Chernobylite

Tra realtà e fantascienza

A cura di Gamesforum - 4 Gennaio 2020 - 15:48

Autore della recensione: Gambit

Negli ultimi anni la Polonia ha dimostrato di essere terra fertile per il settore video-ludico ed è dalla Slesia che emerge timidamente lo studio The Farm 51, catturando in breve tempo l’interesse degli appassionati del settore con Get Even. Freschi del buon riscontro di pubblico e critica, hanno quindi deciso di riprovarci con un prodotto molto più ambizioso: Chernobylite.

Chernobylite è un survival horror a tinte sci-fi racchiuso in una struttura che ricorda Escape from Tarkov: il giocatore interpreta Igor, un fisico ed ex-impiegato della centrale di Chernobyl che ha, a sua disposizione, un HUB centrale che permette di accedere alle pericolose aree della zona di esclusione di Prypiat. Quello che guida il giocatore nel suo percorso è la necessità di recuperare risorse vitali per la sopravvivenza e indizi utili nelle ricerche volte a svelare lentamente la verità sulle frequenti apparizioni metafisiche della donna amata, scomparsa anni prima nel disastro del reattore 4.

Il team, consapevole dell’importanza che svolge l’ambientazione in questo contesto, ha scelto di riprodurre verosimilmente i principali luoghi di interesse storico del macabro disastro del 1986: le imponenti strutture Duga 1 e 2, il desolato Palazzo della Cultura, la mai inaugurata ruota panoramica, la pista delle macchine a scontro e la terrificante foresta rossa. Tutto riprodotto tramite la tecnica della fotogrammetria. L’esplorazione delle macro-aree è pertanto intrigante e al tempo stesso angosciante, caratterizzata da discreti suoni ambientali e da tracce audio che svolgono il proprio lavoro senza però rimanere particolarmente impresse.

Chernobylite

Prerogativa per il genere è l’immedesimazione e per favorire questo aspetto è necessario disporre di un comparto grafico di tutto rispetto. Chernobylite è sviluppato su Unreal Engine 4, motore che nel corso degli anni ha dimostrato la sua versatilità su più fronti e che, anche questa volta, sembra cogliere parzialmente nel segno: il titolo è piacevole all’occhio ma non fa gridare al miracolo; mostra inoltre il fianco con delle performance altalenanti a dettaglio alto, su un sistema discreto come quello su cui è stato provato (Ryzen 3700x, 16gb Ram 3.2mhz, GTX 1660ti con res fissata a 1080p). Va precisato che il titolo è ancora in Early Access.

A livello ludico Chernobylite si presenta come un FPS con elementi stealth. I pericoli maggiori che si devono affrontare sono di natura umana e non, caratterizzati purtroppo da delle mediocri routine della IA e da sistemi antiquati tant’è che sembra di essere ritornati nei primi anni 2000 con nemici che perdono interesse verso le sollecitazioni acustiche e visive non appena il giocatore torna nelle zone d’ombra o quando frappone, tra sé e l’elemento ostile, qualsivoglia ostacolo. Buono è invece il feedback delle armi attualmente disponibili nonostante il gioco stesso non invogli al loro utilizzo invitando il giocatore all’esecuzione di take-down silenziosi per non incorrere nel rischio di essere sopraffatti dal numero dei rinforzi presenti nelle aree. Prevista per i prossimi mesi è anche l’implementazione di un sistema di crafting e modifica delle armi; al momento le possibilità offerte non sono moltissime e sono principalmente legate ai consumabili. Stesso discorso per il base-building presente ma non ancora sviluppato nella sua interezza. Un altro aspetto cardine del gameplay è inoltre la fase gestionale delle risorse e dei vari personaggi che è possibile reclutare nei peregrinaggi all’interno della Zona facendo però attenzione ai loro scopi, perché questi potrebbero differire da quelli del giocatore.

+ Buona atmosfera
+ Riproduzione verosimile della Zona
+ Aggiornamento costante da parte degli sviluppatori
- Il titolo deve essere ancora ottimizzato
- Allo stato attuale non offre molto

Allo stato attuale Chernobylite può offrire una decina di ore di divertimento e tutto ora è nelle mani degli sviluppatori, che dal canto loro, stanno aggiornando il gioco frequentemente e sono abbastanza attivi nei forum dedicati ponendo spesso un orecchio alla community. E per tutti quelli che se lo stanno chiedendo: no, non è e non sarà il nuovo S.T.A.L.K.E.R., nonostante rimanga un prodotto da tenere d’occhio, soprattutto per gli appassionati del genere.




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