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FAIRY TAIL

Nel nome della gilda

Dopo una miriade di titoli basati su Dragon Ball, Naruto e One Piece, in questa generazione abbiamo visto arrivare diversi titoli basate su opere magari meno famose, ma comunque popolari in buona parte del mondo. Finalmente è arrivato il momento anche per Fairy Tail di approdare su PS4 e Nintendo Switch e per l’occasione a occuparsi di questo incarico è stata Gust, diventata famosa grazie alla sua serie Atelier, che ci confeziona proprio un JRPG a turni basato sulle avventure di Natsu e compagnia.

Benvenuti (o bentornati?) a Fairy Tail

L’opera originale di Hiro Mashima, scrittore e disegnatore del manga, ci immerge in un mondo chiamato Earthland, popolato da maghi di ogni tipo e dove i più forti si sono organizzati in varie gilde come nel più classico delle opere fantasy. Natsu e Lucy, i due principali protagonisti, fanno parte proprio di una di queste gilde, Fairy Tail, e insieme affronteranno diverse avventure pronti a difendere il nome e l’onore della propria “famiglia“.

Il videogioco salta tutta la parte iniziale partendo direttamente dal finale della saga dell’isola di Tenro, dove i nostri stavano affrontando la prova per il passaggio al grado S (praticamente l’elite della gilda) venendo però interrotti dall’arrivo dei Grimoire Heart e il loro capo Hades. Proprio con quest’ultimo si svolgerà il prologo che, in maniera frettolosa, si concluderà con l’attacco di Acnologia e conseguente salvataggio dei nostri eroi da parte di Mavis Vermillion, che riuscirà a proteggerli solo in parte visto che comunque verranno trasportati in una dimensione parallela per ben 7 anni. Al loro ritorno la loro gilda sembra essere ormai in uno stato disastroso, in fondo alla classifica delle gilde e per di più pieni di debiti. Toccherà quindi a noi rimboccarci le maniche e far tornare le cose com’erano prima missione dopo missione.

Da qui il gioco segue l’opera originale in maniera abbastanza fedele arrivando, tra filmati e molti dialoghi di solo testo, a coprire l’arco del Gran Palio della magia e quello della Gilda oscura di Tartaros (più un epilogo e qualche parte extra) per una durata totale di almeno 25-30 ore. Resta un peccato il fatto che spesso, eventi magari importanti di trama vengono relegati a meri dialoghi di testo o completamente tagliati. Se siete novizi del manga o dell’anime, sappiate che farete un po’ fatica a comprendere la trama di gioco e per quanto sia presente un menù pieno di informazioni sul mondo di gioco, resta comunque un videogioco dedicato principalmente ai fan di Natsu.

Verso la cima!

Alla base di tutto c’è sempre la nostra amata gilda e la nostra priorità sarà quella di farla tornare ai fasti di un tempo e risanare ogni debito rimasto… ma come? Svolgendo più missioni possibili che potremo accettare direttamente dalla bacheca proprio dentro la gilda (esattamente come nel manga). All’interno troveremo, una volta costruite, anche varie strutture pronte ad aiutarci con ogni tipo di supporto possibile: dal classico emporio gestito da Lisanna, dove comprare e rivendere le risorse utili per il combattimento fino al laboratorio di Levy dove potremo realizzare le Lacrima, molto utili per potenziare i nostri eroi con varie abilità e bonus. Completando sempre più missioni secondarie, oltre a proseguire la trama e guadagnare soldi e punti esperienza, otterrete anche i cosiddetti Fairy Point utili a far crescere il Character Rank di ogni personaggio utilizzabile, in modo da sbloccare nuovi potenziamenti, costumi e spazi extra per l’equipaggiamento. In giro per le varie ambientazioni di gioco, troverete inoltre diversi materiali pronti per creare del nuovo equipaggiamento con un tipo di crafting abbastanza semplice da comprendere, soprattutto se paragonato alla serie Atelier.

Le ambientazioni, all'infuori di quelle famose viste nell'opera di riferimento, sono spesso ripetitive e poco ispirate.

Purtroppo non è tutto rose e fiori come ad esempio, l’impossibilità di accettare più incarichi contemporaneamente costringendoci a tanti viaggi di andata e ritorno (semplificati però da un buon sistema di fast travel fra diversi punti di interesse) e comunque, le missioni stesse diventano molto ripetitive dopo poco e avvertirete presto una continua sensazione di già visto e già fatto per buona parte del gioco. Come extra, troverete anche delle missioni specifiche per ogni personaggio pronte ad approfondirne la storia magari andando anche a toccare parti già avvenute nel manga: nulla di nuovo anche qui ma resta comunque una gradita aggiunta.

Dragon Slayer

Per quanto inaspettato o comunque atipico rispetto ai soliti manga-game action usciti durante questa generazione, il combat system di Fairy Tail è quello di un classico JRPG a turni, basato sul posizionare fino a 5 dei nostri eroi (su un totale di 16) lungo una scacchiera di gioco affrontando i nostri nemici scegliendo, turno dopo turno, le mosse migliori da utilizzare. Dovrete scegliere se attaccare l’avversario con un semplice colpo fisico oppure, consumando i classici MP, utilizzare una delle tante magie a disposizione di ogni personaggio, tenendo conto del raggio di azione e dell’elemento della mossa scelta (con un sistema ispirato al solito sasso-carta-forbice dei Pokémon dove un determinato elemento infligge più danni a un altro) più eventuali effetti secondari, con il solito obiettivo di portare a 0 la barra vita degli avversari. Fin qui tutto abbastanza standard, ma in aggiunta avremo la possibilità di effettuare le Magic Chain, una serie di attacchi a catena da parte di tutta la nostra squadra che può infliggere davvero tanti danni ai nostri nemici più pericolosi, arrivando anche a realizzare delle spettacolari finisher o addirittura evocare temporaneamente potenti alleati come il Maestro Makarov. Inoltre avremo anche la possibilità di poter “risvegliare” alcuni dei nostri protagonisti, come Natsu che può entrare in modalità Dragon Force per infliggere ancora più danni ed effettuare mosse più potenti.

Purtroppo il livello di sfida generale resta abbastanza basso, sia a Facile che Normale, perciò se magari volete sfruttare al 100% il potenziale di tutto il combat system (considerando che è anche la parte più riuscita del gioco) vi consiglio di impostare a Difficile una volta che avrete padroneggiato abbastanza il gameplay. Da sottolineare l’assenza di voci e testi in italiano, cosa ormai praticamente regolare per i titoli Gust ma che è sempre meglio specificare per avvertire eventuali interessati.

Nulla di nuovo sotto il sole

Per quanto riguarda il comparto tecnico, per chi ha già avuto modo di provare altri titoli della casa giapponese, sa già cosa aspettarsi. Abbiamo il solito motore grafico che fa il suo compitino con alti e bassi tra personaggi principali gradevoli alla vista (ma questo più per meriti del manga onestamente) e ambientazioni quasi sempre tra l’insufficienza e il mediocre, il tutto condito con poca cura per i dettagli e texture spesso davvero di poco conto. Come se non bastasse le ambientazioni, all’infuori di quelle famose viste e riviste nell’opera di Hiro Mashima, sono spesso ripetitive e poco ispirate. Il tutto sembra quasi evidenziare una poca voglia da parte degli sviluppatori di impegnarsi di più e sfruttare meglio questa interessante licenza. Davvero un peccato, soprattutto se ripenso ai passi in avanti compiuti da Gust proprio con il recente Atelier Ryza. Salva la baracca il comparto sonoro che svolge comunque il suo dovere accompagnando il gioco nelle fasi più concitate e soprattutto il doppiaggio giapponese con l’ottimo cast di voci preso direttamente dall’anime.

VOTO: 7

Piattaforme: pc, ps4, switch
Fairy Tail si rivela essere il classico compitino, con idee interessanti soprattutto a livello di combat system, ma che non riesce ad andare oltre ciò e sembra accontentarsi di prendere la sufficienza o poco più senza voler mostrare un po' più di impegno. Le basi per un sequel più interessante ci sono, però per adesso è uscito questo e onestamente, a meno che non siate fan sfegatati di Natsu, Lucy e compagnia bella, potete tranquillamente aspettare tempi migliori per recuperarlo.

Pro

  • Combat System semplice ma divertente
  • Copre tra gli archi narrativi più interessanti del manga
  • Ottimo doppiaggio giapponese

Contro

  • Diventa presto ripetitivo
  • Comparto tecnico di poco conto
  • Diverse parti di trama affrontate in maniera fin troppo frettolosa