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Death Stranding

Un gioco da provare per poterlo giudicare, ben più di altri.

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E3 2016, conferenza Sony: dopo anni passati a curare la saga di Metal Gear Solid e la successiva dipartita da Konami, Hideo Kojima viene introdotto sul palco da Andrew House per annunciare dopo tante speculazioni la sua nuova creatura in collaborazione con Sony. Nonostante all’epoca il team fosse ancora in fase di completamento, il trailer che venne mostrato conteneva tutto ciò che poi ci siamo ritrovati nel prodotto finale, le idee alla base del progetto erano ben chiare fin dall’inizio, le quali si son man mano riviste ed espanse nei successivi trailer: un mondo dispotico, un cast di livello internazionale, una forte cura a determinati dettagli ed un utilizzo del Decima Engine “donato” a Kojima Producion dai Guerrilla Games per far crescere la sua creatura.

Delivery Simulator?

Partiamo subito dalla cosa più discussa e controversa del gioco. Il gioco è un simulatore di corrieri come viene spesso bollato? Beh, Death Stranding, forse più di qualsiasi altro gioco della gen appena trascorsa è un titolo che andrebbe provato di persona senza partire prevenuti. Molto spesso viene definito come un “titolo per pochi” e personalmente, specie dopo averlo finito e completato una notevole mole di compiti, non sono d’accordo con tale etichetta. Non è un gioco d’élite che solo pochi possono comprendere; Death Stranding è un gioco che è stato creato con una specifica idea del team e semplicemente si discosta in diverse caratteristiche dagli standard di open world proposti oggi. E’ un titolo che richiede sicuramente del tempo per ingranare e per molti questo potrebbe essere uno scoglio, difatti le prime ore potrebbero essere indigeste sia se da una parte non vi lasciate trasportare dalle cutscene, a mio avviso fondamentali e necessari per introdurre il mondo di gioco, sia se dall’altro lato vi aspettate un gameplay frenetico.

Sam Porter Bridges

Con le sembianze di Norman Reedus, Sam sarà il protagonista della nostra avventura per riunire l’America durante il suo lungo viaggio dall’estremo est fino all’estremo ovest.

Protagonista ma non unico. In parallelo a Sam, vi è il mondo di gioco al quale Kojima Production ha dato molta importanza nella realizzazione perché esso è parte integrante e si potrebbe addirittura sostenere esser fondamentale al gameplay stesso. Finita la parte introduttiva di cutscene, ci verrà esposto subito nei primissimi tutorial come per affrontare il viaggio dovremo essere pronti alle varie impervie che l’ambiente circostante riverserà su di noi; Sam ed ambiente vanno di pari passo e questo farà costantemente parte di ciò che faremo in quanto vi è stato un forte studio di questa costante mutua progressione. Per poter consegnare quanto richiesto dovremo ancora prima di partire studiare un’accurato bilanciamento dei pesi del nostro carico e ricordarci di portare sempre con noi quello che potrebbe servirci. Una volta consegnato quanto richiesto instaureremo un livello di fiducia con i destinatari che porterà a sbloccare nuovi equipaggiamenti, armi, mezzi ecc. ed inoltre sbloccheremo nuove consegne in nuove località progressivamente più impegnative da raggiungere.

Quindi se da un lato è possibile riassumere il gameplay come un semplice gioco di consegne dal punto A verso il punto B, sotto di esso c’è molto di più. La pianificazione nella scelta di missioni e relativa gestione del peso della merce da consegnare sono solo l’inizio. Studiare il terreno, specie nelle prime fasi ci aiuterà a capire quale sia la strada migliore da intraprendere. Maggiore sarà il carico come peso, soprattutto in altezza, che accumuleremo, maggiore sarà la difficoltà nel mantenere l’equilibrio che dovremo manualmente bilanciare con L2 o R2 in modo tempestivo per evitare di cadere rovinosamente a terra. Consegnando la merce in ottimo stato otterremo una valutazione maggiore finendo in un costante vortice di gioco/ricompensa ottimamente studiato. Ogni volta che raggiungeremo il limite sotto un aspetto, come ad esempio faticando nel portare merce di un certo peso, avremo a controbilanciare lo sblocco di nuove attrezzature o veicoli.

Social Strand System

Non siamo soli perché il gioco gode di una componente multiplayer online che, anche se non siete abbonati come il sottoscritto al Playstation Plus, vi garantisce di percorrere ed affrontare il viaggio assieme alla community. Non cooperando fisicamente come qualcuno potrebbe pensare, ma in modo del tutto asincrono. Il sistema è pensato per aiutare il giocatore ed a sua volta esser voi stessi gli aiutanti. Parte delle cose che sbloccheremo durante il mutuo progresso citato prima sono varie strutture di gioco; un piccolo esempio nonché una delle prime strutture creabili sono le scale. Bene, quelle scale create per poter oltrepassare un precipizio potranno esser usate dagli altri giocatori ed allo stesso tempo potreste trovarne voi in altri luoghi che vi permetteranno di fare altrettanto senza dover aggirare l’ostacolo, ad esempio.

Il gioco comunque bilancia questo sistema e non vi fornirà mai tutto a disposizione ovunque. E’ pensato e creato per mettere assieme giocatori con progressioni simili in modo da potersi aiutare a vicenda contribuendo a riconnettere l’America assieme.

Il mondo di gioco regala scorci molto vicini al fotorealismo

Decima Engine stellare quanto cast e soundtrack

L’utilizzo del motore di gioco made in Guerrilla nelle mani di Kojima Production è stato decisamente ben sfruttato. Graficamente il gioco risplende, il mondo di gioco è stato caratterizzato e disegnato in modo incredibile regalando scorci molto prossimi al fotorealismo. Incredibile poi il lavoro certosino rivolto anche alla trasposizione videoludica di tutto il cast; cast che viene poi altamente valorizzato durante le cutscene del gioco dove risuona forte la caratterizzazione dei personaggi che affronteremo durante l’avventura anche grazie ad una forte espressività dei volti, dono di un motion capture di gran livello. Tutte le cutscene sono semplicemente fantastiche nella cura, anche registica, per tutta la durata del gioco.

Lontani sono anche i tempi di MGS4 dove l’onnipresenza di cutscene spezzava molto il ritmo di gioco. Anche in questo caso molti giocatori potrebbero trovare il titolo sbilanciato perché in alcune fasi la componente di puri video è maggiormente concentrata ma personalmente l’ho trovata tutto sommato ben bilanciata nonostante tutto, ma soprattutto funzionale. Introdurre tutto l’immaginario che Kojima ha voluto mettere nel suo gioco richiede anche una componente consistente di cutscene. Inoltre, portando a termine il gioco tutto vi sarà chiaro ed otterrete le risposte senza parti raffazzonate o spiegate male. Per avere poi una visione completa (e perché no, anche per ripassare un po’ qualche passaggio della storia) avrete a disposizione una consistente quantità di documenti da poter leggere, magari quando state riposando alla base con Sam mettendo in sottofondo una delle diverse tracce musicali sbloccate dei sorprendenti Low Roar o Silent Poets. Alcuni di questi documenti potrebbero svelarvi interessantissimi retroscena e farvi capire meglio alcuni personaggi, la lettura non è fondamentale ma comunque consigliata.

Tante cose positive… non esenti da difetti

Se da un lato è decisamente notevole, soprattutto per le produzioni odierne, immettere sul mercato un titolo di tale portata in soli 3 anni, dall’altro lato questo probabilmente ha comportato anche alcuni difetti e superficialità realizzati.

All’inizio dicevamo come nel primissimo trailer tutto era già chiaro come idea base di gioco. E’ probabilmente nella sua espansione ed arrivando a concretizzarlo che qualcosa è venuto meno nella cura del lato ludico. Le fasi shooting si sono rivelate decisamente sottotono e pure i nemici umani che ci ostacoleranno in alcune occasioni del nostro cammino danno fortemente l’impressione di esser state un’aggiunta arrivata a sviluppo ben inoltrato e non godono affatto di un’intelligenza artificiale di alto livello.

Anche le boss fight, personalmente, le ho trovate troppo superficiali e quasi sbrigative quando invece il potenziale per creare qualcosa di migliore c’erano decisamente tutte.

Molto arcade, infine, il sistema di guida. Non da bocciare ma non ha ricevuto le attenzioni che sono state riposte invece alle animazioni di Sam restituendo un metodo di trasporto funzionale si, ma che ogni tanto potrebbe creare qualche grattacapo non del tutto dovuto al giocatore stesso, specie su alcuni terreni e pendenze.

Longevità

Solo per portare a termine il gioco vi serviranno circa 40 ore, il tutto a salire in base a quanto deciderete di dedicarvi alla creazione di infrastrutture, non propriamente del tutto secondarie essendo una parte integrante del titolo che vi aiuta notevolmente ad affrontare il mondo di gioco.

Se invece puntate a sviscerare il titolo sotto tutti i suoi aspetti, magari puntando al platino, potete tranquillamente aspettarvi una cifra di ore doppia, anche questa fortemente influenzata dal vostro modo di giocare. Non preoccupatevi perché tutto può essere completato anche dopo aver terminato la storia, quindi godetevi il viaggio senza dovervi sentire forzati a far qualcosa prima di portarlo a termine.

VOTO: 9

Piattaforme: pc, ps4
Death Stranding può sicuramente non piacere, ma questo vale per qualsiasi prodotto sul mercato. Non fatevi frenare dall’etichetta che si porta dietro e che molti giocatori gli hanno appiccicato addosso. Io stesso l'ho sempre rimandato per il timore di non digerire la formula e quindi il gioco stesso. Ma è solo provandolo che mi sono fortemente ricreduto sul titolo: mi ha catturato fin dalle prime cutscene e mi ha pure accompagnato lungo alcuni momenti più ”deboli” ma nonostante tutto ha saputo sempre attirarmi e mantenere in me la voglia di continuare; continuare verso Ovest, continuare ad aiutare gli altri giocatori, continuare ad effettuare consegne. Opera che ha diviso molto il pubblico ma decisamente autoriale con una forte impronta delle persone dietro ad esso. Provatelo e decidete voi stessi se fa per voi!

Pro

  • Colonna sonora fantastica
  • Decima Engine usato in modo egregio
  • Cast e recitazione di spessore, di rara qualità

Contro

  • Anche a livello massimo, poca sfida causa una IA appena sufficiente
  • Fasi shooting scialbe
  • Boss fight dal grosso potenziale purtroppo sprecato, deludenti