoprire quanto ha di buono da offrire, uno di quei piatti che apprezzerai sempre di più con il tempo e a cui non dirai mai di no.