Hollow Knight

Storia di un Cavaliere

A cura di GamesForum - 23 Maggio 2020 - 12:00

Autore della recensione: Ruiji

Prendiamo la narrazione e la difficoltà di un Bloodborne, uniamole alla vastità del mondo di gioco e alle meccaniche tipiche di un Castlevania, infine condiamo il tutto con un comparto audio-visivo degno dei migliori film d’animazione e un setting tanto cupo quanto fiabesco. Una descrizione superficiale la mia, fortunatamente la realizzazione del gioco è tutt’altro.

Nidosacro, un tempo un regno prosperoso e pieno di vita, è caduto in rovina a causa di una piaga, l’infezione, e i suoi resti, ricchi di segreti e tesori, sono diventati oggetto di esplorazione di molti avventurieri, tra cui il protagonista.

Il nostro eroe, uno dei tanti bizzarri insettoidi che popolano Nidosacro, il Cavaliere, dopo essersi risvegliato in una caverna in cui si svolgerà il tutorial, arriverà a Pulveria, una cittadina ormai popolata solo dall’anziano Gerontias, il quale ci accennerà alcuni dettagli sulla triste sorte di Nidosacro, e altri NPC con i quali potremo interagire. Inizialmente avremo pochi comandi a disposizione, infatti potremo semplicemente saltare, attaccare con l’Aculeo, ovvero un pugnale tipico degli esploratori, e curarci concentrando le anime, le quali si ottengono principalmente attaccando i nemici e progredendo nell’avventura avranno anche altri scopi.

La progressione è tipica dei metroidvania, bisognerà esplorare vaste aree, ricche di nemici e pericoli, con ostacoli che non potranno essere superati finché non avremo ottenuto l’abilità apposita. Le aree sono ben collegate tra loro e trovando la relativa stazione, è possibile viaggiare rapidamente da una all’altra in groppa a un enorme scarabeo rinoceronte. La progressione inizialmente è molto lenta poiché non avremo la mappa, la quale dovrà essere acquistata in ogni area da un cartografo avventuroso che andrà trovato seguendo i fogli sparsi e il suo canticchiare, mentre nel loro negozio a Pulveria sua moglie vende amuleti e puntine utili per l’esplorazione, in particolare è fondamentale l’amuleto per conoscere la propria posizione in qualunque momento.

Una volta raccolti i geo (i soldi del gioco) necessari e acquistati gli oggetti più importanti, potremo dedicarci all’esplorazione, andando un po’ a ritroso (anche perché per aggiornare la mappa ogni volta bisogna trovare una panchina) e affidandoci al nostro orientamento, sconfiggendo boss e sbloccando nuove abilità e nuove aree.

Le aree sono molto vaste e ricche di segreti, esplorarle a fondo consente di scoprire NPC utili e nuove informazioni su tutto ciò che riguarda la lore, la narrazione infatti è molto frammentaria e mettere insieme tutti i pezzi della storia di questo affascinante mondo spinge ad esplorare ed è senz’altro soddisfacente. C’è una buona varietà di ambientazioni tra miniere ricche di cristalli, nidi di mantidi, grotte ricoperte di vegetazione, e soprattutto la bellissima Città delle Lacrime con la sua pioggia, e le varie rovine del regno perduto.

Hollow Knight

La grafica assolutamente sontuosa, ricca di dettagli, con bellissimi fondali e animazioni straordinarie si sposa perfettamente con le ambientazioni, rendendo il tutto un’assoluta gioia per gli occhi, alternando tinte fantasy a tinte più cupe, quasi horror (d’altronde il gioco è tutt’altro che una passeggiata), e le ottime musiche orchestrate rendono l’esperienza molto suggestiva e immersiva.

Il gameplay non offre nulla di nuovo nel panorama dei metroidvania, saltare e attaccare saranno le azioni principali e le abilità da sbloccare (ad esempio il doppio salto) sono tipiche del genere, ma la realizzazione è di alto livello, al netto di alcune imprecisioni che ho riscontrato nelle fasi con molto platforming.

Il sistema di combattimento non è molto profondo in sé, infatti oltre a poter attaccare con l’Aculeo (attenzione che anche i nemici normali sono duri da eliminare) avremo a disposizione solo degli incantesimi (i quali consumano anime, perciò in diversi frangenti bisogna scegliere se conservare le anime per curarsi o usare le magie), ma gli amuleti, oggetti da equipaggiare che hanno diversi effetti, ad esempio uno permette di curarsi più rapidamente, un altro aumenta la portata dell’attacco, e un altro ancora materializza uno scudo orbitante intorno al protagonista, rendono l’avventura più varia e danno la possibilità di scegliere l’approccio giusto per ogni situazione.

Le boss fight sono probabilmente il maggior pregio del gioco, seppur a volte possano sembrare scorrette, sono spettacolari, varie e soddisfacenti, e i molti boss opzionali daranno del filo da torcere anche ai giocatori più bravi ed esperti.

Il ritmo non è molto alto, sia per la lentezza degli spostamenti (il protagonista non è molto veloce, nonostante i vari collegamenti tra le aree, si poteva fare di meglio, anche per il viaggio rapido) che per la resistenza dei nemici normali.

+ Struttura metroidvania riuscitissima
+ Comparto audio-visivo sublime
+ Enorme quantità di contenuti
+ Storia e lore affascinanti
- Il ritmo non è sempre perfetto
- I salti non sempre sono precisi

9.0

Hollow Knight è un gioco immenso e curatissimo, con un comparto audio-visivo eccelso e un gameplay degno dei migliori esponenti del genere, con momenti memorabili. Una quantità enorme di contenuti (tra cui extra rilasciati gratuitamente), una mappa che sembra non finire mai, un mondo ricco di segreti, di luoghi incantevoli e poetici, ma anche tristi e desolanti. Una storia affascinante, ricca di lore, in grado di spingere all’esplorazione completa, soprattutto considerando i molteplici finali da sbloccare. Non è un gioco perfetto, dal punto di vista del ritmo si poteva fare di più, come non era necessario complicare l’esplorazione con quella gestione della mappa, e i salti non sempre sono precisi, in più i giocatori meno pazienti non apprezzeranno i picchi di difficoltà e una narrazione frammentaria, ma queste caratteristiche possono benissimo rientrare tra i pregi. Consigliato caldamente a chiunque.




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