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Heavenly Bodies

Stile e fisica unici a gravità zero

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Heavenly Bodies, il nuovo gioco di 2pt Interactive, ci porta nello spazio e ci mette nei panni del nostro protagonista (o due, se giocate in coop) che deve muoversi in spazi angusti, trascinare oggetti, premere pulsanti e collegare cavi. Lo stesso è dichiaratamente ambientato negli anni settanta del secolo scorso, periodo in cui la corsa allo spazio era al proprio culmine, e il protagonista non è esattamente un astronauta, bensì un omologo sovietico: un cosmonauta.

Il gioco non gode di una trama eccelsa, gli sviluppatori non hanno volutamente puntare su quest’aspetto concentrandosi sul gameplay, in cui il punto di forza è la fisica. E’ stata ricreata perfettamente e dopo qualche difficoltà iniziale nell’approcciarsi alla gravità zero diventerà tutto più semplice.

Per quanto riguarda i comandi, è possibile muovere le braccia dell’astronauta con le due levette analogiche e utilizzare i grilletti per afferrare con le mani e piegare le gambe. Piegare le gambe e usarle per darsi uno slancio può quindi farci andare avanti, ma non ci si può fermare a meno di non incontrare un ostacolo o di riuscire ad afferrare qualcosa con le mani. Se anche così vi sembra facile fidatevi: non lo è assolutamente. Fortunatamente i ragazzi di 2pt Interactive hanno inserito tre diversi livelli di gravità e quindi di difficoltà (in ordine crescente): modalità assistita, modalità classica e modalità Newtoniana.

Quando veniamo lanciati nello spazio, arriviamo in una stazione spaziale malmessa e riceviamo il compito di darle una sistemata. Ogni livello (7 in totale) propone una zona completamente nuova e ognuno di essi ha delle sfide opzionali da completare. Sbagliare un movimento è parte integrante del design di gioco e non si viene mai realmente puniti. Esiste una sorta di game over, se vi lanciate verso lo spazio profondo quando siete fuori da una navicella, ma i checkpoint salvano al completamento di ogni compito, quindi non si rischia di perdere tempo o progressi.

In Heavenly Bodies si può giocare anche in coop

La grafica dell’opera di 2pt Interactive è altrettanto stupefacente: la stazione spaziale, con estetica stilizzata ispirata agli anni Settanta, è piena di dettagli e di piccoli oggetti con cui interagire anche solo per il gusto di farlo. Afferrare la telecamera e vedere le immagini riprodotte su uno schermo della nave è una chicca che mostra la cura che il team ha riposto nel gioco.

Minimalista invece la colonna sonora che, un po’ come avviene per il manuale, non vuole rompere l’incantesimo lanciato sul giocatore che lo fa sentire davvero nello spazio. Qualche suono sporadico, come il cicalio della radio o lo sbattere di strumenti, interrompe l’assordante silenzio spaziale. La qualità di un’esperienza, del resto, passa anche da questi piccoli dettagli.

Il tempo per completare questo puzzle game senza dar conto alle side-quest è di circa 4/5 ore in modalità classica, nonostante ciò il gioco a tratti può sembrare un po’ lento (il che rende l’esperienza molto realistica).

VOTO: 7,5

Nonostante si tratti di un gioco apparentemente basilare, sono molti i dettagli a far la differenza e a rendere l'opera un puzzle game originale e unico nel suo genere. Peccato solo per la narrazione quasi totalmente assente.

Pro

  • Buona varietà di compiti e sfide
  • Fisica di ottimo livello
  • Originale

Contro

  • Background narrativo molto basilare
  • Il ritmo di gioco lento potrebbe annoiare