Epic Word Search Collection

Occhio allo schermo!

A cura di GamesForum - 7 Maggio 2020 - 10:51

Autore della recensione: beachild

Chi l’ha detto che l’enigmistica è solo un passatempo da spiaggia, o ancor peggio che è riservata a qualche intellettuale che vuole mettersi alla prova o a qualche anziano che deve tenere allenato il cervello? Lightwood Games sa bene che non c’è nulla di più falso, tanto che ha fatto dell’enigmistica il piatto forte della sua offerta video-ludica, capace di diffondersi su tutte le console con una proposta di quantità e, con qualche alto e basso, anche di qualità. Tra picross e giochi di parole, col sostegno di prezzi accessibili e di liste trofei di facile completamento, lo sviluppatore inglese è riuscito a definire una nicchia di fan e a costruire una piccola community che – lo saprete se siete iscritti alla newsletter – viene coccolata di tanto in tanto con piccoli puzzle inviati anche via mail.

L’ultima fatica in ordine cronologico è qualcosa di enorme, o per meglio dire, epico: Epic Word Search Collection, questo il titolo, è per l’appunto una collezione di puzzle capace di far gioire e rabbrividire insieme al solo pensiero di ciò che contiene. Il settore enigmistico a cui fa riferimento è, come dice il titolo, quello degli schemi in cui cercare parole, ma sono le proporzioni a fare la differenza. Il gioco comprende infatti quattro macro-schemi, dedicati rispettivamente a cibo, animali, viaggi e sport, nei quali divertirsi a individuare qualcosa come 1.500 parole ciascuno, per un impegno potenziale di ore e ore, a seconda della nostra abilità e della nostra rapidità.

Cerca che ti passa

Il meccanismo di base non presenta sorprese rispetto a quanto potremmo aspettarci. Lightwood Games non è certo nota per la trama e la regia dei suoi giochi, che sono trasposizioni digitali delle pagine bianche di una rivista di enigmistica. Una trasposizione che, nel caso di Epic Word Search Collection, è quanto mai in scala 1:1, considerato che non faremo mai niente di diverso dalla semplice ricerca dei termini indicati. Classicamente, dovremo districarci tra griglie di lettere, a prima vista senza senso, e individuare le parole legate al tema, le quali possono essere disposte in orizzontale, verticale o diagonale, dritte o al contrario. L’unica differenza rispetto alla controparte cartacea è che le lettere non evidenziate non formano alcuna parola o frase segreta: il divertimento sta tutto nella ricerca.

La schermata che visualizziamo comprende una porzione di schema sulla sinistra e le parole da trovare sulla destra, oltre a un piccolo box che riassume i comandi e indica come chiedere un suggerimento. La particolarità è che le parole da trovare, per ovvie ragioni di spazio, non sono riportate in modo completo, ma in ogni istante vedremo solo quelle che sono presenti, anche solo in parte, nella sezione di griglia attualmente visualizzabile. Scorrendo verso una qualunque direzione, quindi, osserviamo la lista aggiornarsi dinamicamente per includere i nuovi termini che possiamo trovare ed escludere quelli che sono usciti dall’area evidenziata. Premendo il tasto triangolo si può accedere alla mappa generale dello schema, suddivisa in sezioni, per spostarsi rapidamente da una all’altra; quello che colpisce in questa fase è la scoperta che ogni singola schermata su cui lavoriamo non è che circa un sesto di una delle sedici sezioni che compongono lo schema. Numeri che fanno girare la testa, direbbe l’Ingegner Cane, e che danno una misura di quanto siano grandi gli schemi.

Epic Word Search Collection

Ma… la biro?

A livello pratico, la selezione delle parole si esegue spostandosi con la levetta analogica, o ancor meglio con la croce direzionale, su una lettera. Da qui possiamo tenere premuto il tasto X per iniziare la selezione e rilasciarlo solo dopo aver evidenziato l’ultima lettera. Trovata la parola, questa resta colorata in verde e scompare dalla lista dei termini mancanti. Non c’è nulla di difficile, almeno nella misura in cui siamo abituati a questo tipo di gioco: è solo questione di aguzzare la vista e controllare rapidamente ogni direzione possibile, augurandoci che gli occhi non ci si incrocino nella selva di lettere, confondendoci e costringendoci a ricontrollare da capo.

A rendere le cose un po’ più complesse rispetto al gioco su carta c’è il fatto che, di alcune parole, potremmo vedere a schermo solo una lettera, ancor peggio se quella finale. Basta solo una lettera, infatti, perché il termine venga incluso nella lista, ma ciò implica che se vogliamo trovarlo dovremo prima controllare tutte le sue possibili iniziali e dopo tutte le sue possibili finali, magari scorrendo in parte la schermata verso destra o verso il basso, aumentando il senso di confusione e smarrimento che, non lo neghiamo, emerge dopo pochi minuti di gioco. Una piccola difficoltà che bilancia il vantaggio di sapere esattamente quali parole trovare e che per qualcuno si tradurrà in senso di sfida, mentre per altri sancirà l’abbandono del titolo dopo il Platino.

Non si può pronunciare Lightwood Games senza dire anche suggerimenti. Per i meno pazienti, ecco allora venire in soccorso il classico aiutino attivabile con un semplice tasto. Così facendo verrà illuminata una lettera in particolare, attirando la nostra attenzione e semplificando il nostro lavoro. Quella lettera, infatti, non può che essere l’iniziale o la finale di una delle parole che dobbiamo trovare: non ci resta allora che esaminare le otto direzioni che partono da essa e il gioco è fatto. Non neghiamo che in più di un’occasione non abbiamo resistito alla tentazione, non perché trovare le parole sia impossibile, ma perché farlo davanti a uno schermo e in un momento considerato di svago dopo ore di lavoro non è, per così dire, rilassante come dovrebbe essere.

Si può dare di più

Il difetto principale di Epic Word Search Collection, come di molti altri titoli Lightwood Games, è proprio questo. Il passaggio dell’enigmistica dalla carta al medium video-ludico rimane sempre un’operazione troppo lineare, che non sfrutta tutti i vantaggi che la tecnologia potrebbe offrire. Un gioco come questo, se integrasse alcune meccaniche innovative e coinvolgenti capaci di aggiungere sale all’esperienza, vedrebbe aumentare in modo esponenziale il divertimento che offre e, di conseguenza, l’utenza potenziale. Pensiamo a una serie di sfide a tempo, per dirne una, nelle quali trovare le parole in schemi piccoli entro un dato intervallo; oppure, alzando ovviamente il tiro, a un cambio di prospettiva, nel quale magari osservare le lettere con una visuale tridimensionale, come se fossimo un personaggio che cammina tra esse.

Dal punto di vista grafico non c’è niente da commentare: immaginate di osservare un foglio di carta, con l’unica differenza che anziché farvi scorrere lo sguardo potete spostare l’inquadratura. Il comparto musicale offre invece un accompagnamento classico che ci tiene compagnia durante le sessioni di ricerca, anche se a lungo andare ci si assuefà o, peggio ancora, si tende a silenziare il tutto per concentrarsi meglio.

+ Una quantità impressionante di parole da trovare
+ Semplicità di gameplay

- Non c'è altro da fare che trovare le parole, come su carta
- Spesso la vista si stanca e/o ci si confonde fissando lo schermo bianco

6.0

Nel complesso, riteniamo Epic Word Search Collection un gioco che mantiene le promesse, ma che lo fa in modo freddo e impersonale. Ancora una volta si sarebbe potuto fare uno sforzo di immaginazione e arricchire la proposta, puntando non solo sulla quantità ma anche su un maggior coinvolgimento dei giocatori. Bisogna sempre ricordare che non ci sono solo fan sfegatati dell’enigmistica tra i gamer, anzi questi rappresentano solo una piccola percentuale, e confidare costantemente nei Platini semi-regalati è un atteggiamento che ora Lightwood Games avrebbe il dovere e il potere di superare.




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