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Cloud Gardens

Riflettere video-giocando

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Il 2020 è stato sicuramente un anno particolare per tutti noi. Politica, economia, lavoro, comportamenti sociali, sanità, tutto è stato irrimediabilmente scosso dal Covid obbligandoci in qualche modo a osservare il mondo intero da una prospettiva diversa. La pandemia ha chiaramente modificato le nostre abitudini quotidiane riscoprendo il concetto di “tempo libero“.

Molti si sono cimentati nelle serie tv, libri, videogiochi e nell’arte culinaria, altri, diversamente, hanno colto l’occasione di puntare tutto sulla creatività cercando di sviluppare un qualcosa di atipico e al tempo stesso originale. Questo è il caso dello sviluppatore Thomas Van Den Berg, autore di Cloud Gardens.

Come avere il pollice verde

Cloud Gardens ci immerge in un mondo completamente desolato: strutture architettoniche, macchine, camper, container, qualsiasi elemento creato dall’uomo qui rappresenta l’eco di un’epoca che non c’è più. Qui infatti il genere umano lascia il posto alla Natura che lentamente riprende i suoi spazi creando bellissimi giardini in miniatura, accompagnati da un silenzio quasi innaturale.

Il titolo in questione, giustamente etichettato come “chill-game“, si propone in vari livelli sotto-forma di diorami. Il nostro compito quindi è quello di riempire gli spazi presenti di piante di vario genere. Per far crescere le piante dovremmo posizionare elementi prodotti dall’uomo come immondizia, carrelli della spesa, macchine, bottiglie e via dicendo: ognuno di questi oggetti incide sulla crescita delle piante e, una volta ricoperto lo spazio si accederà al prossimo diorama. Per variare il gameplay Van Den Berg ha pensato d’implementare diversi tipi di piante come cactus, rampicanti e altri organismi vegetali così da poter emulare quella stessa varietà presente in natura. Man mano che si procede con la campagna, i diorami si fanno sempre più complessi, in modo tale da rendere il gameplay un filino più “accattivante“.

Chiaramente il fulcro del gioco non è solo la buona riuscita del livello, la struttura del titolo è stata sviluppata in modo tale da poter dare libero sfogo al videogiocatore: la creatività qui diventa il pilastro fondamentale di Cloud Gardens.

La creatività è il pilastro fondamentale di Cloud Gardens

Una bellissima desolazione

Per essere un gioco improntato sul relax e sulla creatività, questo piccolo titolo indipendente ha la capacità di poter offrire svariati livelli e, vista la libertà di sperimentazione concessa al videogiocatore, la “durata” di questo indie non può far altro che salire ulteriormente.

Altra nota positiva: per quanto riguarda il comparto visivo Cloud Gardens ha una grafica estremamente semplice, ma che risulta ugualmente piacevole grazie a uno stile artistico minimalista e “decadente” che calza a pennello con qualsiasi scenario presente nel gioco, mentre per quanto riguarda l’aspetto sonoro, quest’ultima rappresenta la ciliegina dell’intero comparto artistico.

Giocare per riflettere

Man mano che si superano gli scenari, è facilmente comprensibile che Van Den Berg abbia creato un qualcosa che va al di là del gioco. Il titolo non solo ci impone di “ridare” ciò che abbiamo strappato alla natura, ma ci rende partecipi di una realtà senza l’uomo, un mondo che potrebbe non essere tanto distante dalla nostra realtà.

La presenza incessante dei corvi all’interno del gioco, emblema della morte, va in netto contrasto con quella che è la nostra visione “umano-centrica” evidenziando in realtà le nostre fragilità di fronte a catastrofi, pandemie e calamità naturali. Se Cloud Gardens porta il videogiocatori di fronte ad alcune riflessioni, dall’altra il suo silenzio avrebbe potuto dare spazio a una trama piuttosto interessante e, perché no, anche profonda e per nulla scontata.

VOTO: 7

Per concludere, Cloud Gardens è un chill-game molto valido: suoni, luci, atmosfera, estetica e creatività formano un cocktail ben bilanciato e stimolante per chi vuole staccare la spina e concedersi un meritato momento di relax. Van Den Berg, inoltre, ha saputo infilare in mezzo agli ingredienti un'idea in grado di far riflettere il videogiocatore sulla realtà dell'essere umano senza però essere troppo invadente. Unico neo? Manca la trama.

Pro

  • Ottimo chillgame
  • Buona creatività
  • Ottimo aspetto estetico
  • Fa riflettere

Contro

  • Genere non adatto a tutti
  • Alla lunga potrebbe stancare