Grim Fandango Remastered

Un imperfetto, ma grande classico

A cura di GamesForum - 15 Giugno 2020 - 14:22

Autore della recensione: PuntoLory

Grim Fandango è sicuramente una delle avventure grafiche punta e clicca più famose e conosciute in assoluto, e dopo averlo giocato e completato posso dire che almeno in parte questo titolo si merita la reputazione che esso si è costruito a partire dalla sua prima uscita nel 1998. Ma cos’è che rende questo gioco così particolare nel panorama video-ludico, tanto da vederlo ergersi su altri titoli anche più blasonati?

Prima di tutto, il gioco si distingue subito per la particolare ambientazione in cui la storia ha luogo, una fantastica reinterpretazione del mondo dei morti a metà tra la tradizione messicana e la mitologia mesoamericana, dove le anime devono percorrere un lungo e difficoltoso viaggio per superare il limbo e raggiungere il vero aldilà. Ogni ambientazione trasuda di personalità, andando dai fondali ben disegnati alle situazioni proposte, passando per il design degli stessi personaggi e l’ottima colonna sonora. Ma anche in questo mondo fantastico c’è del marcio, come il nostro protagonista Manuel Calavera avrà modo di scoprire suo malgrado, in un qualche modo mostrando che alla fin fine anche nel mondo dei morti le regole non sono poi così diverse da quelle della terra dei vivi. È sicuramente un setting molto peculiare che difficilmente troverete anonimo, ma anzi vi rimarrà in mente a lungo.

Dal punto di vista della storia, il gioco mostra decisamente i muscoli. A mio parere Grim Fandango non racconta una storia particolarmente complessa o sorprendente, ma riesce comunque a coinvolgere e interessare sia per il setting in sé, che viene espanso ed esplorato mano mano che la storia prosegue, che per l’eccellente scrittura che tocca tutto, in particolare i dialoghi tra i vari figuri che incontreremo nel corso della nostra avventura (come da tradizione in questo genere). Molti dei personaggi sono infatti memorabili e ben riusciti, dal goffo Glottis al cinico Domino Hurley, e si creeranno tante situazioni molto divertenti dove l’ironico humour che spesso si trova solo in queste avventure la farà da padrone. Grim Fandango riuscirà a lasciarvi un sorriso stampato in faccia più di una volta, e sempre per i motivi giusti. A far da cornice a tutto questo un ottimo doppiaggio in italiano ben adattato a tutti i personaggi presenti, accoppiato a un buon adattamento nella nostra lingua, con solo un paio di singhiozzi per alcune frase che magari sarebbero potute essere rese meglio.

Alla luce di tutto questo, un punto debole o forse l’unico aspetto problematico del gioco è il gameplay, o meglio lo stile con cui sono proposti gli enigmi e i problemi che devono essere risolti dal giocatore. Grim Fandango propone puzzle punitivi che raramente si permettono di prendere il giocatore per mano, sì, ma si rifiutano spesso anche di lasciargli indizi circa quali siano le scelte giuste da fare per andare avanti. Alcuni puzzle sono decisamente più ostici di quanto ci si possa aspettare, finendo per costringere a una scelta tra la frustrazione o il ricorrere all’aiuto di soluzioni sul web per superarli e proseguire, e spesso i ragionamenti che dovrebbero essere fatti per raggiungere la risoluzione sono talmente contorti da risultare praticamente impossibili ai più.

Grim Fandango Remastered

Da parte mia preferisco avventure più leggere da questo punto di vista, che non risultano così punitive, tuttavia, credo che il gioco non sia pregiudicato in modo determinante da questo problema. Sarete comunque portati a superare anche le sezioni più assurde per portare avanti la storia e dare un finale alle disavventure di Manny, e una volta raggiunti i titoli di coda probabilmente ne sentirete la mancanza. Tanta è la forza dei personaggi della storia di Grim Fandango, ed è più che abbastanza per far, a mio parere, perdonare i fastidi determinati dai difficili puzzle proposti nelle varie fasi dell’avventura.

Il lavoro di rimasterizzazione è sufficiente. Il rework non ha toccato i fondali, il che significa che è preferibile giocare usando la configurazione 4:3 per non rovinare con uno stretching grossolano la qualità degli stessi, mentre invece ne giovano i modelli 3D di tutti i personaggi e oggetti, con in più qualche dettaglio dal punto di vista dell’illuminazione che fa la sua parte nel migliorare l’atmosfera senza esagerare o fare nulla di trascendentale, e lasciando l’opzione di tornare alla grafica originale con la semplice pressione di un tasto. La Remastered insomma è più un modo di permettere a chi è interessato di recuperare questa perla in tutta tranquillità su console o PC, senza dover litigare con la versione originale – anche se in realtà l’aggiunta di un nuovo sistema di comandi è più che gradito data la scomodità dell’originale basato solo sui cosiddetti ‘comandi tank‘, rendendo un po’ meno fastidiosi i controlli e più godibile l’avventura. Devo inoltre segnalare qualche problema tecnico nella versione per Windows, che potrebbe causare crash improvvisi in alcune situazioni di gioco.

+ Memorabile ed originale setting
+ Ottima scrittura dei dialoghi e caratterizzazione dei personaggi
+ Lavoro di rimasterizzazione sufficiente e non invasivo
+ Buon doppiaggio in italiano
- Puzzle ed enigmi spesso frustranti o senza un chiaro filo logico
- Qualche problema tecnico nella versione per Windows

8.0

Grim Fandango Remastered riesce nell’intento di portare ai giorni nostri un classico di fine anni 90, dando a tutti la possibilità di giocare uno dei titoli punta e clicca più famosi e noti ai più. Anche se il gioco ha acquistato una certa nomea dovuta alla difficoltà degli enigmi proposti nel corso del gioco, essi non sono abbastanza per danneggiare le innegabili qualità di questo classico, permettendo così anche ai giocatori più giovani o che magari se lo sono perso ai tempi di recuperare questa grande perla del genere.




TAG: grim fandango, grim fandango remastered, lucasarts software house, tim schafer