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Hentai vs. Evil

“Metti un po' di musica leggera perché ho voglia di niente… anzi leggerissima”

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Sviluppato e pubblicato da Axyos Games e da EastAsiaSoft, Hentai vs. Evil si presenta fin dall’inizio come un titolo provocatorio. Fin dal nome, appare evidente il tentativo di sdoganare e rendere mainstream il termine hentai da sempre guardato con sospetto e diffidenza per gli evidenti rimandi ad un genere animato a contenuti pornografici, con tutti i relativi problemi ed imbarazzi in sede di classificazione nonché grattacapi a livello di mera immagine commerciale. Al di là dell’uso del termine nel titolo, il gioco appare evidentemente ben lontano da qualsiasi contenuto classificabile come hentai bensì si limita ad una provocazione continua legata alle donzelle protagoniste.

Nei (pochissimi) panni di una delle ragazze a disposizione, personalizzabili a piacimento sia nell’abbigliamento sia nelle caratteristiche fisiche, sarà nostro compito affrontare una delle mappe a disposizione completando gli obiettivi di volta in volta proposti, falciando lungo il cammino le armate Evil del titolo, formate da zombie, demoni e mostri vagamente simili ai nemici porcelli (coincidenze?) visti in Duke Nukem. Non esiste una trama che leghi le vicende, così come banalmente non esistono vicende da narrare: il gioco si riduce in una riproposizione ciclica in tutto e per tutto simile alla filosofia da coin op anni 90. Se a livello meramente concettuale il titolo potrebbe essere anche divertente per brevi e spensierati attimi di svago, purtroppo il titolo mostra evidenti lacune in pressoché ogni ambito.

Il gameplay del titolo è estremamente basilare e soffre di una realizzazione tecnica deficitaria: non solo le animazioni sono carenti, ma il gioco soffre di una responsività eccessivamente bassa nei controlli che si palesa in una oggettiva difficoltà nel mirare adeguatamente ai molteplici avversari presenti, peraltro caratterizzati da hitboxes non sempre puntuali. Niente che un paio di minuti di abitudine non possano risolvere, complice anche l’essenzialità del gameplay, ma tuttavia una maggiore cura in questo ambito sarebbe stata opportuna al di là delle modestissime aspirazioni della produzione.

In Hentai vs. Evil perfino il fanservice è poco curato

Varietà e longevità son altresì note dolenti della produzione. Hentai vs. Evil propone due modalità: “Sopravvivenza” in cui puntare ad un high-score e “Sopravvissuto” in cui l’obiettivo sarà liberare una ragazza tenuta prigioniera una volta abbattuto un determinato numero di nemici. Sebbene siano modalità estremamente classiche ed in definitiva si lascino giocare senza grossi problemi al di là della pochezza tecnica già evidenziata, grazie anche ad un buon ritmo di gioco e una leggerissima impostazione delle (poche) armi e (pochi) power up, purtroppo il titolo presta il fianco di fronte all’osservazione che le mappe disponibili sono solo tre, completabili in una decina di minuti l’una, nonostante siano discretamente caratterizzate e con una buona dimensionalità. Ne emergono dunque una longevità evidentemente insufficiente ed una limitatissima rigiocabilità, difficilmente giustificabili anche a fronte del prezzo molto contenuto della produzione (€9,99 su store digitali Nintendo eShop e PlayStation Store): è un peccato, perché con un’offerta ludica più propositiva il titolo ne avrebbe sicuramente giovato a fronte delle evidenti limitazioni strutturali.

La personalizzazione delle protagoniste prevede la possibilità di scegliere limitate caratteristiche fisiche come capelli, carnagione, altezza, misura di cosce (ehm) e di seni (ehm), nonché di indossare alcuni abiti presi da un immaginario stereotipato (scolaretta, bikini, etc.). Curioso che la versione Switch preveda una modalità non censurata, assente nella versione PS4, con la quale la ragazza mostrerà liberamente il seno (anche a prescindere dagli abiti indossati, che diventeranno essenzialmente trasparenti). Gradevole l’accompagnamento sonoro che sfoggia musichette leggere ed un’effettistica funzionale, anche se appare strana la scelta di un sostanziale mutismo delle creature maligne.

VOTO: 5

Hentai vs. Evil nasce come un prodotto provocatorio ma non fa molto altro per discostarsi da questa premessa. La produzione Axyios Games/EastAsiaSoft soffre di una evidente pochezza tecnica e ludica, aggravata da un’offerta estremamente limitata sotto tutti i punti di vista. Anche l’anima fanservice è molto meno curata ed estesa di quanto sarebbe stato ragionevole attendersi da una produzione di questo tipo. Nonostante il titolo non abbia evidenti aspirazioni e si proponga come mero divertissement, il gameplay rimanda alla leggerezza dei coin op anni ’90 e può regalare un po' di nostalgia, a patto di scendere a grandissimi compromessi.

Pro

  • Leggero e senza pretese
  • Rimanda allo spirito dei coin op di vent’anni fa
  • La personalizzazione dei personaggi sarebbe carina...

Contro

  • … se non fosse così avara di possibilità
  • Tecnicamente insufficiente
  • Longevità e varietà non pervenute