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Half Life Alyx

Rise and Shine

Autore della recensione: Gambit

Quando un titolo viene annunciato il giorno della release date di Shenmue 3 e come esclusiva legata ad un dispositivo perlopiù “sconosciuto” alla stragrande maggioranza dei videogiocatori odierni, i dubbi sul suo effettivo successo sono quantomeno legittimi ma…

Prepare for unforeseen consequences…

Perché questo è Half Life Alyx: una conseguenza imprevista. Perché (quasi) nessuno si aspettava il ritorno in scena di quel pesante nome. Perché Valve l’ha fatto ancora una volta: ha nuovamente segnato il panorama con un titolo che farà discutere per anni per le scelte tecniche adottate e per la perizia con cui è stato realizzato. Basterebbe questo per chiudere ogni singola recensione che parli del gioco perché non serve sapere altro. La nuova avventura di miss Vance DEVE essere giocata da tutti coloro che hanno a cuore questa passione. Magari non oggi, forse non domani… ma prima o poi tutti dovranno immergersi in quella riproduzione pulsante, viva, esaltante ed evocativa che è City 17.

So nice to have you with us…

Sorvolando per un momento sulle implicazioni affettive ed emotive che il titolo può scatenare, quale prodotto abbiamo davanti? Alyx è un Half Life in tutto e per tutto. La struttura di gioco rimane ancorata ai canoni degli spara-tutto dettati dai suoi predecessori al quale però vengono aggiunti la profondità e il controllo totale che solo la VR poteva offrire.

Quello che agli occhi di molti può apparire banale, a fronte magari delle passate esperienze con il motion control, in realtà aggiunge una nuova dimensione che sconvolge completamente i sensi e le percezioni di ogni giocatore: i pericoli diventano quasi tangibili e le distanze da percorrere sembrano aumentare. Parliamo inoltre di un titolo Valve, quindi a contornare il tutto, non poteva mancare un level design mai banale, sempre azzeccato e caratterizzato da stage che negli scontri a fuoco offrono spesso diverse soluzioni, compreso uno sviluppo che strizza l’occhio alla verticalità in più di qualche occasione.

Anche l’IA dei nemici che si affrontano durante l’avventura riesce spesso a sorprendere e se da una parte abbiamo le classiche creature goffe e letali come possono essere gli Zombies, a controbilanciare troviamo le truppe Combine presenti in diverse tipologie, una più letale dell’altra, caratterizzate da routine che spesso colgono il giocatore di sorpresa: prima o poi durante uno scontro vi ritroverete con un alieno, di cui eravate inconsapevoli, sul fianco o alle spalle. Il perché? Ricordate la percezione dei pericoli di cui sopra? Essa è la vostra colpevole.

Quelli che in una situazione di videogioco classica sarebbero dei discreti movimenti delle unità, con un nemico che preme direttamente verso il giocatore mentre l’altro cerca di aggirarlo, in VR e in Alyx assumono una forma totalmente nuova in quanto il giocatore, spesso sorpreso da questi incontri, tende ad assumere una posizione confortevole di guardia da cui poter reagire e grazie al level design articolato proposto, una perdita di contatto visivo con gli obiettivi è quasi assicurata. Nessun hud verrà in vostro soccorso, dovrete fare esclusivamente affidamento sul vostro udito e sulla vostra vista.

La varietà delle insidie che vi sbarreranno la strada è buona ma non eccelsa (in linea con i vecchi capitoli della serie) ed è dettata dalla filosofia che caratterizza Alyx e che tanto fa discutere: quella scelta di soluzioni semplici, quasi banali sulla carta, ma che all’atto pratico dimostrano invece come non siano necessarie 360 articolazioni virtuali per far sì che il giocatore salti nel portale dell’immersione.

Just step into the portal…

Immersione. Perché ogni Half Life è sempre stato l’essenza stessa della parola ad ogni sua iterazione. La narrazione integrata nel gioco ritorna più ricca che mai. Un concetto difficile da spiegare se non avete mai indossato un dispositivo VR per più di qualche minuto.

Il mondo strabordante di piccoli dettagli, spesso insignificanti, si coniuga perfettamente con la “narrazione made in Valve” avvolgendo il giocatore e frequenti saranno quei momenti in cui vi fermerete ad ascoltare il silenzio, ad osservare quello che vi circonda quasi estasiati, notare un piccolo oggetto e sentire l’irrefrenabile voglia di interagire con esso solo perché potete. Merito anche del Source 2, motore che sta già dimostrato la sua duttilità e che non mancherà di stupirvi a livello estetico.

Non potevano mancare inoltre le sezioni adventure, ricche di puzzle ambientali. E se da una parte è possibile criticare la ridondante presenza di quelli legati a doppio filo col multitool di hacking, dall’altra si deve invece lodare la varietà della proposta degli enigmi che caratterizzano ogni capitolo e che sono necessari per il proseguimento. E badate che la presenza di dispositivi in grado di manipolare la gravità, non implica il fatto di dover necessariamente accatastare elementi dell’ambiente per proseguire, Alyx non scade mai in questo banale pregiudizio ed offre sempre soluzioni coerenti e più spumeggianti col proseguire dell’avventura.

Wisely done…

Supporto a tutti i visori PC del mercato, richiesta hardware non eccessiva, titolo fluido senza incertezze o bug di sorta… ma come è stato affrontato il problema del motion sickness legato agli spostamenti in ambiente virtuale che alcuni sviluppano?

Valve propone tre metodologie di controllo: il classico teleport per il quale Alyx è stato pensato, lo shift (una versione più immersiva del primo che mostra uno spostamento veloce nello spazio) e il full locomotion. Nulla è stato lasciato al caso e l’esperienza, per quanto suoni strano da leggere, non differisce a causa del tipo di movimento scelto.

Lo sforzo degli sviluppatori per garantire l’immedesimazione del giocatore è legato infatti al comparto sonoro del gioco. In Valve hanno pensato bene di associare alla classica transizione in blink (e shift), il suono dei passi dell’avatar del giocatore che varia a seconda di tutte le superfici che vengono calpestate durante il movimento garantendo così una continuità sensoriale all’interno dello spazio virtuale ricreato.

+ È Half Life
+ Valve c’è
+ Richiede il VR
– Richiede il VR

9.5

Con la release di Half Life Alyx inizia una nuova era per il VR. Ogni prodotto che piomberà sul mercato dovrà fare per forza di cose fare i conti con lui perché le vette raggiunte dal team di sviluppo diventeranno imprescindibili per tutti i giocatori che abbiano giocato il titolo, esattamente come accadde 16 anni fà.

16 anni…

So, wake up. Wake up and smell the ashes.