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Final Fantasy VII Remake

La rinascita di una leggenda

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Parlate di jrpg con gli appassionati e state certi che un titolo salterà, per forza di cose, sempre fuori. Stiamo parlando ovviamente di Final Fantasy VII, titolo forse più famoso della fortunata saga targata Square Enix. Il perché di questa fama è presto spiegato: FFVII non fu (in realtà lo è ancora) soltanto uno dei migliori jrpg della storia, ma il primo jrpg a sdoganare il genere, facendolo uscire dalla nicchia oltre al fatto di essere, all’epoca della sua uscita, il videogioco più costoso della storia. Fatta questa doverosa premessa è facile capire perché i fan di tutto il mondo hanno sognato un remake su sistemi moderni del leggendario jrpg. Questo sogno divenne realtà durante l’altrettanto leggendario E3 2015, dove il remake fu ufficialmente annunciato al mondo intero, pronto ancora una volta per entrare di prepotenza nelle vite dei videogiocatori e a fare la storia ancora una volta. Cinque anni dopo l’annuncio arriva, in esclusiva temporale di un anno su PlayStation 4, la prima parte del progetto remake ovvero il primo di una serie di videogiochi che ci faranno rivivere l’emozionante storia del capolavoro made in Square. Questa prima parte del remake, ambientata interamente nella città di Midgar, sarà in grado di tenere testa all’originale? Bando alle ciance e scopriamolo subito.​

Tanto tempo fa…

Siamo a Midgar, città iper futuristica costruita dalla Compagnia Elettrica Shinra, alimentata sfruttando reattori che estraggono energia Mako, la linfa vitale del pianeta. Un gruppo di eco terroristi entra in azione per distruggere uno di questi reattori e dare un po’ di tregua al pianeta sofferente. Tra di loro Cloud Strife, ex SOLDIER (corpo speciale al servizio della Shinra) ora mercenario al soldo degli eco terroristi Avalanche, capitanati da Barret Wallace. La storia di FFVII REMAKE seguirà abbastanza fedelmente la storia dell’originale ed espanderà in modo significativo la sezione di Midgar per dare una maggiore caratterizzazione ai personaggi che la abitano e creando situazioni nuove anche per chi ha sviscerato il titolo originale. Per arrivare dunque alla fine di questo primo gioco (che ripetiamo, tratta solo la parte di Midgar) ci vorranno circa 40 ore se si decideranno di ignorare buona parte delle quest e delle attività secondarie ma si potrebbe tranquillamente superare le 100 ore qualora si decidesse di completare tutto quello che il titolo ha da offrire. Attenzione però perché, nonostante sia molto fedele per buona parte della sua durata, sul finale alcune scelte di trama potrebbero far discutere o addirittura infastidire i fan più incalliti anche se, per poter giudicare appieno il risultato di queste scelte bisognerà aspettare l’uscita delle restanti parti del progetto remake. Esclusa la sezione finale, ripetiamo, il titolo resta fedelissimo al materiale originale e farà la gioia di tutti fan di vecchia data dando anche la possibilità a chi si approccia per la prima volta a FFVII di godere appieno del capolavoro di Square Enix anche se il titolo a volte sembri dare per scontato che si abbia già giocato l’originale o che si abbia comunque un’infarinatura generale sul mondo di gioco ed i suoi personaggi (che ricordiamo aver creato un vero e proprio universo espanso con la cosiddetta Compilation of FFVII).

I modelli dei personaggi di FFVII Remake sono eccezionali.

Come rinasce una leggenda

Se da un punto di vista puramente narrativo il titolo rappresenta una fedele rappresentazione della parte di Midgar dell’opera originale (fatta eccezione per la già citata sezione finale) dal punto di vista ludico presenta un giusto compromesso tra vecchio e nuovo. Il combat system del titolo presenta infatti un sistema ibrido tra azione a turni ed action. Con un tasto dedito all’attacco potremo attaccare ripetutamente i nemici che ci sbarreranno la strada e ad ogni colpo faremo riempire la nostra barra ATB (Active Time Battle) e, una volta riempita, potremo sfruttare le potenti abilità dei vari personaggi. Per apprendere queste abilità dovremo equipaggiare varie armi, ad ognuna di queste armi corrisponde una diversa abilità e, una volta usata abbastanza a lungo, la relativa a abilità sarà appresa per sempre dal personaggio e potremo usarla anche senza equipaggiare l’arma a essa associata. I personaggi saranno tutti liberamente controllabili e potremo passare da uno all’altro con la semplice pressione di un tasto; questo sarà molto utile soprattutto negli scontri contro i boss dove dovremo fare un uso sapiente di ognuno dei personaggi schierati in campo per poter uscire vittoriosi sfruttando le loro abilità che consumano la barra ATB in sezioni che rappresentano il vero fiore all’occhiello della produzione. In FFVIIR ovviamente non dovremo solo combattere ma anche l’esplorazione giocherà un ruolo chiave nell’esperienza di gioco. Sebbene la struttura dell’esplorazione e delle mappe potrebbe risultare vetusta, essa saprà ricompensare il giocatore più curioso. Infatti, esplorare le varie mappe di gioco (in cui sarà possibile tornare in alcune di esse solo verso la fine dell’avventura) ci permetterà di trovare vari oggetti che ci saranno molto utili nel corso delle battaglie, oltre a potenti nemici segreti o addirittura le preziosissime materie (energia Mako condensata che permetterà ai nostri di usare determinate magie od abilità). Il materia system dell’originale infatti ritorna anche in questa prima iterazione del remake. Le materie potranno essere equipaggiate nelle nostre armi o armature per ottenere nuove magie o speciali abilità attive o passive. Vi sono inoltre speciali materie evocative che ci permetteranno di evocare, durante alcune battaglie, i potentissimi Esper che verranno così in nostro aiuto. Gli Esper verranno schierati direttamente sul campo di battaglia per un periodo di tempo limitato dove agiranno autonomamente anche se potremo sfruttare la nostra barra ATB per ordinare loro di eseguire specifici attacchi speciali che causeranno ingenti danni al nemico. Quando il loro tempo in battaglia scadrà, l’Esper evocato lascerà il campo di battaglia ma non prima di aver sferrato un potentissimo attacco finale causando ingenti danni al nemico. Infine, una volta conclusa l’avventura potremo attivare una modalità New Game Plus e, se selezioneremo anche la difficoltà difficile (accessibile solo in NG+), potremo trovare nuovi oggetti, nuove sfide e nuovi nemici.

La bellezza di Midgar

Ultimo ma non meno importante, il comparto tecnico del titolo si presenta spettacolare con effetti particellari favolosi, modelli dei personaggi eccezionalmente riprodotti e un impatto visivo stupefacente, il tutto accompagnato da un frame rate stabilissimo capace di mantenere sempre i 30 frame per secondo anche nelle situazioni più concitate. Peccato per alcune texture in bassissima risoluzione, molto spesso in bella vista, che in alcune situazioni rovinano il colpo d’occhio eccezionale del titolo. Ottimo invece il doppiaggio sia in inglese sia in giapponese del titolo accompagnato da sottotitoli in italiano basati sull’adattamento giapponese. Eccezionali anche le musiche che faranno la gioia delle nostre orecchie, con tracce classiche dell’originale riarrangiate in chiave moderna dai maestri Hamauzu e Suzuki e un main theme d’eccezione composto dal maestro Nobuo Uematsu in persona, storico compositore della saga.

VOTO: 9,5

Piattaforme: ps4
Questo primo gioco del progetto FFVII Remake si presenta come un prodotto pensato e dedicato ai fan dell'opera originale, trattando con rispetto e cura il suo mondo ed i suoi personaggi. Alcune scelte sul finale sono destinate a far discutere, è vero, ma non possono in nessun modo intaccare quanto di buono fatto prima di quel momento, rappresentando così un prodotto consigliato ai fan di FFVII e dei jrpg in generale. Assolutamente imperdibile.

Pro

  • Il ritorno in pompa magna di uno dei più grandi jrpg della storia, destinato a far innamorare una nuova generazione di videogiocatori
  • Combat system ottimo che rappresenta un giusto compromesso tra vecchio e nuovo
  • Colonna sonora stratosferica
  • Visivamente splendido...

Contro

  • ... ma alcune texture sono un pugno in un occhio e rovinano parte dell'impatto visivo in alcune ambientazioni
  • Alcune scelte sul finale faranno discutere i fan più incalliti dell'originale
  • Struttura delle mappe e dell'esplorazione un po' datata