Fire Emblem: Three Houses

Che la lezione abbia inizio!

A cura di GamesForum - 31 Marzo 2020 - 15:00

Autore della recensione: geralt31

Spiegare la complessità del comparto narrativo di Three Houses è il primo compito per comprendere il titolo Nintendo: 3 campagne, 4 possibili svolte finali narrative, tutte intrecciate tra loro e che servono per comprendere appieno tutti i risvolti della trama. Ogni strada che sceglierete vi assegnerà dei compagni diversi, ognuno col proprio ruolo, ognuno con la propria personalità ben definita e che evolve col progredire degli eventi.

Giocando a Three Houses ci si affeziona a molti personaggi, imparando a conoscerli poco alla volta e creando un legame a metà tra l’amicizia e l’indissolubile rapporto tra maestro e allievo. Ed è proprio questo elemento ad aumentare molto la longevità del titolo. Non è solo per seguire tutti i possibili archi narrativi che si iniziano nuove Campagne di Fire Emblem. Sebbene le vicende della trama cambino leggermente a seconda della casata scelta, la cosa più interessante è approfondire il rapporto con i vari personaggi, dettaglio che richiede pazienza e dedizione. E 150 ore minimo del vostro tempo.

Il salto grafico nell’alta definizione della serie è così così. Bellissimi i filmati d’intermezzo: è come guardare una serie anime di alto livello. Dove la grafica è un po’ titubante è nelle fasi di esplorazione della nostra accademia, il Garreg Mach e nelle cut-scenes d’intermezzo con scenari pre-renderizzati che sono martoriati da slavature dell’immagine e in generale una bassa risoluzione del tutto.

Nota di apprezzamento invece per la spettacolarità della colonna sonora, giusta in ogni momento e epica a tratti, che trasporta ancora di più nella fantastica epopea che ci attende con passaggi drammatici ben cadenzati e senza nessuna reale sbavatura. Anche il doppiaggio (inglese e giapponese) è pulito e risponde ai canoni standard elevati di questo genere di produzione.

Sorvolando sui difetti grafici e passando al fulcro del gioco, si colgono le varie innovazioni apportate al gioco rispetto al passato. Primo aspetto, come detto sopra, è l’esplorazione libera che avviene solo in alcuni frangenti e solamente nel Garreg Mach, un aspetto questo che si incastra perfettamente con le altre nuove meccaniche di gioco mantenendo la radice da strategico a turni, ma dando una maggiore contestualizzazione ai dialoghi empatici e alle relative cut-scenes d’intermezzo. In questi momenti di libertà avremo molte azioni di contorno da svolgere che sia comprare nuove armi, aumentare i nostri link sociali con i vari personaggi, cercare di reclutarne altri, insegnare, fare cambiare persino classe ai nostri guerrieri, cucinare, pescare, badare alla serra e tantissime altre cose che dovremo programmare attraverso l’uso di punti docenza che ci verranno assegnati assolvendo a varie missioni all’interno dell’accademia.

Fire Emblem: Three Houses

Sul campo di battaglia, Fire Emblem Three Houses si comporta come in passato mantenendo i punti di forza della serie e offrendo qualche novità. Esiste ancora il classico triangolo delle armi, spada, asce e lance, stile morra cinese, solo che adesso si aggiungono anche i guanti d’arme, che offrono un gran numero di rapidi attacchi sacrificando la potenza dei colpi, generalmente più bassa rispetto alle armi tradizionali. Un’altra interessante aggiunta è quella dei battaglioni, che possono essere abbinati a un unità modificandone i parametri e permettendo l’uso degli stratagemmi, ovvero attacchi e potenziamenti particolarmente sicuri da usare, visto che non subiscono il contrattacco nemico. I nemici possono logicamente avvalersi della ricca gamma di classi e specializzazioni già in dotazione alle nostre truppe, mentre agli avversari più canonici si uniranno presto le belve, minacciose mostruosità extra large corroborate da più barre d’energia e occupanti ben 4 caselle sulla scacchiera di battaglia, da bersagliare singolarmente per ottenere premi più rari.

La difficoltà generale del titolo è media, ma fatevi un favore ed iniziate a Difficile, salvo poi magari in una seconda run passare a Folle una volta sbloccata la difficoltà,visto che comunque ad ogni nuova run o New Game+ porteremo con noi tutti i vantaggi della run appena conclusa quindi la difficoltà Folle è vivamente consigliata per ottenere un grado di sfida ottimamente bilanciato. A difficoltà Normale è tutto troppo semplice purtroppo.

Nota a margine per il DLC Ombre Cineree che, seppure non indispensabile, aggiunge 4 nuove unità al nostro roster, tutte ben caratterizzate nel contesto della trama e, sopratutto, 4 nuove classi completamente nuove ed inedite all’interno del gioco, tra le quali alcune veramente belle e versatili da usare all’interno delle mappe. Oltretutto nel DLC ci vengono svelati nuovi risvolti e qualche segreto in più riguardante la trama.

Tra quest principale, mappe secondarie, mappe speciali, DLC, crescita dei personaggi, approfondimento dei legami e varie run, ne avrete veramente per mesi, ma nonostante questo non ne sarete mai stanchi.

+ Opera maestosa, immensa
+ Longevità alle stelle
+ Fedele al passato ma propone qualche novità
+ Emotivamente coinvolgente
- Graficamente non sempre all'altezza
- La difficoltà Normale è troppo semplice
- Prima o poi finisce

9.5

Fire Emblem Three Houses e’ tutto questo e molto, molto di più: un gioco unico nel suo genere, una di quelle perle rare che nessuno dovrebbe farsi scappare. Immenso, profondo, fedele alla tradizione e anche un po’ innovatore, con una trama bella dall’inizio alla fine (ricordiamo che ci sono più finali). Sì, siamo di fronte all’ennesimo capolavoro di mamma Nintendo, e quando sara’ tutto finito ci mancheranno il nostro prof, Dimitri, Claude, Edelgard e tutti i nostri ragazzi che ci hanno accompagnato durante questo lungo viaggio.




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