Disintegration

L'ultima speranza è l'Integrazione

A cura di GamesForum - 27 Luglio 2020 - 15:00

Autore della recensione: AT-33

Nel 2015 Marcus Lehto (uno dei papà di Master Chief e Destiny) decise di mettersi in proprio, fondando lo studio di V1 interactive. Il titolo di debutto venne presentato all’E3 2019, un FPS low budget intitolato Disintegration che ai tempi non spiccò certamente in quanto ad originalità in un panorama ormai saturo all’inverosimile. Col tempo le informazioni emerse però hanno portato una certa curiosità nel prodotto tant’è che le particolarità di gameplay e il character design mi avevano lasciato affascinato dal nuovo mondo creato da Lehto.

Benvenuti a SOMA

Per chi ha vissuto l’opera creata da Frictional Games è impossibile non ritrovarsi nella tematica trattata. L’essere umano ormai prossimo alla decimazione decide di trasferire la propria anima all’interno di corpi robotici (pratica chiamata “Integrazione“), mantenendo così il carattere, la memoria e le abitudini ma permettendo al proprio IO di sopravvivere fino al ritrovo di una possibile forma umana, in condizioni migliori. Nonostante tutto è da specificare che gli umani non sono del tutto scomparsi: basteranno pochi minuti infatti per fare conoscenza di un buffo vecchietto, tale Waggoner, colui che guiderà la resistenza contro la minaccia rappresentata dalla Rayonne, un gruppo ribelle che approfittando della situazione disastrosa decide di prendere il potere e sottomettere gli umani rimasti per trasformarli in schiavi robotici da porre al proprio servizio. Il gruppo, riconosciuto anche per la particolarità di avere gli occhi rossi probabilmente per indicare la malvagità degli stessi, è guidato dal leader Black Shuck, villain principale della campagna single player. Toccherà dunque a noi, nei panni del coraggioso Romer Shoal, stimato pilota di Gravicicli, salvare la resistenza dalla pressione della Rayonne e vincere una prima battaglia in vista di un futuro migliore.

Pronti all’azione

La campagna principale è composta da 12 missioni e sono presenti ben 4 livelli di difficoltà che vanno ad aumentare la rigiocabilità del titolo. Durante le 8 ore che vi serviranno per portare a termine l’avventura, conoscerete una decina di personaggi tutti molto azzeccati grazie a una buonissima scrittura, uno degli aspetti sicuramente più positivi del titolo di V1 interactive.

La parte multigiocatore, tocca dirlo, purtroppo è già morta: nonostante i molteplici tentativi di accedere a una delle tre modalità presenti non sono riuscito a provare (ed approfondire) questo aspetto del titolo che onestamente dai menù sembrava pure molto curato grazie alla presenza di ben 9 team, ognuno con le sue caratteristiche, i suoi colori, i suoi Gravicicli personalizzati. La media di utenti giornalieri su Steam non fa ben sperare su una possibile ripresa del titolo (che non sarebbe affatto nulla di nuovo vedendo come molti dei giochi attualmente tra i più giocati hanno avuto un boom con molti mesi di ritardo). Per correttezza era giusto specificare che questa parte di Disintegration al momento non è usufruibile ma ci tengo comunque a dire che un’occasione al single player del titolo va data quantomeno per la sua scrittura e per il character design davvero molto bello.

Disintegration

Motori, accensione

Il gameplay di Disintegration vuole essere un ibrido tra FPS e strategia, risultando in un primo momento molto curioso e divertente ma basteranno pochissime missioni per capire quanto esso sia limitato. In primis l’offerta di armi e abilità del Graviciclo è molto povera, nonché impostata automaticamente per ogni missione. Dunque ci sarà la missione in cui la nostra macchina volante sarà dotata di un classico fucile d’assalto, un’altra in cui utilizzeremo un fucile a pompa e così via. Se l’obiettivo era quello di rendere varia l’esperienza al fine di non utilizzare sempre la stessa arma purtroppo non è andata bene, sarebbe stato molto più apprezzato un sistema fisso con minigun e lanciarazzi stile carro armato ma ampliando il reparto abilità lasciando al giocatore la possibilità di trovare il suo sistema di gioco. Queste ultime, purtroppo sono giusto un paio e consistono solamente in medikit per curare i compagni di squadra (abbiamo due tipi di cure, quella singola sul nostro alleato o quella a zona che curerà tutti gli alleati compresi noi stessi).

Anche la parte strategica del titolo non è molto riuscita, risultando solamente abbozzata o poco più: potremo decidere dove spostare il nostro team con la pressione del tasto R1, mandarli all’attacco su uno specifico obiettivo, richiamarli vicino a noi ed infine farli interagire con alcune casse presenti nella missione. Proprio in queste troverete delle parti meccaniche da utilizzare a termine missione per apportare degli upgrade a Roman e/o ai suoi compagni. Salendo di livello (tramite la raccolta delle parti) otterrete dei chip che potrete utilizzare per aumentare statistiche come il danno dell’arma, l’ effetto delle abilità dei personaggi e la salute. Un aspetto anch’esso poco approfondito che non dona profondità al titolo. Gameplay, insomma, che al netto di tutto, si può valutare come appena sufficiente.

Parentesi tecnica

Graficamente il titolo è apprezzabile vista anche la natura indie, non spicca per dettaglio o per impatto grafico ma tolti un paio di casi non ho notato cali di frame rate o altre magagne tecniche. Da premiare assolutamente le musiche, poche ma davvero splendide e che rimandano moltissimo proprio a titoli come Halo e Destiny, l’influenza di Lehto si sente nel vero senso della parola.

+ Colonna sonora splendida
+ Scritto molto bene, dalla storia ai personaggi
- Il gameplay è strutturato male e può annoiare dopo poche missioni
- Meccaniche rpg e strategiche solamente abbozzate e poco influenti
- Multiplayer morto sul nascere
- Ripetitività a volte estenuante delle missioni

6.0

Disintegration ha potenziale da vendere, il mondo di gioco è interessante e i personaggi sono sicuramente tra i punti di forza. Purtroppo, vista la natura budget del titolo l’errore di V1 interactive è stato quello di voler creare un gameplay pieno di meccaniche che fondamentalmente risultano tutte abbozzate e ripetitive. La speranza è che possa arrivare qualcuno a finanziare un seguito con più budget un po’ come nel caso di Titanfall, dove i Respawn tirarono fuori un gioiello con il secondo capitolo. Incrociamo le dita e auguriamo buona fortuna alla nuova, curiosa creatura di Marcus Lehto.




TAG: Disintegration, private division, V1 Interactive