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Ghost of Tsushima: Director’s Cut

L'onore è morto sulla spiaggia

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Ghost of Tsushima, ultimo lavoro di quei Sucker Punch autori di Sly e inFamous, a distanza di un anno e qualche mese arriva in versione Director’s Cut sia su PS4 che su PS5 con alcune novità, compresa una nuova regione, l’isola di Iki, al cui interno troveremo nuove storie e in generale nuove cose da fare. La versione da me giocata è quella per PS5: andiamo nel dettaglio per scoprire (o riscoprire) tutto sull’avventura del nostro caro Jin Sakai.

Se dovessi descrivere Ghost of Tsushima con un aggettivo, questi sarebbe “dicotomico”. Dico così perché il titolo Sucker Punch presenta alti e bassi, luci e ombre, in quasi ogni suo comparto, principalmente per “colpa” della sua natura open world. Nonostante ciò, comunque, il gioco mi è piaciuto veramente tanto, perché tutti gli “alti” lo fanno scorrere via che è un piacere, senza avvertire un minimo di stanchezza, nonostante la grandezza dell’opera.

Per quanto riguarda l’impianto ludico, da un lato abbiamo il miglior combat system all’arma bianca nel campo degli open world. Gli sviluppatori sono stati bravissimi a trovare il perfetto bilanciamento tra arcade e tecnica, regalandoci dei combattimenti che sono un piacere da giocare. Ci troveremo contro varie tipologie di mongoli, da affrontare con varie stances, con la nostra fida katana, ma non mancheranno altri strumenti di morte che tuttavia dopo un certo punto renderanno i combattimenti forse troppo facili, per questo motivo consiglio di giocare da subito a difficoltà elevate. Anche i duelli sono veramente gasanti, anche se qualche boss fight meno “standardizzata” non avrebbe guastato.

Dall’altro lato però, abbiamo una componente stealth poco stimolante, principalmente perché studiare degli accampamenti in un open world enorme propedeutici allo stealth è una cosa che può risultare difficile. A questo aggiungiamoci un’IA anche più stupida del normale e per questo motivo appare logico che ho trovato molto più bello avanzare a testa bassa in maniera ignorante contro tutti i nemici e fare valzer di morte con la mia katana. Anche la presenza di obiettivi bonus, che inizialmente può mitigare il senso di insoddisfazione dell’approccio stealth, verranno presto ignorati perché non offrono al giocatore niente di veramente utile in cambio.

Parlando di tipologie di attività e di varietà, da un lato abbiamo un open world veramente denso con missioni primarie e secondarie, tantissimi punti di interesse e cose da fare, tutte molto diverse, comprese sezioni platform, mini-giochi, oltre che le classiche zone da ripulire.

Dall’altro lato però, tutte queste attività, possono risultare ridondanti e soverchianti in alcuni casi, senza dimenticare che molte missioni hanno lo stesso problema di quelle di The Witcher 3, ovvero dobbiamo seguire la traccia. Se con lo strigo usavamo i sensi amplificati del protagonista, qui seguiremo impronte sul fango.

Per chiudere il “pacchetto dicotomia”, parliamo della narrativa in generale. Da un lato la storia, nonostante sia molto semplice, si fa seguire con piacere, con un finale che ho apprezzato veramente tanto. I personaggi sono tutti ben scritti e la lore di gioco è molto affascinante.

Dall’altro lato però, senza fare spoiler di sorta, è così marcatamente la storia di Jin che diventa lo Spettro di Tsushima, quindi, seppur il gioco non ci impedisca nessun tipo di approccio, seguendo la via del Samurai, quella onorevole, piuttosto che la via dello Spettro, si viene a creare una dissonanza ludo-narrativa, che a qualcuno potrebbe dare fastidio, come è successo a me. Insomma, la storia ti porta subito ad abbracciare lo Spettro, quindi giocare stealth molto più che cercare lo scontro diretto a testa bassa come un caprone ignorante quale sono quando trovo un combat system che mi stimoli come quello del titolo in questione, e dopo quanto detto poco fa penso che siete già arrivati al punto della questione.

Siete pronti a liberare l'isola dai mongoli?

I comparti audio-visivo e tecnico di Ghost of Tsushima sono eccezionali, senza giri di parole. La direzione artistica è fuori parametro, è senz’altro il gioco con i più bei scorci e panorami che abbia mai giocato, è a dir poco emozionante. In pratica potremo usare il tasto share in ogni punto della mappa e riuscire ad immortalare una cartolina. Per quanto riguarda le animazioni, quelle del combattimento sono sublimi, quelle di navigazione/platform risultano un po’ ingessate, ma niente che faccia storcere il naso più di tanto.

I doppiaggi giapponese ed inglese sono sublimi, quello italiano un po’ sottotono rispetto alle altre produzioni Sony, ma la colonna sonora e gli effetti sonori in generale ci aiutano ad immergerci ancora di più in quei paesaggi incontaminati, bucolici, che possiamo trovare sull’isola di Tsushima.

Tecnicamente il gioco è sempre ancorato ai 60 fps, con una pulizia dell’immagine senza pari. Da sottolineare che grazie a PS5 i caricamenti sono istantanei. Anche il DualSense è implementato in maniera ottimale, soprattutto per quanto riguarda il feedback aptico.

Parlando di longevità, Ghost of Tsushima, come anticipato in precedenza, è un gioco mastodontico. Già il pacchetto base teneva incollati allo schermo a lungo, figuriamoci questa versione Director’s Cut che contiene l’espansione, senza dimenticare l’online e il new game plus.

L’espansione come accennato introduce una nuova regione, una nuova storia, nuove attività e nuovi nemici, che vanno anche a mitigare alcuni dei difetti del gioco base, per un totale di più di 10 ore di contenuti. L’online, Ghost of Tsushima Legends, acquistabile anche stand-alone, presenta diverse modalità, ed ha una sua storia, lore e variazioni al gameplay base. Ci ho giocato poco, non amando l’online, ma mi ha colpito e sicuramente continuerò a giocarci, anche perché essenzialmente si basa tutto sul PvE, quindi è molto più digeribile per un giocatore come me che odia il competitivo al di fuori dei picchiaduro o calcistici. C’è anche una modalità PvP, ma è una cosa peculiare, molto più simile a un Tetris 99 che a un competitivo classico, basata sul mandare malus alla squadra avversaria mentre cerchi di raggiungere l’obbiettivo con la tua.

VOTO: 8,5

Piattaforme: ps4, ps5
In definitiva, Ghost of Tsushima è un ottimo gioco, con un comparto audio-visivo fuori parametro, con molti pregi, in primis il combat system e con qualche ombra, proiettata principalmente dalla struttura open world dello stesso. La versione Director's Cut rende ancora più appetibile un pacchetto già di per sé molto gustoso, sia per qualità che per quantità dei contenuti. Se ancora non lo avevate giocato, questa riedizione fa proprio al caso vostro, non avete scuse.

Pro

  • Ottimo combat system
  • Denso di cose da fare...
  • Narrativa molto piacevole...
  • Comparti audiovisivo e tecnico fuori parametro

Contro

  • Stealth poco soddisfacente
  • ... anche se a volte le attività risultano ridondanti
  • ... che tuttavia può condurre ad una dissonanza ludonarrativa che potrebbe dare un po' fastidio