Damsel

Damsel avrà la meglio sui vampiri?

A cura di Forum Spaziogames - 3 Settembre 2019 - 16:36

Autore della recensione: Gaucho Pilgrim

In un’epoca in cui ancora non esisteva la terza dimensione ed il gameplay era sufficiente a far gridare al capolavoro, fecero scuola titoli che avevano come uno dei loro punti forti un sapiente mix tra platform a due dimensioni e action/sparatutto. Due grandi capostipiti, entrati di diritto nell’Olimpo dei videogiochi meritandosi, negli anni, il diritto di dare battesimo ad un nuovo genere, quello dei Metroidvania, sono stati nel tempo fonte di ispirazione su tutti i fronti, che sia per l’ambientazione, per il gameplay o per il level design. Oggi, con la diffusione di studi di sviluppo indipendenti, questo genere assiste ad una seconda rinascita, essendo il più sfruttato (o sdoganato?) dagli sviluppatori con tanta fantasia e poche risorse. Damsel rientra perfettamente in questa categoria, alternando grandi trovate a soluzioni poco condivisibili.

Damsel l’ammazzavampiri

Nelle prime rientra senz’altro lo stile grafico utilizzato. La protagonista, dal cui nome il gioco trae il titolo, si presenta con un aspetto dark che preannuncia il design scelto dagli sviluppatori, quello di un fumetto dai toni maturi che non tradisce il tema trattato, ovvero la caccia ai vampiri. La nostra Damsel, armata di tutto punto, dovrà attraversare un’area dopo l’altra facendo fuori i “Mort” che le si pareranno davanti, di pericolosità differente in base alla stazza e alle armi che possono impugnare, per ostacolarla nel raggiungimento dei suoi obiettivi. I nemici, così come la protagonista, possiedono delle icone a forma a di cuore ad indicare la salute totale o quella rimasta, che corrisponde ad un valore maggiore quanto maggiore sarà la loro forza.

Esaurire tutti i cuori di Damsel porterà al game over, sebbene il numero di vite sia legato alla difficoltà e la modalità di gioco selezionata.

All’interno delle aree, oltre ai nemici da eliminare, sono presenti brevissime variazioni sul tema come, tra gli altri, teschi fantasma da collezionare, ostaggi da salvare, bombe da disinnescare e sensori da disattivare. Ciascun livello verrà superato in base al raggiungimento di una richiesta, differente da missione a missione: di volta in volta, infatti, toccherà fare fuori un tot di vampiri, oppure distruggere una certa quantità di telecamere, o salvare un certo numero di ostaggi, e così via. Questi elementi sono presenti in linea di massima in ogni missione e la loro interazione da parte del giocatore arriva ad incrementare il punteggio totale del livello, utile per le classifiche online.

Se il gameplay basato su salti, scatti, attacchi a distanza e attacchi melee funziona alla perfezione, con un’ottima fluidità e una precisione apprezzabile (pur mancando la possibilità di far fuoco in diagonale), la scelta di strutturare il gioco in livelli si rivela come la più classica delle armi a doppio taglio.

Da un lato, infatti, le possibilità di monitorare il tempo di completamento e accumulare punteggio per ogni zona ne incrementano moltissimo la rigiocabilità, donando a Damsel un’anima arcade che fa della possibilità di scalare le classifiche online un ottimo incentivo per migliorarsi; il rovescio della medaglia, però, è un level design che, per quanto quasi sempre ben sviluppato e adatto alle fasi action, finisce per essere ripetitivo a lungo andare, con i livelli che vengono spesso riproposti praticamente identici, man mano sempre più ampi e ingarbugliati ma comunque irrimediabilmente troppo corti.

Un fumetto non troppo semplice da giocare o un gioco non troppo semplice da leggere?

Il fumetto è anche filo conduttore della modalità campagna: suddivisa in tre episodi, ciascuna si presenta al giocatore come la copertina di un fumetto; i filmati di intermezzo tra una missione e l’altra non sono altro che vignette di pregevole fattura, con i dialoghi raccolti nei balloon come buona abitudine del media. L’impegno di raccontare le avventure di Damsel e la sua combriccola si vede ed è da elogiare. D’altro canto, però, la trama è appena abbozzata e resta sempre fine a sé stessa. Tutto quello che si ricava è la minaccia dei Mort, che si servono degli umani per placare la loro sete di sangue (nel vero senso della parola), e il compito dei nostri, che è quello di ricorrere ad ogni mezzo per fermarli.

Lo stile fumettoso si rivede nell’estetica dei livelli, con un’ambientazione e un’illuminazione tetra che fa fede alla natura dei nemici, e alle movenze dei personaggi, dotati di svariate animazioni tutte discretamente riuscite (tra cui spicca quella visualizzata sconfiggendo i nemici: essi scompaiono bruciando, in un turbinio di fumo e fiamme, che in pochi istanti si affievolisce e si dirada). Tutte queste caratteristiche contribuiscono ad un aspetto grafico fresco e moderno che si mantiene sempre apprezzabile, arricchite da una soundtrack ed effetti sonori nella media ma mai fuori tono.

Damsel è in grado di offrire una sfida accattivante, tranne in alcune situazioni che vedono troppi elementi concentrati in spazi ristretti, rendendo l’azione poco leggibile e a volte frustrante. La scelta di costellare i livelli di elementi quali i già citati ostaggi da salvare o le bombe da disinnescare, poi, non sempre è condivisibile: a tratti, questi momenti hanno il pregio di rendere il gioco ragionato e strategico, dato che occorre ben osservare la situazione prima di buttarsi nella mischia, ma tutto ciò cozza terribilmente con l’immediatezza e la dinamicità che trasuda da ogni pixel di questo gioco. Proprio uno di questi aspetti potrebbe rendere abbastanza frequente incappare nel game over: ad esempio, una minima svista potrebbe portare, da parte del giocatore, all’assassinio di uno degli ostaggi sparsi per il livello, dal momento che è sufficiente un colpo per farli fuori, causando istantaneamente la fine della partita.

Completano questa visione d’insieme un’approccio fin troppo trial and error nelle fasi avanzate del gioco e una situazione abbastanza fastidiosa che riguarda i proiettili dei Mort, che spesso partono al di fuori della schermata di gioco, cosa che rende molto difficile evitarli. Quando vanno a segno, poi, questi colpi tendono a scaraventare la protagonista in maniera imprevedibile e lontano dall’azione, limitandosi nel migliore dei casi a spezzare il ritmo di gioco e avendo come conseguenza nel peggiore dei casi quella di spedire la protagonista addosso ai nemici o agli ostacoli che la feriscono.

Nonostante il level design si faccia via via sempre più sviluppato, raggiungendo l’apice nel terzo episodio, con aree labirintiche e vicoli ciechi, questi difetti scoraggiano l’esplorazione, a meno che non si abbia l’intenzione di rischiare la morte (e di dover quindi ricominciare il livello) solo per portare a casa un punteggio maggiore. E’ consigliabile, in ogni caso, selezionare la difficoltà più semplice, nella quale Damsel non può morire: questo fattore riduce di molto il senso di sfida del titolo, ma riduce allo stesso tempo il senso di frustrazione dovuto a morti impreviste e imprevedibili. Dopotutto, la difficoltà selezionata non inficia minimamente il punteggio ottenuto nel gioco raggranellando bonus e collezionabili.

Vapore e interruttore

La conversione per Switch è ben riuscita, senza problemi di sorta, e mantiene la stessa fluidità e qualità grafica sia in modalità tv che portatile. Vibrazione e touch screen non sono al momento supportati, per quanto non aggiungerebbero nulla all’esperienza di gioco. I tempi di caricamento sono molto brevi e rendono giustizia all’immediatezza del titolo, adatto a partite mordi e fuggi, sia che si scelga di tentare la modalità Campagna (gli intermezzi fumetto non possono essere istantaneamente saltati ma durano molto poco), sia che si scelga una delle altre modalità, tra cui spicca la modalità Arcade, in cui viene proposto al giocatore di affrontare il maggior numero di livelli possibile con tre vite a disposizione. Completa il parco delle modalità quella nominata “Damsel Dash”, che consiste in sfide settimanali basate sui migliori punteggi ottenuti. Anche la modalità Campagna permette, con un tempo o un punteggio esemplare, di venire inseriti nelle classifiche online.

+ Divertente nel gameplay
+ Buona conversione per Switch
- Comparto audio migliorabile
- Longevità non eccelsa

6.5

Damsel è un titolo che si lascia giocare, fresco ed istintivo per certi aspetti, limitato ed inconcludente per altri. Dedicato ai fan del genere platform/sparatutto a cui piace superarsi in partite al volo, ma non consigliato a tutti: per quanto appagante possa presentarsi l’esperienza di gioco, con lo scorrere dei livelli vengono fuori tutti i limiti del titolo, con la frustrazione che deriva da situazioni trial and error e l’estrema ripetitività. Considerando, poi, il prezzo a cui è lanciato, non è un investimento da suggerire ad occhi chiusi.




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