Halo Combat Evolved Anniversary

La prima avventura di Master Chief tirata a lucido

A cura di GamesForum - 22 Luglio 2020 - 15:00

Autore della recensione: AT-33

Anno 2052, l’invasione del pianeta Reach stermina tutti gli Spartan presenti su esso ad eccezione del soldato scelto Master Chief, il quale riesce a fuggire sulla Pillar of Autumn, incrociatore comandato dal capitano Jakob Keyes. La destinazione è data dalle coordinate galattiche identificate in un vecchio manufatto trovato proprio su Reach, la via è un mondo a forma di anello in cui tecnologia all’avanguardia e natura si fondono dando vita al misterioso quanto affascinante pianeta Halo.

O capitano! Mio capitano!

Un atterraggio di emergenza porta Master Chief e i soldati dell’UNSC sulle meravigliose e malinconiche lande di Halo dove ad accogliere il gruppo è presente un paesaggio mozzafiato composto da montagne, una cascata, un torrente e un cielo azzurro e sereno, meraviglioso, quasi poetico. La missione della squadra è trovare e liberare il capitano Keyes, imprigionato dalla razza aliena chiamata Covenant.

La storia di questo primo capitolo della saga vuole essere solamente un entrée di ciò che il vasto mondo creato da Bungie vuole offrire al giocatore. Durante le 10 missioni che compongono la campagna principale (che corrispondono a circa 7/8 ore di gioco a difficoltà normale) vi troverete di fronte a centinaia di Covenant (e non solo) pronti a fermarvi a qualsiasi costo. Gli elementi e le situazioni che compongono la storia sono tutti incredibilmente affascinanti quanto solo abbozzati come se Bungie già sapesse che il loro primo, storico episodio della saga era destinato a un successo incredibile che avrebbe portato il brand ad approfondirsi con nuovi capitoli ed estendersi anche ad altri media nel corso degli anni. Il gioco comunque è molto rigiocabile e invita il giocatore a farlo grazie a 4 livelli di difficoltà, la modalità coop sia online che split screen e infine la possibilità di aggiungere uno o più modificatori all’interno della vostra partita.

Siamo nel 2001 o nel 2552?

A 19 anni di distanza il gameplay è ancora incredibilmente attuale quanto divertente merito anche di un lavoro certosino da parte di 343 che nella remastered ha lavorato egregiamente sul comparto tecnico, mantenendo la fluidità incredibile del lavoro originale ma con una parte grafica moderna e piacevole per l’occhio con alcuni scorci ancora oggi capaci di mozzare il fiato al giocatore. La trovata geniale è stata quella di poter dare l’opportunità al giocatore di scegliere con quale stile grafico giocare infatti con la semplice pressione di un tasto potrete passare dalla grafica originale del 2001 a quella moderna dell’edizione “Anniversary“.

Halo Combat Evolved Anniversary

Chiudi gli occhi e viaggia

Oggettivamente parlando ancora oggi la colonna sonora è una delle più belle mai regalate al panorama video-ludico, melodie dolci, concitate, futuristiche, Halo è capace di fare viaggiare il giocatore col pensiero e l’immaginazione, un consiglio strettamente personale è quello di chiudere gli occhi e godersi qualche minuto le musiche, viaggiando con la mente e la fantasia, lasciandosi trasportare ed incantare dal lavoro incredibile svolto da Martin O’Donnell e Michael Salvatori.

Il doppiaggio italiano invece fa storcere un po’ il naso, anche perché figlio di un’epoca in cui i nostri bravissimi doppiatori non erano ancora molto considerati nel media, tutto sommato però si fa apprezzare anche se in inglese la resa è decisamente migliore. Adorabili e bellissime invece le voci e i suoni dei Covenant, buffe in alcuni casi ma incredibilmente azzeccate/i.

O spari, o muori

Lo shooting di Halo è ancora oggi molto divertente e preciso. A disposizione di Chief ci saranno circa 8/10 bocche da fuoco (dalla pistola al fucile d’assalto, fino ad arrivare ad un lanciamissili davvero imponente), armi Covenant comprese e due diversi tipi di granate, una a frammentazione classica, l’altra ad impulsi.

Il gioco offre alcuni livelli “sandbox” con la possibilità di guidare veicoli tra cui un buggy dell’UNSC e un paio di veicoli nemici. Il sistema di guida non è sicuramente l’aspetto più riuscito del gioco, poco preciso e addirittura snervante in alcune fasi del gioco.

A livello di setting le missioni che compongono la campagna di Halo sono tutte ben caratterizzate anche se bisogna sottolineare come spesso le ambientazioni soffrono di una certa ripetitività nella loro composizione, niente di grave o pesante ma sicuramente si poteva fare un lavoro leggermente migliore senza il riciclo di modelli ambientali che persistono lungo tutto il livello.

+ Tecnicamente incredibile per l'epoca
+ Colonna sonora fuori parametro, tra le migliori della storia del media
+ Shooting ancora attuale, fluido e divertentissimo e una difficoltà oltre la media del genere
+ Base narrativa incredibile e scrittura ottima
- Sistema di guida ostico
- Le ambientazioni soffrono in alcuni frangenti di una certa ripetitività
- Narrativamente è solo un assaggio e poco più

8.5

Dare un giudizio oggi a questo titolo è difficile: la consapevolezza di essere davanti a un mondo immenso e profondo fa sì che la valutazione di questo primo capitolo sia per forza di cosa al ribasso. Halo è un titolo unico, epocale e importantissimo e questo basta a renderlo un cult ma tanto è bello quanto è limitato nel suo essere solamente un assaggio, il prologo di una storia, di un mondo meraviglioso che vuole portare al suo interno il giocatore tenendolo per mano e a piccoli passi.




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