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Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise

Il ritorno dell'inusuale Francis York Morgan

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Dieci anni sono passati da quando Deadly Premonition si fece conoscere al pubblico, guadagnandone il favore nonostante i vistosi difetti. Un gioco unico nel suo genere, capace di vivere di un’atmosfera bizzarra e surreale ma afflitto da mancanze grottesche pad alla mano. Un prodotto divisivo, pieno di contraddizioni e che in fin dei conti o si ama o si odia. Per chi vi scrive però è ancora dolce il ricordo per le indagini di Francis York Morgan in quel di Greenvale, per la loro genuina eccentricità e l’inconfondibile ispirazione dal capolavoro televisivo di Lynch.

È con grande eccitazione dunque che ho accolto l’annuncio di Deadly Premonition 2: a Blessing in Disguise per Nintendo Switch. Neanche troppo una benedizione sotto mentite spoglie per il sottoscritto ma un piccolo miracolo videoludico, un ritorno ormai insperato. La curiosità era innegabile per quanto da raccontare avrebbe avuto ancora Hiretaka Suehiro, in arte Swery, il demiurgo di un mondo così affascinante, e per come l’esperienza del primo capitolo potesse averlo fatto maturare. Innegabile che problemi tecnici e di concetto su cui mettere mano non mancassero.

La trama di questo seguito si dipana tra il 2005 e il 2019 seguendo le macabre vicende della morte di una giovane nella fittizia cittadina di La Carrè in Louisiana. Ancora una volta, e prima dei fatti di Greenvale, l’inusuale agente dell’FBI si troverà in una vicenda dai risvolti raccapriccianti e ai confini della realtà per come la conosciamo. Un giallo in cui il paranormale entra a gamba tesa, anche con più forza rispetto al predecessore. La ricerca della verità passa dall’incubo e dal rapporto con forze soprannaturali. L’indagine razionale si fa superstizione, misticismo ed eco di un sentimento tribale, pagano, radicato nella Louisiana di Swery. Non c’è soluzione di continuità tra la follia della rivelazione esoterica e l’attività di polizia. Un linguaggio e un mondo noto solo al nostro protagonista. In questo rientra a pieno diritto la fiera del non-sense a schermo, tra personaggi pure macchiette e attività di dubbia utilità o semplicemente incomprensibili da un punto di vista logico ma fondamentali per arrivare al bandolo della matassa.

Dove Deadly Premonition 2 riesce meglio è proprio nell’abbandonarsi tra il grottesco e il drammatico a situazioni che finirebbero per apparire come sgraziate e fuori posto in qualsiasi altro videogioco. Invece qui non solo stranezze e scelte discutibili trovano posto ma valgono il prezzo del biglietto da sole e reggono un gioco che a livello contenutistico appare sciatto e tristemente povero di idee.

La storia dunque si lascia seguire pur non essendo indimenticabile, è avvincente e ben scritta tutto sommato, a patto di non disdegnare le facilonerie di cui sopra e di apprezzarne la stesura sopra le righe. Alcuni protagonisti avrebbero meritato un approfondimento migliore o ancora si sarebbe potuto osare di più giocando con le aspettative del giocatore ma, al netto di elementi pretestuosi, è senz’altro promossa. Va detto anche a onor del vero che l’elemento sorpresa è difficile da preservare in un seguito legato in modo così viscerale al primo titolo.

La struttura di gioco ricalca quella già collaudata, un free roaming casereccio, alla buona, con fasi da sparatutto in terza persona rudimentali. Se già non brillava la realizzazione dieci anni fa è sconfortante notare che le lancette sembrano essersi fermate ad allora per alcuni aspetti mentre per altri addirittura il risultato sia persino peggiore di quello di partenza.

Andando con ordine, la città di La Carrè è un’enorme delusione. Non solo pecca completamente di qualsivoglia attività fatta eccezione per tre mini-giochi di dubbio gusto ma è terribilmente anonima. Il disastroso comparto tecnico non aiuta e contribuisce a fare di quella che doveva essere la protagonista della vicenda un reticolo di strade che si assomigliano tutte fra loro, senz’anima o luoghi d’interesse. La Carrè è un pugno in un occhio e non rende giustizia allo studio e all’attenzione verso i luoghi di riferimento, che pur emerge da dialoghi e descrizioni. Fa più danni che altro e finisce per minare la credibilità e atmosfera dell’avventura.

La realizzazione tecnica del titolo è a dir poco scadente

È poi spiacevole notare che attività ed elementi presenti in passato e quasi dati per scontati non siano stati riproposti, per esempio la possibilità di avere più abiti. Salvo una missione secondaria ben riuscita le restanti sono fetch quest pigre, le missioni ottenibili dal comando di polizia sono ancor più misere. Una carneficina di animali per ricompense risibili, richieste sempre uguali e i corridoi di una città immaginaria senza arte né parte su cui sfrecciare a bordo di uno skate a non troppi frame al secondo. Una enorme occasione mancata perché proprio le attività di contorno erano state la fortuna del predecessore e occasione di caratterizzazione. Proprio attraverso queste si realizzava quella magica immersione in un’ambiente malato. Greenvale pur con le sue brutture tecniche sembrava vera proprio per la cura con cui si era dato vita ai suoi luoghi e personaggi. Qui tutto questo manca terribilmente, minando il coinvolgimento.

Sospensione dell’incredulità che non è aiutata dal comparto tecnico, semplicemente disastroso. Tra le magagne più evidenti un frame rate singhiozzante a dir poco ma basta un rapido sguardo a Deadly Premonition 2 in generale per rendersi conto di una situazione patologica sotto questo aspetto. È evidente che avrebbe avuto bisogno di ben altro tempo e risorse prima del rilascio. Tante, troppe storture su cui non è possibile sorvolare.

Il cuore dell’esperienza potrebbero dirsi le fasi più votate all’azione, nelle quali a colpi di pistola si disossa la tragica verità del caso e l’assolata Louisiana mostra il suo volto più raccapricciante e oscuro. Un viaggio in quello che viene chiamato ”altro mondo”. Purtroppo l’adrenalina e incertezza per queste sezioni viene ben presto meno. Inizialmente intrigano perché occasione per eccellenza per dar forma all’incubo ancestrale di cui quest’opera vive, oltreché costituire una modalità interessante di racconto per le vicende. Quando ci si rende conto del fatto che vi sia un riciclo pressoché totale da scenari, dai nemici sino ai boss, è inevitabile riconsiderarle in negativo. Una maggior ambizione, piuttosto che una spinta decisamente più marcata verso l’horror probabilmente avrebbero aiutato. Tra l’altro parliamo comunque di situazioni che non offrono praticamente nessuna sfida. Al di là di nemici piuttosto innocui, cure mediche e proiettili abbondano. Ben presto dunque ci si trova anestetizzati alla tensione del momento. Soltanto una menzione per la possibilità di personalizzazione del protagonista mediante amuleti, bambole. Un tocco opzionale ma pur sempre gradito. Anche se con rammarico si deve constatare che il gioco non tiene conto di certe modifiche tra un capitolo e l’altro, vanificando per esempio gli sforzi di far crescere una barba virtuale dignitosa al nostro alter ego.

E proprio in capitoli è divisa quest’avventura che si alterna tra presente e passato. Rigiocabili anche singolarmente e conclusi da una valutazione rispetto alle prestazioni. La durata complessiva è senz’altro buona, si parla di una ventina d’ore circa dal discreto ritmo, non sempre forsennato, che batte il tempo della vita in una placida e terribilmente scialba cittadina di provincia nel profondo sud statunitense.

VOTO: 6,5

Piattaforme: switch
In definitiva, non è semplice tirare le somme. L'ultima fatica di Swery e l'atteso ritorno del suo personaggio simbolo sono carichi di contraddizioni. Chi ha apprezzato il primo capitolo troverà in questo seguito, se non materiale di culto, almeno freschezza narrativa e quel piglio particolare tutto del suo autore. Purtroppo vuoi per mancanza di idee, vuoi per le limitate risorse, è chiaro che il gioco avrebbe beneficiato di attenzioni maggiori. Deadly Premonition 2 però va fiero delle sue incertezze, non le nasconde. Se ne frega di tutto e si offre per quello che è: un'esperienza unica che è più della somma delle singole parti.

Pro

  • Follia, stranezze e il filo sottile tra il drammatico e il trash ne fanno un gioco unico nel suo genere
  • Universo narrativo sempre affascinante e trattato con rispetto

Contro

  • Pad alla mano poche idee
  • Comparto tecnico improponibile
  • Città esplorabile senz'anima