Hades

L’epica per i Supergiant

A cura di Gamesforum - 25 Maggio 2020 - 19:00

Autore della recensione: Crimson King

Cantami, o Diva, dell’Orchide Zagreus
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti alle creature dell’Ade,
e delle molte alme d’eroi che conobbe,
e del suo cane e del lauto pasto,
pria di disgiungere aspra contesa
col Cronide padre, e il divo Zagreus.

In uno dei racconti meno conosciuti della mitologia greca si narra dell’esistenza di Zagreus, figlio segreto di Ade e di Persefone ovvero la figlia di Demetra che fu rapita dal re dei morti e costretta con un inganno a rimanere sei mesi all’anno nell’oltretomba. Zagreus era il figlio prediletto di Ade e notevoli erano i progetti che il suo illustre padre aveva in serbo per lui: il ragazzo infatti era destinato a prendere le redini del regno sotterraneo, ad amministrare il Tartaro ed i Campi Elisi e ad accogliere le anime dei defunti oltre il fiume Acheronte di cui Cerbero, il cane con tre teste, era guardiano.
Ma cosa sarebbe successo se Zagreus fosse stato un ragazzo svogliato, insofferente ai suoi compiti di governo e anzi, desideroso di fuggire dal regno del padre per ricongiungersi a Persefone, la madre che non aveva mai conosciuto?

Hades

Questa è la premessa di Hades, ultima fatica dei Supergiant Games, gli stessi developer che ci hanno regalato perle come Bastion e Transistor nonché loro primo tentativo nel mondo dei roguelike.

In Hades, titolo al momento in early access, saremo noi a controllare Zagreus nei suoi tentativi di fuggire dal regno dell’oltretomba e raggiungere la sede degli dei, il Monte Olimpo. Come ci si potrebbe aspettare, suo padre Ade non è particolarmente propenso a lasciare che il ragazzo abbandoni le responsabilità che lo aspettano nel regno degli inferi, ma allo stesso tempo non gli impedisce di tentare la scalata verso il mondo superiore. Al ritorno da ogni spedizione fallita però troveremo il capo delle divinità ctonie ad accoglierci con un sorriso sardonico, pronto a schernirci, a punzecchiarci e a sfidarci a tentare di nuovo il nostro viaggio attraverso gli aspri regni ultraterreni.

Un roguelike che è mito

La particolarità che differenzia Hades da tutti gli altri roguelike è l’accento posto sulla trama e sui racconti di chi risiede nel palazzo del Dio delle Ombre. Nei momenti di preparazione a ciascuna run, quando saremo chiamati a scegliere con quali armi e potenziamenti affrontare la scalata, avremo la possibilità di discutere con alcuni dei protagonisti dei racconti della mitologia ellenica e di svelare piccoli aneddoti che piano piano andranno a scolpire in maniera sempre più profonda i personaggi principali, tratteggiati abilmente dai meravigliosi artwork di Jen Zee, rivelandone i veri intenti e sfaccettature.

Conosceremo il maestro d’armi di Zagreus, il Pelide Achille, che ci aiuterà con utili consigli sul come affrontare i nostri nemici e sul miglior modo di impugnare le armi che useremo per sconfiggerli. Troveremo Thanatos, la personificazione della morte e fratello gemello di Hypnos, dio del sonno, entrambi figli di Nyx, la Notte. Inoltre, ad allietare le stanze della dimora di Ade, risuoneranno le impareggiabili melodie di Orfeo, il figlio della musa Calliope che non riuscì a liberare la propria sposa, Euridice, dalle grinfie del regno dei morti. Potremo migliorare il nostro rapporto con questi personaggi iconici donando loro il Nettare degli Dei, il cibo prediletto delle divinità, per ottenere nuovi dettagli sulle loro storie ma soprattutto degli utilissimi accessori equipaggiabili ad inizio di ogni partita che andranno a modificare in modo prepotente il nostro stile di gioco.

Divertirsi da dio

Ed è proprio nel gameplay che Hades sguaina le sue armi migliori. Se dovessimo elencare quali sono le caratteristiche chiave per il successo di un roguelike, quali ci verrebbero in mente? Abilità che vanno ad interagire fra loro creando un mix vincente di superpoteri? Ci sono. Combattimenti frenetici e senza respiro? Mettiamo anche qui una bella spunta! Un sistema di progressione che ti fa migliorare ad ogni run? Abbiamo pure quello! Hades riesce a centrare ognuno di questi punti nel migliore dei modi.

Hades

La nostra scalata verso il Monte Olimpo ci vedrà affrontare una serie di combattimenti ad ondate in una sessantina di camere diverse generate proceduralmente e divise attualmente in quattro biomi diversi. Dopo aver lasciato le Camere Reali dell’Ade viaggeremo nei corridoi del Tartaro, percorreremo i Prati di Asfodelo, ormai cancellati da un’esondazione di lava del fiume infernale Flegetonte, fino a giungere nei verdi Campi Elisi. Una volta superato questo luogo riservato ai più grandi eroi della mitologia greca, entreremo nel Tempio dello Stige, al quale fa da guardia l’adorabile Cerbero, l’animaletto domestico del nostro Zagreus. Solo dopo aver oltrepassato questo santuario, che segna anche i confini dell’oltretomba, affronteremo la nostra prova più difficile…ma bando agli spoiler!

Il grave problema che può affliggere gli esponenti del genere dei roguelike, è quello di affrontare lo spettro della ripetitività. E Hades esce vincitore anche in questa sfida: ogni partita ci darà la possibilità di creare una run diversa dalle precedenti, e uno Zagreus sempre nuovo. Il figlio di Ade avrà a disposizione tre tipi di attacchi: un colpo base, uno speciale e un incantesimo. A questi si aggiunge una schivata e una devastante evocazione divina, che necessita però di un lungo caricamento per essere utilizzata.

Hades

Inizialmente l’unica arma infernale a disposizione di Zagreus sarà una spada, ma nel corso delle nostre run riusciremo a sbloccarne altre cinque: un arco, uno scudo, una lancia, dei guanti ed un fucile a ripetizione. Come ci si può aspettare la scelta dell’arma con la quale affrontare la nostra avventura andrà a condizionare il nostro approccio ai nemici. Mentre la spada e i guanti sono più adatti per un approccio vis-à-vis col nemico, l’arco e il fucile daranno il loro meglio dalla distanza.
Per ogni singola arma saranno svelate col tempo altre tre varianti oltre a quella standard, andando ad aumentare ulteriormente il ventaglio delle nostre possibilità. Lo scudo, ad esempio, può essere scelto in una versione che gli permette di sdoppiarsi e di essere lanciato ai nemici come un frisbee da lontano, mentre l’arco può addirittura caricare assieme alle frecce i nostri incantesimi, colpendo in questo modo due volte le creature infernali.

A dar ancora più forza e vigore ai nostri attacchi interviene anche un sistema di ricompense ogni qual volta usciremo vincitori da uno scontro coi nostri antagonisti. I miglioramenti più importanti sono senza dubbio le Benedizioni delle divinità olimpiche, dei poteri che modificheranno l’essenza stessa degli attacchi di Zagreus o che gli faranno dono di abilità passive. Zeus, ad esempio, aggiungerà ai vostri colpi un danno elementale basato sull’elettricità mentre Artemide aumenterà la possibilità che i vostri colpi diventino critici. Accumulare più e più doni ci farà scoprire delle sorprendenti sinergie fra essi, facendo divenire la forza dei nostri attacchi devastante: con uno dei doni di Hermes, il messaggero degli dei, otterremo la possibilità di schivare ben tre volte di seguito, e se abbiniamo ad esso il dono di Poseidone che scaraventa i nemici contro i muri con delle ondate veementi otterremo una combinazione temibile. Starà a noi, durante ogni run, trovare la combinazione più adatta per porre l’accento sui nostri punti di forza ed esaltarli fino al punto di renderci inarrestabili.

Abbattetemi, e diverrò più potente di quanto possiate immaginare!”

Ogni qual volta Zagreus uscirà sconfitto da una spedizione nel regno delle ombre sarà costretto a ripartire dalla Dimora di Ade e qui avrà la possibilità di potenziarsi consumando Oscurità, una valuta ottenibile nel corso delle nostre battaglie con le creature infernali. Recandoci nella stanza di Zagreus troveremo lo Specchio della Notte, donatogli in segreto da Nyx, e spendendo in esso l’Oscurità che abbiamo guadagnato con le nostre sudate fatiche otterremo dei bonus che aumenteranno la nostra salute, il grado di rarità delle Benedizioni divine, o persino il numero di vite a nostra disposizione nel corso di una run. Tutte queste statistiche possono essere resettate all’inizio di ogni run per meglio adattarsi al nostro stile di gioco, quindi la sperimentazione è sempre fortemente incoraggiata!

Hades

Questo sistema di ricompense garantite anche nella sconfitta è una precisa scelta in linea con la filosofia del design di Hades. I Supergiant hanno voluto trasmettere al giocatore la sensazione che anche una partita finita male non sia del tempo sprecato. Quando Zagreus viene rispedito nella Dimora di Ade la storia avanza, e gli altri residenti dell’oltretomba hanno sempre qualcosa di interessante da dire. Il senso di progressione è sempre costante e anche se non riusciamo sempre a sbloccare nuove risorse o nuovi talenti, allora saranno la trama e le relazioni tra i personaggi ad avanzare.

Al momento gli scogli più grossi alla conquista del Monte Olimpo sono rappresentati dai boss che troveremo alla fine di ciascuno dei biomi. Per uscire vincitori dagli scontri con queste creature mitologiche sarà fondamentale imparare il pattern dei loro attacchi e prepararsi a dei combattimenti ben più lunghi delle normali sfide che troveremo nelle normali stanze. Soprattutto le ultime sfide saranno particolarmente impegnative, e solo coloro che avranno saputo costruire una build abbastanza devastante saranno in grado di superarle. In questa fase di sviluppo i boss sono solo quattro, ma alcune variazioni di difficoltà che potrete sbloccare dopo la vostra prima vittoria andranno a modificare totalmente gli scontri, con il risultato di avere un’esperienza del tutto nuova.

Accesso anticipato? Divertimento anticipato!

Hades, nel suo stato attuale, riesce a regalare ore e ore di gioco e ad azzeccare tutti gli elementi che rendono piacevole il gameplay di un roguelike: il combattimento frenetico, la personalizzazione, le sinergie tra abilità e un sistema di progressione costante. L’aspetto grafico è incredibilmente rifinito, così come la trama e il fantastico lavoro di doppiaggio di ciascuno dei suoi mitici personaggi. La sensazione che si ha al termine di ogni partita è di voler partire subito per un nuovo tentativo di liberare Zagreus dal regno del padre, e trovare una nuova formula vincente per rendere il nostro eroe ancora più forte.

+ Gameplay rifinito e frenetico
+ Art direction superlativa
+ Personaggi intriganti e forte accento sulla trama
- Può causare dipendenza
- Al momento sono presenti solo quattro boss

Hades, seppur ancora in early access, è già il miglior lavoro di sempre dei Supergiant Games. La release definitiva arriverà nel corso di quest’anno, ma fin da adesso Hades è un gioco più che rifinito ad in grado di intrattenervi per molte, molte ore. La nuova opera dei developer di San Francisco è il brillante esempio di come un gioco in accesso anticipato possa essere ben fatto, un’avventura in continua evoluzione che continua a sorprendere i giocatori con nuovi contenuti. Il consiglio è di tuffarvi in Hades il prima possibile. Il mito vi aspetta.




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