Edge of Eternity

Il potere dell'accesso anticipato

A cura di Gamesforum - 14 Febbraio 2020 - 22:42

Autore della recensione: CrimsonKing

Un Jrpg tra il Fantasy e la Fantascienza

La pace su Heryon perdurava ormai da ottant’anni. Junor, Astrya e Dehostra, i tre continenti un cui il pianeta è diviso, conducevano un’esistenza armonica e priva di conflitti, basata sulla cooperazione tra popolazioni e razze diverse. Il fondamento della collaborazione tra gli abitanti di Heryon era il motore stesso della tecnologia su cui poggiavano le loro attività, una fonte energetica dotata di un potere tale da sconfinare nella magia: i Cristalli. Junor, Astrya e Dehostra avevano raggiunto un accordo, che stabiliva che nessuna della tre Regioni avrebbe dovuto sfruttare più delle altre i Cristalli, memori di quanto la cupidigia fosse stata la causa delle guerre che avevano dilaniato Heryon nel passato.

L’equilibrio fu però spezzato. E non da una minaccia interna. Non era sorto alcun despota a scardinare lo status quo di Heryon. Tutto cominciò quando gli abitanti del pianeta scoprirono di non essere soli nell’universo. I visitatori, gli Archeliti, giunsero un giorno con le loro navi spaziali, e coprirono il cielo coi loro vascelli, tramutando il giorno in notte. Il lungo viaggio, l’indicibile distanza colmata dal loro mondo, li aveva fiaccati. Dapprima chiesero del cibo, per dare nuovo vigore ai loro corpi, e gli abitanti di Heryon si prodigarono, timorosi, ma felici nell’accogliere degli ospiti provenienti dalle stelle nel loro pianeta. In cambio gli alieni offrirono la loro tecnologia superiore e le loro armi, in quello che appariva come uno scambio equo. Ma le loro richieste non si fermarono qui.

Giunse infatti il momento in cui gli Archeliti pretesero che gli abitanti di Heryon consegnassero loro i Cristalli, la preziosa fonte di energia del pianeta. Junor, Astrya e Dehostra rifiutarono e, guardando con occhi nuovi a quegli esseri che avevano considerato solo come viaggiatori stellari bisognosi di rifocillarsi, videro negli Archeliti la loro vera essenza. Erano dei colonizzatori.

Cominciò allora la guerra tra invasori ed invasi. Le navi degli Archeliti, il loro orgoglio, divennero delle fortezze inespugnabili. Fu un conflitto tra magia e tecnologia, con proporzioni di un vero e proprio cataclisma. Le popolazioni di Heryon si organizzarono in una alleanza politica, esecutiva e militare, il Consort, per meglio programmare la resistenza. L’unione tra le tre regioni di Heryon portò i frutti sperati e le sorti della guerra volsero incredibilmente verso gli abitanti del pianeta.

Fu allora che gli Archeliti usarono il loro asso nella manica, un’arma biologica che gli Heryoniti impararono a conoscere come la Corrosione, o la malattia del metallo. La Corrosione contagia gli esseri viventi, e lentamente li muta in creature per metà organiche e per metà macchine. Il corpo di coloro che ne sono afflitti ne è avvelenato, gli arti ne sono deformati e le persone diventano degli abomini privi di alcuna forma logica. Il dolore che provoca è così intenso da portare alla follia, e i contagiati divengono violenti e irrazionali.

Trent’anni dopo l’inizio della guerra tra Heryon e gli Archeliti un soldato del Consort, Daryon, riceve una lettera dalla sorella, Selen: la madre dei due ragazzi è rimasta contagiata dalla Corrosione, e non le rimane molto tempo da vivere. Daryon decide dunque di disertare, ben sapendo che se fosse scoperto il Consort lo punirebbe con la morte.

È così che ha inizio il viaggio di Daryon e Selen, i due fratelli protagonisti di Edge of Eternity.

Edge of EternityDalla Francia con Kickstarter

Edge of Eternity è un progetto che ha inizio nell’aprile del 2015 con una raccolta fondi su Kickstarter ad opera dello studio francese dei Midgar, un piccolo gruppo indipendente formato da sole nove persone. Com’è facile notare già dal nome scelto dal team, l’ispirazione dei Midgar risiede nei grandi classici del genere jrpg, ed in particolare nei Final Fantasy, pur mantenendo uno sguardo fisso sugli rpg occidentali, coi loro mondi aperti e le loro storie non lineari. Edge of Eternity si propone dunque come una commistione tra due generi.

Il battle system di Edge of Eternity è a turni come nella tradizione dei jrpg, e prevede anche una gestione dei movimenti nel campo di battaglia. È necessario spostarsi sul campo usando un turno di combattimento non solo per evitare le abilità ad area nemiche, ma per poter sfruttare i potenziamenti ambientali e poter colpire gli avversari da angolazioni più vantaggiose. Gli scontri coi nemici, andando avanti con il gioco, risultano però spesso tediosi, data proprio la necessità di usare un turno di combattimento per spostarsi nel campo. Sarebbe proficuo che i Midgar pensassero di ridurre il costo in turni degli spostamenti, in maniera tale da alleggerire la pesantezza che deriva dagli incontri. Lo stesso sistema di movimento in battaglia è adottato anche per la risoluzione di alcuni puzzle presenti nelle mappe, che richiedono la presenza dei personaggi giocanti su alcune caselle del campo di battaglia per permettere lo sblocco di un’area successiva.

Le zone da esplorare tra una città e l’altra sono molto vaste, ma purtroppo anche tristemente vuote. Talvolta troveremo qualche personaggio non giocante che ci proporrà delle fetch quest o delle cacce, ma nulla che vada ad aggiungere una caratterizzazione al mondo di gioco, che spesso risulta spoglio e non riesce a trasmettere una sensazione di vivacità.

Il sistema di progressione delle abilità e dell’esperienza è invece molto ben fatto: ovviamente salire di livello rende i nostri personaggi più forti, ma è grazie all’equipaggiamento ed ai cristalli che si imparano nuove abilità. I cristalli devono essere incastonati nelle armi, dando anche dei bonus alle nostre caratteristiche. È dunque molto divertente cercare la combinazione di skill e statistiche al fine di ottimizzare la propria build.

Il gioco si trova in stato di Early Access dal dicembre 2018 su Steam, e allo stato attuale si compone di 4 capitoli di storia più un breve prologo aggiunto nell’aggiornamento del 30 gennaio scorso. Già ora Edge of Eternity non pecca di longevità e sono necessarie almeno una trentina di ore di gioco per completare la storia e le quest che sono ad oggi disponibili.

Edge of EternityPeccati di gioventù o un passo più lungo della gamba?

È però necessario fare un appunto: se da una parte è doveroso elogiare la visione e l’ambizione dello Studio Midgar nel voler proporre un gioco vasto e longevo, dall’altra il proposito dei ragazzi francesi cozza con le loro effettive possibilità e capacità. Un team di sole nove persone ha delle serie difficoltà nel creare un gioco che con un mondo così tanto ampio, con una sceneggiatura credibile e una grafica in 3d rifinita, cercando poi di rispettare le scadenze che erano state prefissate al tempo della campagna Kickstarter. Gli aggiornamenti di Edge of Eternity non hanno una cadenza regolare, ma propongono delle nuove parti di trama e zone di Heryon da esplorare, ma manca una generale rifinitura delle parti già presenti nel gioco.

Mentre i personaggi principali di Edge of Eternity, Daryon, Selen e i loro compagni, godono di una buona cura tecnica, gli npc che incontreremo durante le nostre peregrinazioni nel mondo sono nel migliore dei casi poco curati, se non del tutto inguardabili. Anche le animazioni sono molto rigide, e a volte capita persino di vedere degli npc slittare da un punto all’altro dello schermo piuttosto che camminare. È un vero peccato che un gioco che propone a tratti dei gradevolissimi scorci di paesaggio durante le esplorazioni non abbia una qualità tecnica costante. Peraltro permane un fastidiosissimo effetto popup durante le nostre passeggiate per il mondo di gioco. A mio modo di vedere questa condizione altalenante è difficilmente digeribile, e avrei gradito una maggior cura complessiva da parte degli sviluppatori prima di vederli aggiungere nuove parti di gioco.

Edge of EternityEdge of Eternity fa uso del motore grafico Unity. La configurazione utilizzata in sede di recensione, un Ryzen 7 1700, 16gb di RAM e una GTX 1080, dopo gli ultimi aggiornamenti di febbraio mantiene un frame rate tra i 50 e i 60fps a dettagli ultra ad una risoluzione di 2560×1080, ma con evidente stuttering nei passaggi tra una zona e l’altra. Edge of Eternity supporta nativamente le risoluzioni ultrawide.

 

+ Visione ambiziosa degli sviluppatori
+ Trama originale
+ Location varie ed ampie
- Comparto tecnico poco rifinito
- Patch e aggiornamenti sporadici ma consistenti
- Battle System lento

Edge of Eternity è un progetto senz’altro interessante e ambizioso, ma allo stato attuale colpiscono di più le problematiche tecniche che l’effettiva bontà del gioco. Troppe magagne ed un senso generale di trascuratezza falcidiano l’opera dei Midgar Studio. Guardando il bicchiere mezzo pieno si può concedere a Edge of Eternity che i suoi difetti non siano strutturali, e che l’architettura del gioco rimanga buona. Se con le patch e gli aggiornamenti che si susseguiranno nel periodo di accesso anticipato si andranno a correggere gli attuali problemi allora ci si potrà avvicinare al sogno dei ragazzi francesi di proporre al mondo videoludico un’intrigante commistione tra jrpg e giochi di ruolo occidentali. Le potenzialità ci sono tutte, ma il consiglio è di attendere la versione definitiva del gioco prima di valutarne l’acquisto.




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