Darksiders Genesis

Divide et impera

A cura di Gamesforum - 31 Marzo 2020 - 11:33

Autore della recensione: Doc E.Brown

La saga di Darksiders sta vivendo in questi anni la sua seconda opportunità. Dopo due ottimi capitoli, la bancarotta di THQ sembrava aver funestato il futuro della serie. Fortunatamente la licenza del brand venne salvata dall’acquisizione ad opera di Nordic Games divenuta successivamente THQ Nordic. La serie è stata quindi fortemente riesumata con ben due titoli a distanza di poco più di un anno. Con Darksiders 3, la serie ha ripreso le redini della narrazione principale, proponendo un titolo che ha abbandonato l’impostazione ludica dei predecessori in favore di un ibrido che strizzava l’occhio al soulslike. Sebbene incoraggiante e gradevole, il titolo peccava di una realizzazione tecnica lacunosa e deficitaria.

Nonostante i suoi limiti, Darksiders 3 ha rappresentato un buon successo per THQ Nordic, incoraggiandola verso il futuro (soprattutto commerciale) della serie, al punto da riprovarci a distanza ravvicinata con Darksiders Genesis, affidato alle mani di Airship Syndicate, studio composto da vecchi membri della defunta Vigil Games responsabile dei primi capitoli del brand. In questo nuovo capitolo, il player vestirà i panni dei cavalieri Guerra e Conflitto in una storia antecedente ai fatti narrati finora dalla serie: incaricati dall’Arso Consiglio di indagare sui misfatti di Lucifero, i due fratelli si troveranno ben presto alla prese con un complotto demoniaco teso a minare le fondamenta stesse dell’Equilibrio. La trama offre un nuovo tassello nella lore della serie, andando a raccontare antefatti interessanti e dando un affresco del rapporto tra Guerra e l’inedito Conflitto.

Darksiders Genesis

Sebbene la trama non riservi grosse sorprese e la narrativa risulti piatta, il gioco riesce comunque a coinvolgere degnamente il player fino alla scena post-credit. Il gioco, diversamente dai predecessori, adotta una inquadratura isometrica alla Diablo con un gameplay action/adventure di natura hack&slash che torna a strizzare l’occhio all’equilibrio di azione, esplorazione, enigmi ed avventura che ha contraddistinto i primi due capitoli della serie. Affrontando i diciassette livelli di cui è composto il gioco, il player potrà alternare dinamicamente Guerra e Conflitto, ognuno contraddistinto da un proprio personale playstyle e ramo di abilità, per avere la meglio sulle orde demoniache e per superare gli ostacoli sul loro cammino. Mentre il lento Guerra si affiderà alla rocciosa difesa ed alla sua fedele spada per seminare morte, Conflitto preferirà un approccio più distanziato grazie alle sue bocche da fuoco ed alla sua incredibile agilità.

Sebbene si possa storcere il naso davanti alla rivoluzione effettuata col cambio di inquadratura, Darksiders Genesis riesce ad avere un equilibrio pressoché perfetto tra le sue varie componenti ed offre scontri frenetici ed incredibilmente tattici, altrimenti impossibili da gestire con una classica inquadratura alle spalle del protagonista. L’insperata varietà del gameplay risulta ulteriormente arricchita dal sistema di progressione dei due protagonisti, che arricchisce il titolo con una interessante componente RPG. Sconfiggendo ogni classe di nemici si potranno ottenerne le relative sfere. Tali sfere, ognuna con un proprio potenziale Perk, dovranno essere inserite in una scacchiera visivamente simile alla sferografia resa celebre da Final Fantasy X. Tali sfere, a seconda della posizione sulla scacchiera, potranno rilasciare i loro effetti benefici nei protagonisti ed eventualmente, accrescere il loro potenziale aumentandone il livello perseverando nell’operazione di raccolta.

Darksiders Genesis

E’ un sistema semplice ed efficace che permette una ottima personalizzazione dell’esperienza ludica. Non siamo di fronte alla possibilità di costruire vere e proprie build, bensì di poter incidere verso una maggiore efficacia su determinati playstyle ed abilità, in ragione delle tattiche preferite dal player. Dopo ogni missione, i cavalieri potranno riposare nel Vuoto in compagnia del sempre presente Vulgrim, il quale potrà offrire ulteriori possibilità di potenziamenti, oppure cimentarsi nelle Arene, dove si verrà premiati con ricchi regali laddove si riesca ad annientare ogni orda demoniaca proposta.

Stilisticamente, il gioco risulta in continuità con il design reso famoso da Joe Madureira. La scelta della visuale isometrica, seppur saggia ai fini del gameplay, pesa purtroppo proprio sulla possibilità di ammirare i dettagli dei modelli poligonali dei personaggi e dei nemici. A livello tecnico, il gioco palesa un budget chiaramente ridotto rispetto ai capitoli principali, lasciando il fianco scoperto ad occasionali rallentamenti nei momenti più concitati. Non si tratta tuttavia di un qualcosa che possa incidere sulla godibilità del titolo. La colonna sonora accompagna in maniera puntuale e precisa l’incedere dei cavalieri nella loro avventura, grazie a motivi orecchiabili e adatti al ritmo dell’azione a schermo.

Notevole la longevità. Nonostante si tratti di un titolo budget, il gioco può tenere impegnati fino a trenta ore per il 100%, che possono ulteriormente salire in caso si punti alla raccolta di ogni trofeo/achievements. 

+ Scelte di game design intelligenti e misurate
+ Formula ludica varia e divertente
+ Ottima longevità
- Alcuni singhiozzi tecnici
- La narrativa è abbastanza piatta, anche a causa di una trama sostanzialmente senza grosse sorprese.

8.0

Darksiders Genesis è il Darksiders che non ti aspetti. Se inizialmente si poteva temere in una mera operazione di marketing, gli Airship Syndicate riprendono in mano la propria creatura infondendo un gran quantitativo di idee in un titolo furioso e divertente. Non solo la nuova formula ludica risulta frutto di una oculata scelta di game design, ma riesce ad avvicinarsi nuovamente e con potenza all’equilibrio e alle atmosfere che hanno lanciato la saga nel lontano 2010 con il primo Darksiders. La natura budget e la fortissima longevità rendono Genesis un acquisto obbligato per gli appassionati della saga e per gli amanti degli action/adventure, anche e soprattutto per coloro che sono rimasti con un po’ di amaro in bocca dopo Darksiders 3.




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