God of War

Un nuovo e freddo inizio

A cura di Gamesforum - 20 Ottobre 2019 - 8:09

Autore della recensione: Orfin

Dopo aver abbandonato Santa Monica Studios durante lo sviluppo di God of War III, uscito ormai 8 anni fa, Cory Barlog, al contrario del Balrog di LOTR: The Fellowship of the Ring, torna dalle tenebre con un gioco che riesce quasi ad essere un monumento alla perfezione.

Fantasmi del passato

Dopo aver lasciato in terre greche un Kratos all’apparenza morente, con un balzo temporale non meglio specificato, lo ritroviamo nell’estremo e freddo nord, in compagnia di demoni del passato, con il viso coperto da una folta barba, un’ascia e un figlio, Atreus, che ci accompagnerà per tutta la campagna. Perché sì, dopo le vicende dell’ultimo God of War numerato uscito su home console, Kratos si è rifugiato in quelle terre sconosciute alla ricerca di una tranquillità che, però, verrà subito interrotta dall’attacco di uno sconosciuto che farà visita al nostro protagonista, asserendo di conoscere la sua identità. Questo incipit, fa da contorno al viaggio che padre e figlio dovranno intraprendere per spargere le ceneri della defunta madre di Atreus, moglie di Kratos, come da sua volontà. La trama si sviluppa bene e linearmente, con qualche colpo di scena che risulterà però troppo scontato al giocatore più attento.

Il viaggio

L’evoluzione della serie non passa solo dalla generazione di console, ma anche dai titoli che nel frattempo sono usciti, sempre più improntati ad un sistema open world-gdr dove il giocatore ha (o ha l’illusione di avere, in alcuni casi) il completo controllo del mondo, di quali missioni completare, di come potenziare il personaggio. Il nuovo capitolo non delude da questo punto di vista grazie alla eccezionale maestria che i Santa Monica mettono nella creazione del mondo, nell’assenza di caricamenti e nel passaggio da filmati a parti di gameplay. Un viaggio necessario non solo per Kratos ma anche per l’intera serie, dato che una modernizzazione era ormai necessaria. Durante il proseguo della trama faremo la conoscenza di Brok e Sindri, due fabbri che ci introdurranno al crafting: come i giochi moderni ormai richiedono, questi due nani ci permettono di creare, potenziare, migliorare ed acquistare armi e armature per padre e figlio, innovazione che induce il giocatore ad andare a caccia di risorse per essere sempre pronto al livello di sfida che questo reboot propone. O per mero collezionismo.

God of War 2.0(18)

Il mondo di gioco, che riesce a farci scorgere anche panorami diversi da neve e gelo, è diviso da un’area principale (il Lago dei Nove) che potrebbe essere scambiata per un hub di gioco vero e proprio da dove iniziare a muovere i primi passi in molte delle direzioni che sono offerte e dimora del leggendario Yggdrasill, che funge da teletrasporto tra i vari mondi di gioco. Non sono stati abbandonati gli enigmi, che questa volta potranno essere risolti grazie all’uso della nuova arma di Kratos: il Leviatano, e con l’ausilio delle diverse frecce che Atreus ha a disposizione. I collezionabili, come da tradizione della serie, non mancano neanche in questo nuovo capitolo. Per scoprire tutte le aree del Lago dei Nove bisognerà usare anche una barca, utile e necessaria allo scopo ma ancor di più allo sviluppo della dualità padre-figlio perché saranno questi i veri momenti in cui i due potranno raccontarsi storie e farsi domande: lo sviluppo dei personaggi agli occhi del giocatore passa anche da qui. Con le sue due modalità di gioco, Resolution o Performance, si può scegliere se godere di una risoluzione 4K dinamici con HDR ma 30FPS stabili nel primo caso o una qualità 1080p con FPS oscillanti tra i 40 e i 50 (cosa che potrebbe dare fastidio ai più), nel secondo. I cacciatori di trofei non avranno vita facile, tra la raccolta dei suddetti collezionabili sparsi per i mondi di gioco, i mondi opzionali e i combattimenti con delle entità che è bene lasciar nascoste al lettore per una più piacevole scoperta.

God of War

CS: Combattimento Soddisfacente

Come la necessità di introdurre il crafting, anche il Combat System (CS da questo momento) è stato modificato, venendo aggiornato, per avvicinarsi ai canoni della generazione pur tenendo fede alla vecchia base creata su PS2. Vivace e capace di invogliare il giocatore, il CS si evolve grazie alla telecamera posta alle spalle di Kratos, e non più sulla scena del combattimento; la sensazione che da un colpo ben assestato ad un Draugr o Troll di turno, è il feedback che sicuramente fomenterà il giocatore. La magia viene abbandonata a favore di un sistema di rune in due tipologie di attacco (leggero e pesante) ed introducendo le evocazioni da poter equipaggiare ad Atreus. Gettarvi addosso ad una pletora di nemici con l’ascia in mano è quanto di più soddisfacente possiate fare.

Non più solo un dio

Atreus diventa un elemento portante e non solo di compagnia, con le sue domande e i suoi discorsi. Con l’inaspettata crescita del ragazzo assistiamo, inoltre, ad un’ulteriore maturazione di Kratos che mai come prima d’ora deve dare il buon esempio al figlio, portandolo sulla strada giusta e scongiurare il ripetersi dei suoi stessi macabri errori. Nel CS Atreus non è solo una comparsa ma un valido aiutante, con la sua varietà di frecce disponibili e gli avvisi durante i combattimenti di nemici nelle vicinanze. Indispensabile nelle fasi avanzate e alle difficoltà più elevate. L’umanizzazione di Kratos non è mai stata così vicina.

+ Mondi vasti e variegati
+ Combat System appagante
+ Direzione artistica, regia e grafica ai massimi livelli
+ Sfida impegnativa alle difficoltà maggiori
- Le boss fight sono pochine
- La varietà dei nemici poteva essere ampliata
- Telecamera che in rarissimi casi da fastidio
- Atreus parla troppo

9.5

God of War potrebbe essere un titolo sbagliato per questo nuovo capitolo, perché effettivamente Kratos non va in guerra, ma passa dall’avere la testa per la guerra all’avere la guerra in testa. Il gioco è un pugno nello stomaco che ti lascia senza fiato e senza possibilità di risposta per la mole di qualità contenuta, ma è un pugno che vorrete ricevere ancora e ancora. Se cercate un action che vi potrà tenere incollati per 50 ore tra missioni secondarie e collezionabili allora non potete fare scelta migliore. Il comparto grafico e la regia sono l’orpello che scagliano il gioco nell’Olimpo, così come Kratos si scagliava contro gli Dei.




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