Command & Conquer Remastered Collection

Se vuoi la guerra preparati ad una remastered

A cura di GamesForum - 17 Giugno 2020 - 18:08

Autore della recensione: Crimson King

Anno Domini 1995. Avevo appena iniziato le scuole medie. Le serie si chiamavano ancora telefilm e quella che andava per la maggiore sui tubi catodici italiani era X-Files. Psicologhe cercavano la notorietà nazionale scrivendo articoli sulla pericolosità di Sailor Moon e dei Tamagotchi, mentre illustri sconosciuti di nome Matteo compravano vocali alla Ruota della Fortuna. I videogiochi per PC si vendevano ancora in grossi scatoloni presso negozi che non erano legati a catene multinazionali, e l’informazione video-ludica esisteva solo in forma cartacea, su magazine che allegavano demo e shareware.

Proprio grazie a una di quelle riviste provai la nuova opera di quel Westwood Studio che aveva prodotto Dune II, un gioco ricco di idee originali, e che tutt’ora è considerato il primo esponente degli strategici in tempo reale: Command & Conquer, questo era il titolo dell’ultimo lavoro dei developer statunitensi. Questa volta, non più legato alla licenza del romanzo di fantascienza di Frank Herbert, il team di Las Vegas inventò un universo futuristico in cui la Terra era stata contaminata da un misterioso cristallo di nome Tiberium, un minerale estremamente tossico, ma che era allo stesso tempo fonte di enormi ricchezze. Le tensioni per il controllo del Tiberium avevano portato allo scoppio di una guerra mondiale, che vedeva schierati da una parte un’alleanza creata dalle nazioni unite, la Global Defense Initiative o GDI, e dall’altra la Confraternita Nod. Questo gruppo semi-terroristico era guidato da Kane, il guru che per primo aveva iniziato ad indagare sul Tiberium affermando che la misteriosa sostanza avrebbe portato l’umanità ad un nuovo stadio di evoluzione.

Il gameplay era ben articolato nella sua semplicità ed immediatezza: si potevano intraprendere due campagne, una guidando la GDI e una i Nod, divise in una serie di missioni in cui avremmo dovuto costruire una base e delle unità militari con le quali eradicare il nemico. Ogni fazione aveva degli edifici e dei mezzi bellici esclusivi, e la loro produzione era finanziata dalla raccolta del Tiberium. Mentre i GDI facevano più affidamento su attacchi strategici in vasta scala, i Nod avevano dalla loro un costo minore per le unità che consentiva loro la costituzione di eserciti di maggiore grandezza rispetto alla controparte. La sopraffazione del nemico si giocava quindi su un sistema di forza e debolezza sullo stile di sasso-carta-forbice, in cui stava al giocatore produrre l’unità adatta a sfruttare i punti deboli del nemico, stando ovviamente attento alle sue contromosse.

Command & Conquer Remastered Collection

L’anno dopo, nel 1996, Westwood presentò Red Alert, un prequel che ebbe così tanto successo da garantirgli una saga a sé stante. Ambientato in una versione alternativa degli anni ’40 del secolo scorso, Red Alert vedeva il professor Albert Einstein realizzare una macchina del tempo volta ad alterare gli eventi della Seconda Guerra Mondiale così come la conosciamo. Giunto in Germania il 20 dicembre del 1924, giorno della scarcerazione di Hitler dalla prigione di Landsberg, Einstein stringe la mano del futuro dittatore, causando un paradosso temporale che rimuove dalla Storia colui che diverrà il Führer. Ma non tutto va secondo i piani dello scienziato tedesco, il quale non riesce ad evitare lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Nel vuoto di potere che lascia il Terzo Reich si inserisce l’Unione Sovietica guidata da Iosif Stalin, che invade la Cina e alcuni territori dell’Europa Orientale. Di conseguenza, le Forze Alleate formate da Stati Uniti, Gran Bretagna e dalle altre nazioni europee ancora libere reagiscono, e danno il via ad azioni di guerriglia volte porre termine all’espansione sovietica e a sconfiggere Stalin.

Un restauro a regola d’arte bellica

Oggi, a distanza di 25 anni dall’uscita di questi titoli storici, i fan di allora non possono non guardare con gli occhi lucidi all’uscita di questa Command & Conquer Remastered Collection, che fa della nostalgia la propria raison d’être. Abbiamo persino una schermata di installazione posticcia, nella quale saremo accolti dalla voce familiare di EVA, l’intelligenza artificiale che ci funge da assistente durante le campagne, e dal logo degli ormai defunti Westwood Studio; al termine del processo di caricamento poi gli asset evolveranno in risoluzioni inimmaginabili del lontano 1995, dando poi il via ai filmati FMV che sono il marchio di fabbrica della saga. E siamo pronti a tornare alle armi!

Una volta tornati sul campo di battaglia è come andare in bicicletta: i comandi sono gli stessi di un tempo, le nostre care vecchie unità ripetono ossessivamente le stesse quattro righe di doppiaggio a loro dedicate, ma tutto il comparto tecnico è stato restaurato splendidamente dalla nuova grafica all’audio rimasterizzato per l’occasione. Insomma, Command & Conquer è un arzillo vecchietto vestito con l’abito delle feste. Questo era l’obiettivo della Petroglyph Games, lo studio formato da alcuni membri redivivi della Westwood che ha avuto l’onere di rimasterizzare Tiberian Dawn e Red Alert: regalare ai videogiocatori un’esperienza che sia visivamente nuova, mantenendo al contempo lo stesso gameplay del suo archetipo. E l’obiettivo è stato raggiunto a pieni voti. Rimangono purtroppo i “difetti di fabbrica” del tempo, come un atroce pathfinding che troppo spesso porterà le vostre truppe a scegliere dei percorsi che cozzano con i vostri ordini esponendole involontariamente al fuoco nemico, e un’intelligenza artificiale che tende a farsi qualche sonnellino di troppo. Da segnalare inoltre che sono pienamente supportati i 4k e i 120fps, ma non le risoluzioni ultrawide.

Command & Conquer Remastered Collection

Se volessimo però abbandonarci totalmente alla nostalgia, ci basterà premere la barra spaziatrice ed ecco che torneremo alla grafica pixellosa degli anni 90. Come se non bastasse, sono state rese disponibili una serie di opzioni mirate a svecchiare il gameplay di C&C, come il key binding, la velocità di gioco, una nuova meccanica per le costruzioni in coda ed altro ancora. Inoltre, per chi decidesse di acquistare il gioco su Steam, c’è il pieno supporto al Workshop, e l’utenza si sta già dando un gran da fare nello sviluppo delle mod.

Sfortunatamente a sentire il maggior peso degli anni trascorsi sono proprio i pittoreschi filmati FMV, che soffrono della conversione in alta risoluzione risultando slavatissimi. Un difetto di poco conto, se pensiamo che una gradita e divertente aggiunta sono proprio i dietro le quinte dei video da sbloccare al termine di ogni missione, con la mitica recitazione da film d’azione americano di serie C degli attori che hanno dato vita ai vari Kane, Sheppard, Einstein e Stalin.

La colonna sonora metal composta da Frank Klepacki e dalla sua band, i Tiberian Sons, è stata rimasterizzata in modo impeccabile, e comprende sia una selezione di nuovi brani che le versioni originali delle musiche. Inutile dire che sentire rimbombare nelle casse la potentissima Hell March, tema di Red Alert nonché inno nazionale di tutti i giochi strategici di ogni era e luogo, non ha prezzo e gasa tantissimo. È anche presente un’opzione Jukebox che consente di creare una propria playlist dalla colonna sonora dei giochi da far suonare durante le missioni della campagna.

In conclusione, Command & Conquer Remastered Collection è l’epitome di come di come dovrebbe essere sviluppato il restauro di un gioco. Grazie alla libertà che i Petroglyph hanno lasciato al giocatore tramite un’esperienza completamente personalizzabile ognuno può scegliere se imbarcarsi in un viaggio guidato dalla nostalgia o se svecchiare la propria esperienza con una grafica ripulita e un gameplay rimodernato. Parliamo ad ogni modo di un prodotto indirizzato principalmente ai fan del tempo e agli appassionati di storia dei videogiochi, ma anche i curiosi, per la modica cifra di 20 euro, potranno scoprire due pietre miliari degli strategici in tempo reale.

+ Remastered impeccabile
+ Longevità elevata
+ Colonna sonora da paura
+ Esperienza personalizzabile
- I filmati FMV soffrono l’upscaling
- Permangono gli storici difetti del pathfinding e dell’IA carente

8.5

Command & Conquer Remastered Collection riesce nel suo intento di dare nuova linfa vitale a due titoli che dovrebbero avere le immagini delle loro copertine scolpite nel Monte Rushmore dei videogiochi. Non si può negare che il loro gameplay possa risultare vetusto per i nuovi giocatori, ma l’esperienza completamente customizzabile che ci hanno regalato i Petroglyph Games rende questa collection un prodotto di grande qualità. E ora non ci resta che attendere Tiberian Sun e Red Alert 2…




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