Divinity: Original Sin II e la battaglia insopportabile

Una certa battaglia del titolo Larian Studios si è dimostrata veramente ostica. Anzi, insopportabile...

Avvertenza: l’articolo continene spoiler su Divinity: Original Sin II

Dopo circa 120 ore passate su Divinity: Original Sin II, alcune sequenze mi sono rimaste in mente. Ho alcuni ricordi carini e altri strambi. Ad esempio, la missione Counting your Chickens, dove ho dovuto aiutare galline in difficoltà, e che però non ha avuto un epilogo poi così allegro. Ma ci sono anche ricordi non proprio piacevoli, anzi, insopportabili. Dopo essermi concentrato sui loquaci mercati del primo Divinity: Original Sin, in questa nuova puntata de Il Dettaglio parlerò dei pestiferi nemici del Consolato delle Lucertole.Divinity Original Sin 2

Holy f…ire

Una volta arrivato ad Arx, la zona finale di Divinity: Original Sin II, le cose si facevano piuttosto complicate. Potevi girare per strada e ti capitavano imboscate varie, e dovevi impegnarti un bel po’ perché di solito i nemici erano posizionati al meglio e tu, povero diavolo, eri sempre in svantaggio e dovevi sprecare alcuni turni anche solo per spostarti.

Dopo aver passato uno dei ponti della città, andando verso nord, si arrivava nelle vicinanze del Consolato delle Lucertole. Arrivato nelle vicinanze, e dopo aver parlato con due cittadini vicini a una fontana, iniziava la quest The Consulate. E lo stress raggiungeva livelli altissimi.

Divinity Original Sin 2

Perché, perché?

Magari io non sono il miglior giocatore di tutti i tempi di Divinity: Original Sin II. Anzi, è sicuramente così. Però mi assumo la responsabilità di dire che questa specifica quest è una grande infamata.

Appena superati i cancelli del consolato, sono stato attaccato da nemici vicini a “pozzanghere” di fuoco maledetto. Niente di problematico, anche perché i nemici provocavano un danno piuttosto basso e, sebbene si muovessero fin troppo (come ogni nemico in Divinity: Original Sin II), lo sconto era fattibile. Solo che, dopo aver sconfitto il primo nemico, questo non è morto. Ha consumato un po’ di fuoco maledetto presente sul pavimento, ed è tornato più in forma che mai.

Divinity Original Sin 2

Con pazienza, ho iniziato a combattere e ho puntato sempre lo stesso nemico, che è morto di nuovo. Anche stavolta, però, questo si è posizionato su una pozza di fuoco maledetto, ne ha consumato una parte, ed è tornato alla carica. A quel punto ho capito che l’unica cosa da fare era cercare di togliere il maledetto fuoco maledetto, ma non era mica così facile.

Sicuramente, la prima cosa da fare era benedire il fuoco maledetto. E quindi si dovevano consumare punti Source, che invece potevano servire per attacchi più potenti. Solo che le pozze di fuoco erano tante, veramente tante, ancora di più se per caso lo scontro arrivava al di fuori dei confini del Consolato, e le sempre intelligentissime AI alleate iniziavano a fare di testa loro, magari creando nuove pozze di fuoco maledetto.
Divinity Original Sin 2

Avrei potuto evitare tutto questo

Con la benedizione, il fuoco maledetto diventava benedetto. Anche qui, però, mica era così facile. I nemici si spostavano di continuo e, come sempre in Divinity: Original Sin II, avevano più punti azione di me. L’area dello scontro, inoltre, era piuttosto grande, con stanze su più livelli. E anche se i miei avversari non erano tra i più forti del gioco, dopo turni e turni di combattimento il mio party iniziava a dare segni di sofferenza.

Alternativamente si poteva cercare di evitare del tutto la battaglia, ma non aveva particolare senso. Quando sono impegnato in questo tipo di giochi, saltare gli scontri proposti mi sembra uno spreco, e cerco di portarli a termine tutti.

Divinity Original Sin 2

In ogni caso, dopo tanto stress, e circa un paio d’ore di improperi, sono riuscito a portare a termine la sfida. L’infamata finale, però, arrivava alla fine della battaglia: non solo il loot era veramente modesto, ma soprattutto non veniva data alcuna esperienza. Non vorrei dire sciocchezze, ma forse questo è l’unico scontro in Divinity: Original Sin  II in cui non viene data esperienza. Se non l’unico, uno dei pochi.

E quindi, dopo due ore di combattimento insopportabile, mi ritrovavo senza loot e senza esperienza. Una bellezza.
Divinity Original Sin 2

Per qualche motivo, fuoco uguale stress

Ovviamente Divinity: Original Sin II mi ha riservato anche altri scontri piuttosto difficili, e in qualche modo sempre legati al fuoco. Un’altra delle battaglie più fastidiose è stata quella dove ero impegnato a salvare Gwydian Rince. Ovviamente, Rince non ne voleva sapere di starsene fermo, e aveva una particolare voglia di buttarsi nel fuoco e tra i nemici. Alla fine, e con tanti improperi, sono riuscito a superare anche questo scontro (che, almeno, mi ha dato un po’ di preziosa esperienza).

Il mio stile di gioco piuttosto elementare si è basato sul difendere il più possibile Rince dagli attacchi, ma chi la sa veramente lunga ha creato tattiche decisamente più raffinate, come questa. In effetti, la strategia di usare le casse rinforzate per limitare gli spostamenti di alleati e nemici è uno dei trucchetti più utilizzati in entrambi i titoli Larian Studios. Ho provato a impiegare questa strategia solo una volta, nello scontro con King Boreas di Divinity: Original Sin, ma la situazione è degenerata presto e mi sono ritrovato al tappeto. Come spiegavo in precedenza, probabilmente non sono il miglior giocatore di tutti i tempi di Divinity: Original Sin II.

Molti scontri di Divinity: Original Sin 2 sono appassionanti e avvincenti, altri… sono abbastanza insopportabili. Come avete superato lo scontro nel Consolato delle Lucertole, e in che modo avete salvato Gwydian Rince dalle grinfie del White Magister Jonathan?