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Dragon Ball Z Kakarot

Il ritorno dei Guerrieri Z!

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Pensare a Dragon Ball mi riporta al tempo dei miei quindici anni. Di ritorno da scuola, come migliaia di altri coetanei, mi riempivo la bocca con il piatto di pasta che mi preparava la mamma prima di lanciarmi sul divano per un nuovo episodio della saga che, personalmente, trovava nella saga di Majin Bu le sue vette massime. Un anime molto “maschio” nei contenuti, ma non necessariamente solo per maschi, che faceva degli scontri interminabili, ma mai noiosi, a suon di botte, energia, trasformazioni e fusioni il suo segreto. Una serie intergenerazionale che ha appassionato e continua ad appassionare milioni di fan nel mondo, sia con la sua versione fumettistica che, per l’appunto, con la trasposizione televisiva.

Cyberconnect2 e Bandai Namco hanno quindi avuto vita abbastanza facile nella scelta del soggetto per il loro Dragon Ball Z Kakarot, ben consapevoli che la fanbase era già installata e in religiosa attesa di contenuti videoludici nuovi dedicati ai suoi beniamini. Meno facile e scontato era il risultato, proprio perché quando si vanno a toccare certi mostri sacri il rischio di inoltrarsi in territori ostili e compiere errori imperdonabili è altissimo. Per loro e nostra fortuna, il risultato a livello di videogioco è straordinario, come esponiamo nella nostra recensione.

A spasso liberamente

Dragon Ball Z Kakarot si presenta come un semi-open world. La vasta mappa include infatti diverse location, raggiungibili attraverso comodi viaggi rapidi, all’interno delle quali possiamo muoverci liberamente. L’esplorazione non è uno dei punti salienti del gioco, come si può immaginare, ma la libertà che ci viene concessa tra una missione principale e l’altra punta a farci scoprire attività e personaggi secondari. Il free roaming nelle diverse zone permette così di visitare i negozi in cui acquistare oggetti e medicamenti o i punti in cui cucinare cibi portatori di bonus temporanei, ma anche di dedicarsi alla pesca negli spot predisposti. Non mancano frutti da raccogliere e animali da cacciare, anche questi per essere cucinati o rivenduti. Cielo, terra e corsi d’acqua sono inoltre colmi di sfere colorate che possiamo raccogliere per usarle nello sblocco di nuovi potenziamenti.

Il mondo di gioco è libero di esplorazione, variopinto e ricco di citazioni per i fans!

Il motivo principale per cui giriamo liberamente invece di procedere con la storia è però la volontà di farmare un po’ di punti esperienza con combattimenti casuali e missioni secondarie. I primi riguardano nemici che compaiono continuamente sul nostro percorso e che, a meno che non riusciamo a fuggire per tempo, ci costringono a brevi e semplici battaglie più fastidiose che utili. Le missioni, invece, arricchiscono il gameplay con attività semplici e poco ispirate, ma quasi sempre brevi e ricche di ricompense. La loro struttura di base prevede la ricerca di oggetti e/o uno o più combattimenti e garantisce la conoscenza di nuovi personaggi e l’ottenimento di punti esperienza per livellare il personaggio, oggetti ed emblemi, il cui utilizzo scopriremo tra poco.

Quattro saghe

La trama principale, però, è quella che fa da padrona nel gioco. Rivivere in prima persona le saghe dei Saiyan, di Freezer, di Cell e di Majin Bu significa avere accesso a una enorme quantità di contenuti, i quali si concretizzano in una serie di combattimenti mai banali e pieni di energia. La storia, infatti, viene portata avanti per mezzo di cutscene e di dialoghi statici che rendono chiara anche a chi non ha mai visto il cartone animato tutta la vicenda. Le missioni principali richiedono poi nel 90% dei casi di prendere parte a battaglie contro uno o più avversari. Il protagonista che usiamo non è sempre lo stesso e a volte ne usiamo contemporaneamente due o tre. Anche i nemici possono essere più di uno e presentarsi in sequenza ravvicinata uno rispetto all’altro, costituendo di fatto un unico scontro nel quale gestire al meglio la nostra salute e i nostri oggetti curativi.

Passando al gameplay vero e proprio, è qui che emerge la bellezza di un gioco come Dragon Ball Z Kakarot. Un titolo che non punta alla complessità ma che, nonostante ciò, riesce a farci sentire sempre protagonisti di qualcosa di diverso, coreografi in tempo reale di quelle battaglie frenetiche di cui eravamo meri spettatori davanti al televisore. Possiamo così sfogare la nostra furia con attacchi corpo a corpo premendo senza sosta il tasto cerchio e dando vita a una serie di combo automatiche che possono stordire il nemico, a patto che questo non stia caricando a sua volta un attacco speciale. In questo caso, possiamo evadere scartando di lato o allontanandoci, o ancora passandogli alle spalle. Nel caso ci accorgiamo che sta per colpirci con mosse fisiche, possiamo anche decidere di emettere una piccola esplosione di energia per farlo arretrare e distrarlo, o ancora di difenderci con uno scudo energetico.

Dragon Ball Ki?

Non mancano gli attacchi iconici dei personaggi della serie!

Ma è nella nostra energia, o Ki, che troviamo la massima espressione della forza. Gli attacchi speciali che possiamo impostare nel menù del personaggio e che possiamo imparare nel corso della storia e di addestramenti facoltativi si attivano con una semplice combinazione di tasti. Avendo quattro slot in cui equipaggiarli, possiamo fare affidamento su una buona varietà e divertirci a sfogare tutta la nostra energia con la celeberrima Kamehameha e con una sfilza di altre mosse eccezionali che variano di personaggio in personaggio. Alcune richiedono di stare vicino al nemico, altre agiscono dalla distanza, ma tutte vanno usate al momento giusto per evitare di sprecarle a vuoto mancando l’avversario, che ovviamente cercherà di evitarle se non è stordito a dovere.

Come se non bastasse, con personaggi come Goku, Vegeta o Gohan possiamo avere accesso a trasformazioni (tra cui quella in Super Saiyan), che aumentano enormemente la nostra forza, al costo di un consumo continuo di salute o Ki. La vera goduria si prova quando si è protagonisti di battaglie in cui oltre al nostro personaggio principale possiamo gestire gli attacchi di un party di due o tre lottatori. Mentre controlliamo il protagonista principale con tutte le mosse a nostra disposizione possiamo così attivare anche gli attacchi speciali dell’altro o degli altri compagni, per avere la meglio sui nemici in modo ancor più creativo e spettacolare. Va detto che tutti gli attacchi speciali hanno bisogno di una barra del Ki piena almeno in parte, il che introduce un altro elemento di complessità costringendoci a dedicare alcuni secondi alla concentrazione necessaria al suo riempimento. L’apice ultimo si ottiene quando abbiamo la possibilità di attivare attacchi concertati devastanti che, regalandoci una spettacolare cutscene, annichiliscono i nemici e ci aprono la strada alla vittoria.

Minaccia continua

I nemici, per l’appunto, sono gli avversari classici che la serie animata ha fatto conoscere a tutti. Ognuna delle quattro saghe comprende una struttura simile, che inizia in un momento di relativa tranquillità e segue poi il precipitare degli eventi con l’attacco dei Saiyan nella prima, quello di Freezer su Namecc nella seconda, quello di Cell nella terza e quello di Majin Bu nella quarta e ultima. I nemici e i loro “scagnozzi” ci rendono protagonisti di una serie di scontri a difficoltà crescente che solo nelle battute finali, e a patto che siamo sottolivellati, ci mettono in difficoltà in termini videoludici. Fondamentale, comunque, mantenere un adeguato livello e una scorta di oggetti curativi prima delle battaglie.

Possiamo approfittare di questa sezione per una piccola osservazione relativa ai combattimenti. Questi, infatti, essendo il nucleo del gioco, potrebbero risultare ripetitivi a qualcuno. Che si tratti di incontri casuali, infatti, o di boss principali, non c’è una grande differenza nelle meccaniche a cui ricorriamo. Cambiano gli attacchi dei diversi nemici, quelli sì, così come la loro barra della salute, ma nel complesso ci limitiamo a spammare il tasto cerchio e a combinare i diversi attacchi speciali disponibili. Dal punto di vista di un giocatore che non è fan di Dragon Ball e si ferma al mero gameplay questo potrebbe risultare noioso sul lungo termine, mentre tutti gli altri andranno oltre ciò che fanno con le dita e godranno di ciò che accade sullo schermo.

Social network

La complessità del gioco si manifesta anche e soprattutto a livello di menù e possibilità di personalizzazione. Accedere al menù, infatti, significa entrare in un mondo a parte che, sotto certi aspetti, può risultare travolgente. Oltre alla classica scheda dedicata alle statistiche di ogni personaggio, infatti, possiamo aprire per ognuno un albero delle abilità nel quale spendere sfere per imparare mosse nuove o potenziare quelle già note. Ogni mossa speciale può poi essere equipaggiata abbinandola a un tasto di accesso rapido nel menù contestuale. In questo modo possiamo personalizzare il personaggio che utilizziamo in un preciso momento, ma anche impostare i componenti del party che ci segue nelle fasi di esplorazione libera tra una missione principale e l’altra.

Un altro complesso menù, invece, è dedicato alla gestione delle “community”. Si tratta di una serie di alberi, ognuno con un rappresentante specifico in base al tipo di attività cui si riferisce, che possono garantire bonus nel gioco. In parole povere, prendendo ad esempio il ramo dei guerrieri Z capitanato da Goku, possiamo inserire in esso dei medaglioni raffiguranti gli altri personaggi del gioco per creare delle connessioni e aumentare il livello di forza nelle battaglie. I medaglioni si sbloccano procedendo con la storia e le missioni secondarie e ognuno può essere usato in diversi alberi, anche se con valori diversi. Gohan, per esempio, sarà più efficace se inserito nell’albero dei guerrieri e meno se sarà inserito in quello della cucina o dell’avventura.

Tra l’altro, specifiche connessioni tra due o più medaglioni formano un collegamento ancor più stretto che garantisce un bonus aggiuntivo a quello specifico albero. È un sistema piuttosto complesso, più facile a usarsi che a spiegarsi, ma che dimostra una cura non indifferente al gioco, che non si è limitato a saziarci con combattimenti frenetici ma ci ha offerto possibilità facoltative quasi strategiche. Le quali, per concludere, prevedono anche la possibilità di reperire nel mondo le leggendarie sette Sfere del Drago, con le quali evocare Shenron ed esprimere un desiderio che va dalla ripetizione di battaglie specifiche all’ottenimento di denaro o sfere in abbondanza. Una spolverata di minigiochi come la pesca, le corse in auto e il baseball completa l’opera.

Da non perdere, con poche eccezioni

Dragon Ball Z Kakarot è tutto questo e anche di più. Mai come in questo caso l’esperienza del giocatore viaggia su due livelli paralleli che però interagiscono e si completano l’un l’altro, quello del gameplay e quello del coinvolgimento nella storia dell’anime. Ci ritroviamo insomma a essere tanto spettatori quanto protagonisti delle vicende, in un crescendo di emozioni che richiamano quelle nostalgiche legate ai ricordi della serie e che al contempo si configurano come reazioni inedite al nostro nuovo ruolo diretto nella trama. In altre parole, i fan di Dragon Ball non possono restare delusi.

Per gli altri, come dicevamo, solo alcune fasi di dialoghi e cutscene particolarmente prolungate potrebbero risultare fastidiose per il modo in cui interrompono il gioco. Si possono saltare a piedi pari, questo sì, ma un approccio simile toglierebbe senso al gioco stesso. Se non conoscete la serie e non siete disposti a passare qualche minuto assistendo passivamente a scene che mandano avanti la storia dovreste tenervi alla larga da Dragon Ball Z Kakarot; tuttavia, vi perdereste un’esperienza divertente e coinvolgente.

Il comparto grafico del gioco riproduce alla perfezione lo stile del cartone animato, immergendoci di fatto nell’anime. I personaggi sono realizzati a regola d’arte e anche le diverse location sono quelle note ai fan. Si nota una certa ripetitività in alcuni elementi ambientali, che però non disturba particolarmente. Bene il comparto audio, con le cutscene e i dialoghi delle missioni principali doppiati in inglese (ma sottotitolati in italiano) e con musiche di accompagnamento originali ed effetti sonori inseriti con cognizione di causa.

 

VOTO: 8.5

Piattaforme: pc, ps4, xone
Se siete fan di Dragon Ball non dovreste farvi scappare per nessun motivo Dragon Ball Z Kakarot. Il gioco offre tutto quello che si potrebbe desiderare, con un focus particolare sui combattimenti. Varietà e longevità sono le parole d'ordine, con una componente di gestione dei personaggi e delle relazioni tra essi che, seppur facoltativa, arricchisce ulteriormente le possibilità per i giocatori. Anche se il gioco è semplice nelle sue meccaniche, le ampie possibilità di personalizzazione delle abilità speciali e la creatività lasciata al giocatore rendono ogni battaglia unica e spettacolare. A volte le cutscenes si perdono in qualche lungaggine evitabile che risulterà fastidiosa a qualcuno, ma in generale il titolo rappresenta un'esperienza frenetica e irresistibile.

Pro

  • il gioco perfetto per i fan di Dragon Ball
  • Battaglie sempre varie e coinvolgenti
  • Un vero e proprio anime interattivo

Contro

  • Alcune cutscene e fasi di dialogo potrebbero risultare troppo lunghe e spezzare il ritmo
  • Il focus è sbilanciato sui combattimenti rispetto all'esplorazione