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Double Kick Heroes

Solo il potere del metal potrà salvarci!

Immaginate di essere reduci da una normale sessione di prove con la vostra band: vibrazioni positive, adrenalina a mille, impellente necessità tracannare qualche birra prima di tornare a casa. Solo che, una volta usciti dalla sala prove, invece di trovare il solito panorama pre-urbano, venite accolti da un’orda di zombie affamati di cervelli. Il nostro alter ego virtuale Derek, assieme a Lincoln, James, Snake e Randie, sarà la primissima linea di resistenza, scaricando sui malcapitati zombie chili e chili di munizioni attraverso… il doppio pedale della sua batteria. Questa è la premessa narrativa su cui si basa Double Kick Heroes, peculiare rhythm game di sangue metallaro che ci condurrà in un lungo, e travagliato, viaggio per sfuggire l’orda zombie. Dalle desolate lande statunitensi sino all’esoterico Nord Europa (attraversando l’Atlantico su un ponte, probabilmente una tempolinea con tanti Ing. Cane), il nostro compito sarà compattare una resistenza in grado di capire cosa è accaduto, e ricacciare i mangia cervelli da dove sono arrivati. Nulla di particolarmente originale, sia chiaro, ma per questa tipologia di gioco non guasta avere una narrazione accessoria, che accompagna le fasi di gameplay con dialoghi divertenti, taglienti, e con la giusta dose di punch lines e parolacce.

Il gioco è strutturato come i classici rhythm game, dove ogni livello è composto da una canzone, che dovremo “suonare” alla perfezione per scacciare l’orda di non-morti. Le diverse difficoltà disponibili rispecchiano l’utilizzo di più o meno parti dello strumento: se il più basso livello di difficoltà include solo la grancassa, di conseguenza mono-tasto, già da quello successivo la musica cambia solo aggiungendo l’hi-hat, per poi passare ai rullanti e così via. Inutile specificarlo, il gioco è dannatamente difficile anche alle difficoltà medio-basse, ossia l’hard rock con cui lo abbiamo testato. Visivamente è estremamente gradevole, con sprite ispirati che rimandano un po’ alle vecchie avventure grafiche della LucasArts.

Double Kick Heroes è sicuramente ricco di contenuti, presentando ben quattro modalità: abbiamo uno story mode ridicolo al punto giusto, durante il quale incroceremo alcune parodie di famosi personaggi musicali (Marylin Manson, James Hetfield) che ci aiuteranno a salvare il mondo. Man mano che progrediremo in questa modalità, sbloccheremo brani/livelli da essere rigiocati nel classico arcade mode. La modalità Inferno ci metterà alla prova di brani concessi da ospiti vari, da artisti del calibro di Carptenter Brut ai brani di altri videogiochi, come Steredenn. Dispiace dire che questi brani sono decisamente migliore della controparte originale, che compone il nucleo dell’esperienza stessa. L’ultima modalità è chiamata Fury Road, ed è sostanzialmente un infinity mode dove saremo chiamati a sopravvivere il più a lungo possibile su una serie di canzoni presentate consecutivamente.

Concept interessante, ma che poteva essere sviluppato molto meglio, peccato!

Nonostante la mole di contenuti, la proposta ludica di Double Kick Heroes non può certamente essere definita memorabile, e il gioco presenta due fondamentali problemi che gli impediscono di raggiungere l’eccellenza di altri esponenti del genere. In primo luogo, giocare è strutturalmente complesso per una scelta di design decisamente discutibile: la parte superiore dello schermo è occupata dalle orde di zombie, che però si muovono in due direzioni. Di conseguenza, dovremo decidere se sparare in alto (usando il tasto A) o in basso (usando il tasto B). Più note verranno colpite consecutivamente, più la nostra arma acquisterà potenza, trasformandosi da una pistola a un cannone. Peccato che il nostro sguardo, nel 99% dei casi, sarà fisso sulla parte inferiore dello schermo, dove letteralmente volano le note da seguire e premere a tempo. In questo senso, neppure la visione periferica di Batman potrebbe rendere l’esperienza piacevole, e spesso ci troveremo costretti ad alternare i due tasti supponendo che ci siano nemici in entrambe le direzioni. A questo problema va a sommarsi l’insensato picco di difficoltà che si incontra a circa metà della campagna, che rende ancora più evidente questo difetto.

Il secondo problema riguarda il fulcro del gioco, ossia la musica. A prescindere dai gusti, la scelta musicale, composta da pressoché tutti i sottogeneri possibili del metal, è blanda, le canzoni sembrano assomigliarsi un po’ tutte e non rimangono impresse. Particolare non esattamente di poco conto per un rhythm game. Probabilmente i patiti del genere troveranno una spinta maggiore a giocare un titolo che, comunque, offre le sue buone ore di gioco: la campagna terrà impegnati per buone 3-4 ore, ma con le modalità aggiuntive diventa potenzialmente infinito.

VOTO: 6

In conclusione, Double Kick Heroes è un gioco che ha degli spunti interessanti, una premessa narrativa semplice ma efficace, un concept con del potenziale, ma che viene molto limitato dai suoi difetti strutturali. Un gioco consigliato sicuramente ai veterani del genere e agli appassionati metallari in possesso della ibrida di Nintendo.

Pro

  • Visivamente ispirato
  • Concept interessante
  • Notevole mole di contenuti

Contro

  • Caotico e spesso difficile da giocare
  • Picchi di difficoltà insensati anche con difficoltà base
  • Musicalmente poco ispirato