Guns, Gore and Cannoli

Storie di zombie e picciotti

A cura di Gamesforum - 20 Dicembre 2019 - 16:50

Autore della recensione: beachild

Che non sia necessario ricorrere a produzioni colossali per regalare al pubblico un videogioco memorabile è cosa nota. Sarebbe folle precludersi titoli degni di nota solo perché non presentano una grafica allo stato dell’arte, una struttura chiusa e una longevità limitata, allo stesso modo in cui sarebbe sbagliato pensare che un abbondante piatto di pasta, seppur con un condimento divino, non possa essere eguagliata da un manicaretto contenuto ma colmo di sapori. La forma, in poche parole, può talora cedere il passo alla sostanza, un concetto che un gioco come Guns, Gore & Cannoli dimostra alla perfezione.

Benvenuti a Thugtown

Siamo negli Stati Uniti degli anni Venti, epoca resa iconica da gangster e pupe, clan mafiosi guidati da malavitosi italo-americani e traffici di contrabbando di whiskey per aggirare le norme del proibizionismo. Il nostro protagonista è il sanguigno Vinnie Cannoli, sicario del padrino don Belluccio, che viene inviato in missione nella cittadina fittizia di Thugtown per recuperare un altro assassino, tale Frankie, tenuto prigioniero.

Ma la città è devastata da una piaga ben peggiore dello scontro tra cosche malavitose: un’apocalisse zombie è esplosa all’improvviso, riempiendo strade ed edifici di non morti affamati di carne umana. Con il fidato aiuto del nostro arsenale di armi, della spacconeria di Vinnie e di qualche abbondante dose di cannoli sparsa in giro per la città starà a noi far esplodere qualche testa e svelare un complotto ben più intricato di quanto non sembrasse all’inizio.

Sparattutto a divertimento orizzontale

Guns, Gore & Cannoli è fondamentalmente uno sparatutto bidimensionale a scorrimento orizzontale, con elementi platform quasi mai sfidanti e che non costituiscono il fulcro del titolo. Il quale sta piuttosto nella progressione, attraverso dodici livelli, a colpi di arma da fuoco o da lancio con cui sbarazzarsi delle minacce non morte, prima, e militari e mafiose, dopo. Divertenti cutscene inserite qui e là fanno progredire la trama e donano colore all’universo di gioco, comico, dissacrante e sempre sopra le righe, con una storia leggera ma godibile.

Classicamente, ci muoviamo con la levetta analogica, o ancor meglio con la croce direzionale, e approfittiamo del grilletto destro per sparare grazie alla mira automatica, di cui possiamo solo influenzare l’altezza abbassandoci o saltando. Due tasti sono deputati al lancio delle granate e delle molotov e uno al calcio con cui far arretrare temporaneamente i nemici, giusto quel tanto necessario a ricaricare, farli cadere nel vuoto o salvarci la vita.

Sempre in azione

Il punto di forza del gioco è il suo ritmo incalzante, garantito da una progressione piuttosto rapida e da nemici numerosi e agguerriti che non lasceranno respiro al povero Vinnie. Non perdiamo mai tempo a capire che cosa si debba fare o quale direzione si debba prendere, ma viviamo nella costante frenesia di sparare, accucciarci, saltare, valutare se un gruppo sia troppo numeroso da affrontare con le sole armi da fuoco, accorgerci di zombie inaspettati provenienti dalle nostre spalle e cercare di raggiungere la confezione di cannoli che ci garantirà il ripristino dell’energia, o il semaforo che farà da checkpoint.

Le armi a nostra disposizione vanno dalla fidata pistola semplice, con munizioni infinite, a una serie di bocche da fuoco ben più potenti che recupereremo nel corso della storia: doppiette, magnum, lupare, mitragliatrici, lanciafiamme e persino lanciarazzi. Passare da un’arma all’altra è veloce come la pressione di un tasto e ciò si rivela decisivo in più di un’occasione, quando siamo circondati da nemici e un caricatore si esaurisce, o quando compare uno zombie più coriaceo degli altri.

Guns, Gore and Cannoli

A ognuno il suo

Un altro aspetto molto ben realizzato è infatti quello della differenziazione dei nemici. Dallo zombie semplice al furioso che ci insegue, dalla donna veloce e atletica alla signora sputa-veleno, dal giocatore di football al lanciatore di casse e al macellaio pazzo. Per non contare i soldati armati di granate e lanciarazzi, i topi nelle fogne che sembrano i fratelli cattivi del maestro Splinter e i mille tipi di scagnozzi di Belluccio pronti a darci filo da torcere.

Ogni avversario richiede un approccio diverso, a volte per numero di colpi, altre per l’arma da usare. Ad esempio, per il giocatore di football è quasi obbligatorio il fucile, per non restare schiacciati dalla sua carica, mentre i topi bruciano che è un piacere. Trovarsi di fronte orde di nemici diversi richiede così un minimo di pianificazione in termini di gestione di armi e munizioni, ma possiamo anche lasciare furbescamente che gli zombie e i mafiosi si scannino tra loro prima di finire quelli che restano in piedi…

That’s some good cannoli!

Nella sua semplicità, il gunplay sa dare profonde soddisfazioni. Quando si tratta di zombie, l’esagerata e gory esplosione della testa è una ricompensa ignorantemente “maschia” al nostro duro lavoro, mentre nelle sparatorie con i mafiosi è più che altro il gioco di ripari, accucciate e salti a dare dinamismo e ad esaltare. Ad aumentare la variabilità ci sono poi i classici barili da far esplodere, ma anche le auto a cui sparare fino a farle scoppiare e i già citati calci per uccidere i nemici sfruttando l’altezza degli edifici. Gli approcci possibili sono molti e includono persino la poco onorevole fuga fino alla fine di un livello, anche se così ci si perde tutto il divertimento.

A completare il quadro troviamo tre boss, per nulla difficili, che spezzano il normale incedere della narrazione e alzano il livello della sfida e del divertimento (le due cose vanno sempre di pari passo in Guns, Gore & Cannoli). Senza renderci la vita troppo difficile, almeno selezionando la difficoltà normale, i boss mettono alla prova le nostre abilità platform, i riflessi e la velocità delle dita nel salto e nel passaggio da un’arma all’altra. Risparmiare le armi migliori durante i livelli usando sempre la pistola semplice facilita non poco il lavoro con i boss, ma lo scontro rimane comunque piacevole.

In conclusione, sono davvero pochi i difetti che si possono trovare nel gioco. Uno potrebbe essere la longevità, considerato che in quattro/cinque ore si può arrivare ai titoli di coda, ma viene da chiedersi se diluire l’esperienza o protrarla oltre il dovuto l’avrebbe mantenuta altrettanto piacevole ed equilibrata. Un altro è legato al fatto che, a parte in qualche occasione, è molto bassa la spinta a cambiare arma e a modificare l’approccio, potendo risolvere quasi tutte le situazioni con pistola infinita e qualche granata.

Un fumetto in movimento

Visivamente parlando, il gioco è uno spettacolo. La realizzazione di ambienti e personaggi con il disegno a mano in stile fumettistico è una goduria: Vinnie è stereotipato al punto giusto e si capisce tutto di lui dall’aspetto che gli è stato dato, i nemici sono variegati e caratterizzati altrettanto bene e gli scenari sono sempre puliti, definiti, ricchi di particolari e coloratissimi, pur restando coerenti con il contesto. Assistere alle cutscene di dialogo, seppure brevi, è spassoso grazie all’accento dei doppiatori e alla gestualità tutta italiana dei personaggi (la mano con le dita raccolte contro il pollice è tanto iconica da essere finita anche in uno dei trofei). Buono il comparto audio sia in termini di accompagnamento, mai fastidioso, che di doppiaggio ed effetti sonori.

+ Ritmo incalzante
+ Sparatorie variegate e soddisfacenti
+ Nemici ben diversificati
+ Artisticamente ottimo
- Scarsa longevità e rigiocabilità
- Poca spinta a cambiare arma

8.0

Guns, Gore & Cannoli è un ottimo e consigliatissimo sparatutto a scorrimento orizzontale che trasforma la sua semplicità nel suo punto di forza e sfrutta tutte le carte possibili per emergere. Ritmo, ironia, varietà e sfida accompagnano un’esperienza perfettamente bilanciata anche se breve. Nonostante la sua natura di gioco indipendente, dimostra una grande abilità dei suoi sviluppatori e si merita il plauso di noi giocatori. La curiosità di mettere mano al secondo capitolo è, ovviamente, alle stelle.




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