Dead Cells

Rouge-vania mortale

A cura di Gamesforum - 26 Dicembre 2019 - 15:14

Autore della recensione: Daisuke

Dead Cells è un videogioco del genere rogue-like a scorrimento orizzontale in 2D, con componenti da metroidvania, sviluppato da Motion Twin. È stato pubblicato per Microsoft Windows, macOS, Linux, Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One il 7 agosto 2018.

Un rogue-vania… alla Miyazaki!

La trama di Dead Cells è minimalista, poiché dà solo alcune informazioni al giocatore. In generale il gioco ha luogo su un’isola senza nome, dove il personaggio guidato dal giocatore è indicato come il Prigioniero: un umanoide con una sorta di fiamma al posto della testa. Il Prigioniero, protagonista silenzioso, occasionalmente mostrerà alcuni tratti della sua eccentrica e menefreghista personalità.

Grafica e sonoro

Dead Cells sfoggia una pixel art davvero raffinata con giochi di luce notevoli, scenari vari nella loro direzione artistica, animazioni fluide e… cosa si vuole di più? Ancora un volta gli sviluppatori indie hanno dimostrato quanto la pixel art non sia solo ed esclusivamente una via economica di rappresentazione visiva di un videogioco, ma che sia anche e semplicemente uno stile visivo, come lo è il cell-shading o il comune impianto realistico.
Il sonoro è di buona qualità: la colonna sonora accompagna abbastanza bene l’incedere del giocatore nelle varie sezioni nonostante, tranne in pochissime occasioni, l’accompagnamento non risulterà mai davvero memorabile. La cosa può anche essere una scelta voluta e in fin dei conti sensata, non annoiare le orecchie del giocatore “costretto” più volte a ripetere le stesse sezioni di gioco, ma si poteva fare decisamente di più su questo fronte.

Dead Cells

Gameplay

Dead Cells è descritto come un “rogue-vania“, una combinazione di rogue-like (giochi basati su una generazione procedurale della propria struttura di gioco) e metroidvania (giochi basati fortemente su power-up permanenti e backtracking). Il giocatore è chiamato quindi ad esplorare una serie di dungeon e combattare le creature poste all’interno, raccogliere armi, armature, abilità, potenziamenti e denaro. Alcuni dei nemici abbandonano anche delle celle quando sconfitti, che possono essere utilizzate per ottenere potenziamenti permanenti oppure nuovi oggetti che possono essere acquistati o trovati nelle partite successive. Queste celle possono essere spese solo alla fine di una sezione del dungeon; se un giocatore muore prima di allora, perde tutte le cellule raccolte, in perfetto stile rogue-like (morte permanente). Il gameplay di base è, pad alla mano, molto soddisfacente con un input lag inesistente, Combat System veloce e frenetico con una spiccata propensione allo speedrunnig: più nemici sconfiggi, più il personaggio aumenterà la sua velocità di movimento e attacco. Nella sua struttura procedurale però Dead Cells, mostra dei difetti. Le armi, le mutazioni ed i nemici non sono di certo pochi… ma non sono abbastanza per compensare la ripetitività di base del genere. La situazione è migliorata grazie al supporto degli sviluppatori e migliorerà ancora con i prossimi contenuti aggiuntivi (a pagamento e non) ma con un maggior numero totale di armi base già disponibili al giocatore, un maggior numero di boss, una miglior gestione dell’economia di gioco e una maggiore varietà di level design e soluzioni di gioco più complesse già dal rilascio il titolo sarebbe stato di ben altra caratura.
Altro difetto sulla quale bisogna soffermarsi è la curva di difficoltà: troppo permissiva nella run base a normale. Il gioco propone però varie difficoltà sbloccabili dopo aver battuto il boss finale e ottenuta la sua cellula. Il concetto è quindi: battere il boss finale a normale —> Prendere la sua cellula —> Battere il boss finale con la nuova difficoltà —> Prendere la sua cellula e così via. Quindi, essendo che la difficoltà sbloccabile con la prima cellula boss è tarata verso l’alto, sarà consigliabile “prepararsi” sbloccando armi qualitativamente superiori, pozioni e quant’altro facendo più volte la run a normale. Quindi questo dover ripetere run con una difficoltà molto permissiva può scoraggiare chi cerca stimoli più incisivi.

Longevità

Il gioco ha un ottima longevità, anche grazie alle varie aggiunte gratuite da parte degli sviluppatori. Il filone principale, inteso come percorso che va dall’inizio fino al boss finale senza contare esplorazione di biomi secondari e ricerca delle rune permanenti e altri segreti, ha una durata che va dalle 10 alle 15 ore a seconda dell’esperienza del giocatore con il genere. Se invece si è completisti la durata può tranquillamente superare le 50 ore in scioltezza.
+ Ottima pixel art
+ Gameplay di base solido
+ Molti contenuti pubblicati e in arrivo
- OST poco incisiva
- Proceduralità meno complessa e profonda del previsto
- Ripetitività di base non compensata del tutto dalle variabili di gioco
- Difficoltà iniziale troppo permissiva

8.0

Dead Cells è sicuramente un titolo consigliato, un bellissimo rogue-vania, divertente e bello da vedere. Solido nel Combat System e pieno di contenuti. Con una maggiore attenzione (che avverrà con i prossimi aggiornamenti) nella sua proceduralità, il titolo potrebbe diventare uno tra gli indie più riusciti degli ultimi anni.



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