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Cloudpunk + City of Ghosts

Cyber Aspettativa

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Era un caldo giugno del 2018 quando i CD Projekt Red mostravano durante l’E3 il trailer ufficiale di Cyberpunk 2077, solidificando l’immaginario da loro pensato e facendo crescere l’hype attorno al loro gioco, che pareva avrebbe potuto rivoluzionare il genere open world/rpg.

La comunità di giocatori però si è fortemente divisa riguardo alla presentazione di Cyberpunk 2077, che alludeva ad una interpretazione troppo soleggiata e forse comica dell’universo Cyberpunk, deridendo la visione dello studio polacco, ritenuta d’alcuni troppo distante dall’immaginario collettivo della corrente narrativa e dai toni del board game da cui è stata tratta l’opera.

Il Cyberpunk ha visto la sua prima sagomatura tra le pagine del fumetto inglese 2000 AD, edito in quegli anni da IPC Magazines, grazie alle strisce comiche di Judge Dredd, personaggio che durante gli anni 80 nel passaggio al suolo americano avrebbe ricevuto una sua collana di fumetti.

L’immaginario collettivo è entrato in contatto con il Cyberpunk grazie alla pellicola di Ridley Scott del 1982, Blade Runner. Una storia noir catapultata in uno spazio Cyberpunk molto diverso dai toni quasi umoristici, sgargianti, a volte anche cinici e dissacranti di Judge Dredd. Povertà e tecnologia s’amalgamano in megalopoli multiculturali dove il capitalismo regna sopra ogni cosa, e i ceti sociali trascendono le etnie per colpire le forme di vita, non riuscendo più a delineare differenze tra umani e macchine umanoidi, mentre le città vengono avvolte in una costante oscurità e nubi cariche di pioggia.

Qualche mese dopo il trailer di Cybepunk 2077, nel novembre del 2018, il team tedesco Ion Lands – nome ripreso da ION, il robot protagonista del loro primo titolo, Phonig Home – presenta al mondo Cloudpunk: un titolo in grafica Voxel che dai primi video sembrava puntare alla grande fetta di pubblico amante del Cyberpunk ideato da Ridley Scott in contrapposizione all’apparente ridente Night City dei CD Projekt Red.

Nel marzo di quest’anno Cloudpunk ha ricevuto un’espansione molto consistente, City of Ghosts, che amplia la storia del titolo originale in maniera considerevole, arrivando a coprire nella totalità del giocato una buona metà dell’esperienza. In questa disamina verranno trattati entrambi i prodotti Ion Lands.

Benvenuto a Cloudpunk

Cloudpunk è un’avventura narrativa a metà strada tra un open world e un simulatore di spedizione e trasporto.

Nei panni dell’emigrata Rania – neo assunta nella compagnia di consegne Cloudpunk – si vivranno due notti, a due mesi di distanza l’una dall’altra, all’interno della metropolis Nivalis. Durante la prima notte – facente parte del titolo originale Cloudpunk – ad accompagnare la protagonista ci sarà la fedele Intelligenza Artificiale Camus, un robot-cane senza più un corpo, e durante la seconda notte in City of Ghosts si aggiungeranno lo spericolato Hayse e lo strambo robot Morpho. Nell’arco di soli due turni di lavoro alla Cloudpunk Rania si ritroverà ad armeggiare con il terribile virus informatico Pallid 3.0, incontrerà membri di un culto detto Corus, diverrà vassallo di una divinità e scapperà dai gruppi dei CorpSec oltre che da un killer robot intenzionata a riscuotere il debito della giovane. Ma per quanto tutto questo possa sembrare elettrizzante, il pacing del gioco potrebbe diluire troppo l’attenzione e l’interesse verso la trama principale.

La narrativa di Cloudpunk porta con sé un discreto numero di eventi che romperanno il continuo flusso di monotonia che le consegne genereranno già dalle prime ore di giocato: specialmente durante le ultime vicende in City of Ghosts. Occasionalmente, sia le missioni principali che secondarie offriranno delle scelte da compiere: alcune di queste decisioni si protrarranno lungo tutto l’arco narrativo giungendo persino ad espandersi o trovare una risoluzione reale solo nell’espansione.

Gli obiettivi delle missioni che si presenteranno sulla mappa sono semplici: portare un oggetto o un individuo da punto A a punto B, sia a bordo del proprio HOVA – un veicolo fluttuante grazie a dei repulsori – o a piedi. Ogni lavoro viene verificato da Controllo, due distinte figure che rivestiranno dei ruoli fondamentali sia nel titolo originale che nella sua espansione.

Gestire l'HOVA richiede controllo sia per il combustibile , che per i danni subiti.

Il pilota 14FC, Rania, vivrà assieme a Camus un’avventura che porterà il giocatore ad esplorare ogni anfratto delle 7 zone che compongono Nivalis. Ogni zona è caratterizzata dai suoi gruppi, interessi e stato sociale. Si passerà dai grandi quartier generali delle aziende in Midtown, i pittoreschi agglomerati abitativi di Little China, le zone periferiche ed abbandonate in Oldtown, per giungere persino alla zona sotterranea di Hollows o ondare oltre le nubi perenni in cielo, oltre la Guglia. Salvo i particolari punti d’interesse, l’intera Nivalis sembra un costrutto omogeneo, che seppur credibile, può diventare ripetitivo.

Come già accennato, oltre ad una narrazione lineare, i prodotti Ion Lands presentano un buon numero di missioni secondarie da portare a termine, il più delle volte suddivise in vari incontri o richieste, accessibili solo previa esplorazione delle varie aree. Uno dei problemi di Cloudpunk e City of Ghost, paradossalmente, risiede nella loro natura open world. Non è concesso creare marker personali, costringendo a continue perdite di tempo nell’aprire e chiudere la mappa.

Lo spostamento all’interno della città di Nivalis a bordo dell’HOVA non è semplice e richiede controllo sia per il combustibile che diminuisce durante le traversate, che i danni subiti dal veicolo. Questi ultimi in Cloudpunk possono essere solo dedotti, mentre in City of Ghosts è stata implementato un indicatore sull’HUD per facilitare la lettura dello stato del veicolo aereo.

Lungo la città sono presenti delle corsie d’accelerazione per gli HOVA, in cui transitando al loro interno la velocità di crociera verrà aumentata. Ricorrere a queste corsie porta con sé il rischio di urti con le altre macchine o con gli oggetti lungo la carreggiata, oltre al fatto che le varie zone sono interconnesse da schermate di caricamento. Non è insolito ritrovarsi in un tamponamento al termine dell’animazione automatica nel passaggio da un settore ad un altro, costringendo a continue soste dai vari meccanici per riparare la vettura.

In Cloudpunk ci sono alcuni miglioramenti meccanici per l’HOVA – quello fondamentale è il turbo – mentre in City of Ghost, oltre ad un ampliamento di questi set, viene data la possibilità di sbloccare un modificatore per personalizzare nell’estetica e prestazioni la macchina. Nell’espansione, l’utilizzo del veicolo aereo viene ulteriormente ampliato con la presenza di gare clandestine per cui la scelta delle modifiche può fare la differenza tra una vittoria ed una cocente sconfitta.

Quando non si è a bordo dell’HOVA, verrà richiesto di completare incontri a piedi per le vie di Nivalis. In queste occasioni si segnala una significativa libertà concessa da Ion Lands al giocatore: quella di scegliere se vivere l’esperienza di Clouldpunk in terza persona con telecamere fisse, in terza con una telecamera mobile dietro le spalle di Rania, o in prima persona.

Nelle fasi a piedi per le vie di Nivalis sarà possibile scegliere l'inquadratura preferita.

In Cloudpunk e City of Ghost, un ruolo importante del gameplay è rivestito dai collezionabili: oggetti in molti casi indispensabili per lo svolgimento di missioni primarie e secondarie, che a volte richiedono un gran backtracking e molta pazienza. La monotonia viene accentuata dalla continua animazione di raccolta in terza persona da parte di Rania, che diluisce ulteriormente il tempo effettivo di giocato.

Fortunatamente nella visuale in prima persona quest’animazione viene eliminata, rendendo l’intero processo ludico più rapido e meno irritante. La lentezza e la perdita di tempo sono dei fattori che il team tedesco ha preso in considerazione durante lo sviluppo di Cloudpunk, tanto da inserire degli oggetti consumabili – cibi e bevande tipiche di Nivalis – il cui unico scopo è quello di velocizzare per un breve periodo la corsa di Rania.

Purtroppo è nello sviluppo della narrazione, completamente vocalizzata in inglese e tradotta nei testi in italiano, che il pacing del gioco non rispetta il tempo del giocatore. In maniera apparentemente casuale per chi prova entrambi i titoli per la prima volta, sia Cloudpunk che City of Ghosts non permettono di saltare i lunghissimi, e molte volte inutili, dialoghi dei personaggi. Si potrebbe sorvolare sulla scelta se non fosse che invece altre missioni, per lo più quelle secondarie, permettono di leggere in rapidità le conversazioni.

La ripetizione, la monotonia – che nel caso di City of Ghosts viene fortunatamente interrotta da interessanti cambi dei punti di vista -, la lentezza della fruizione ed i continui caricamenti, potrebbero già da soli essere dei forti deterrenti anche per gli amanti delle avventure narrative. Non aiuta la necessità di girovagare per trovare decine di collezionabili, perdere ore ascoltando dialoghi inconcludenti di vari NPC prima di poter procedere con l’avventura principale, oltre che richiedere molta attenzione e fortuna per manovrare l’HOVA nelle traversate lungo Nivalis.

Una città di fantasmi

Tolto l’aspetto narrativo di Cloudpunk e City of Ghosts, si riconosce immediatamente l’altro aspetto positivo: la città di Nivalis.

La curiosa scelta d’usare una grafica interamente in Voxel, coadiuvata da fonti di luci al neon, riflessi dello spazio – purtroppo niente ray tracing -, smog dell’aria e vari effetti particellari, dona alla città un aspetto accattivante e realmente Cyberpunk. La scelta di svolgere interamente i titoli durante la notte sembra aver giovato ad un’altra scelta, forse puramente stilistica, di far piovere costantemente sul capo di Rania & co.

Tra le diverse inquadrature disponibili, quella con camere fisse è forse la più interessante e curata. Muoversi per le varie aree di Nivalis ricorda a tratti le videate statiche di vecchie avventure grafiche su Playstation 1; in special modo, un’intera sezione d’inseguimento in City of Ghosts viene resa ancora più claustrofobica ed avvincente per via delle inquadrature scelte.

Nell’interesse di vivere al meglio l’esperienza di Cloudpunk resta però l’immersiva visuale in prima persona regina del giocato.

Camminare lentamente per le strade commerciali, per i centri abitati, così come entrare in un Jazz bar o recarsi nel punto più alto della Guglia, oltre le nubi perenni, riconsolida l’impatto noir Cyberpunk che Ion Lands ha voluto trasmettere. In un aggiornamento anche la visuale in prima persona all’interno dell’HOVA ha ricevuto una gradita aggiunta, grazie ad un cruscotto interno completamente funzionale ed intradiegetico, capace persino di visualizzare una videocamera durante la manovra di parcheggio.

Se da un lato però la scelta può ricadere tra la più curata ma boriosa terza persona, e la più immersiva prima persona, tra le due quest’ultima presenta delle scelte, forse necessarie, che incidono sull’immersione. In primis la presenza della pioggia sullo schermo è data da una texture parallela alla camera, quindi perennemente mostrando un flusso d’acqua che cade a 90°; seppur credibile nella camera in terza persona, la scelta finisce per diminuire l’immersione in prima persona quando si cerca d’osservare gli immensi palazzi e navigare con lo sguardo l’orizzonte di Nivalis. Non aiuta il fatto che la texture della pioggia non si fermi quando posti sotto porticati o coperture all’esterno.

Ancora più grave è la compenetrazione tra NPC e Rania. Se nella terza persona i vari abitanti di Nivalis si comportano come ologrammi per necessità della navigazione del personaggio principale – altrimenti si troverebbe continuamente incastrata lungo le anguste passerelle – il non aver corretto questa scelta in prima persona rende l’attraversamento dei corpi astratti dei cittadini di Nivalis un’esperienza del tutto deludente; ancora di più laddove Negozianti e Spacciatori mantengono invece uno stato di collisione attiva con Rania.

Nell’espansione City of Ghosts, la quasi totalità dei modelli ha ricevuto un miglioramento nei numeri dei Voxel, rendendo le loro controparti più simili, specialmente nei volti, con le fotografie disegnate che appaiono affianco alle caselle di dialogo. Sembra strano che Ion Lands non abbia reso l’aggiornamento retroattivo anche per l’originale Cloudpunk. Questo ha creato molte discrepanze anche tra i volumi dei Voxel che modellano gli HOVA risultando in un grande numero per alcuni veicoli, rispetto ad altri. Non è poi raro individuare alcuni NPC che per un qualche motivo non hanno ricevuto l’aggiornamento visivo dato dall’espansione.

Le, forse, gravi mancanze di polishing sul lato visivo – ancora più evidenti in City of Ghosts – in parte vengono sopperite da un eccellente comparto audio e musicale.

Le centinaia di dialoghi interamente doppiati sono di ottima fattura e nella maggior parte delle interpretazioni il risultato è convincente e intrigante. In special modo la figura di Hayse è stata resa molto umana e durante il breve periodo nel quale si veste i suoi panni ci si potrebbe domandare perché Rania sia stata scelta per rivestire il ruolo principale.

Nel corso della storia si avrà accesso ad una stazione pirata che trasmette brani di synthwave, dark techno ed industrial.

In Cloudpunk non è presente una selezione di stazioni radio, anche perché la musica nella città di Nivalis è considerata punibile dalla legge, ma nel corso della storia si avrà accesso ad una stazione pirata che trasmette in modo randomico diversi brani di synthwave, dark techno ed industrial. Nel corso del giocato la musica appare comunque in maniera contestuale, enfatizzando situazioni drammatiche o particolarmente action.

L’audio generale è ricco di cliché, con rumori e suoni non dissimili da quelli che si potrebbero immaginare in una città Cyberpunk; come rumori di auto fluttuanti, ricorrenti comunicati audio riguardo allo stato distopico sociale, o il continuo fruscio della pioggia.

My shift is over

La diatriba nella ricerca, innovazione, o decostruzione di un genere non è una problematica relegata al solo medium videoludico, ma nell’immaginario dei videogiocatori restano ancora oggi impressi casi come quello del Noir Brasiliano di Max Payne 3 o la sovversione delle aspettative in TLoU2. La nascita delle correnti narrative più note deriva sempre da una critica mossa ad un problema in un periodo, il Cyberpunk è nato per sensibilizzare sull’abuso di droghe e alcol, la paura del multiculturalismo, e la fagocitazione del lavoro umano per via degli avanzamenti scientifici. Tutti questi elementi sono presenti in Cloudpunk così come in City of Ghosts, ma proprio come il loro gameplay fin troppo da manuale, neppure la narrativa riesce ad eccellere. Il lato immersivo, rovinato da scelte poco comprensibili, non aiuta il giocato, e la mancanza di cura complessiva urta ulteriormente il monte ore, diluito dalla boria dei dialoghi.

L’esistenza di City of Ghosts rende alcuni aspetti di Cloudpunk obsoleti, in generale mostra ancora di più l’incompletezza del titolo originale. Fortunatamente nella pagina di Steam entrambi i giochi possono essere acquistati in bundle.

Ion Lands ha costruito dei prodotti vendibili, merce di cui si dimentica presto la storia e personaggi, ma ha anche realizzato qualcosa di nuovo e particolarmente accattivante: Nivalis. Non è un caso quindi che il loro prossimo titolo sarà uno Slice-of-life Sim incentrato interamente sul mantenimento, e costruzione di questa città così ricca di potenziale.

 

VOTO: 7,0

Piattaforme: pc, ps4, switch, xone
Cloudpunk si presenta come un’avventura narrativa che strizza l’occhio agli open world e che prova a rendere l’immersione in Nivalis il suo punto di forza, sfruttando nel design il lato più noir ed apocalittico della corrente Cyberpunk. L’espansione City of Ghosts risulta essere un acquisto necessario per chi vuole comprendere appieno la storia di Rania e Camus, ma non è tanto il costo del Dlc a dover far preoccupare quanto invece il poco rispetto da parte di Ion Lands per il tempo del giocatore.

Pro

  • Nivalis è una città credibile e inspirata
  • L’interpretazione dei personaggi è ottima
  • Meccaniche di gameplay accessibili a tutti

Contro

  • City of Ghosts è un acquisto obbligato
  • Poco polishing che rovina l’immersione
  • Narrativa e gameplay troppo diluiti