Celeste

Essere il più grande nemico di sé stessi

A cura di GamesForum - 12 Giugno 2020 - 17:50

Autore della recensione: Reishiki

Dopo il divertentissimo Towerfall Ascension, Matt Thorson e il suo mini ma talentuoso team, ci presentano Celeste, un platform 2D dalle tematiche introspettive che vede come protagonista una ragazza depressa, di nome Madeline, sfidare sé stessa per raggiungere la vetta del Monte Celeste. Ben presto però capirà che non sarà una passeggiata di salute.

Ain’t No Mountain High Enough

Il gioco ci catapulta ai piedi del Monte Celeste attraverso un prologo che dà subito un assaggio dell’avventura e delle difficoltà che stiamo per affrontare. Inizialmente avremo a disposizione solo la possibilità di saltare e arrampicarsi, ma presto a queste, si aggiungerà anche la possibilità di scattare una sola volta a mezz’aria in otto direzioni diverse. Queste 3 semplicissime azioni sono alla base di tutto il gameplay di Celeste. Purtroppo però su Switch si riscontra una imprecisione e di conseguenza una inaffidabilità dello stick analogico che spesso porta a prendere direzioni indesiderate e di conseguenza l’incontro prematuro con la morte.

Quello che il titolo, però, riesce benissimo a trasmettere è proprio il senso di scalata. Per aggrapparsi infatti sarà sufficiente premere e tenere premuto uno dei dorsali ed essere pronti a rilasciarlo solo quando si è sicuri di saltare verso un’altra parete o piattaforma. Purtroppo, o per fortuna, non avremo la possibilità di rimanere aggrappati a lungo, dopo pochi secondi Madeline si stancherà e se non faremo qualcosa in tempo scivoleremo giù verso morte certa.

A tal proposito ci vengono in aiuto dei campanellini d’allarme, quando la nostra protagonista infatti si stancherà comincerà visibilmente a sudare e affaticarsi, mentre quando avremo già consumato uno scatto a mezz’aria e non ne avremo più disponibili i suoi capelli si tingeranno di celeste. Inoltre saranno presenti anche delle gemme verdi che ripristineranno il nostro scatto, permettendo il raggiungimento di piattaforme altrimenti impossibili.

Ma niente paura, in caso di morte (e ce ne saranno a bizzeffe) il respawn sarà immediato e ricominceremo proprio da quel quadro non ancora completato. Riflessi e coordinazione, tuttavia, saranno gli elementi imprescindibili di tutta l’avventura e se qualcuno di voi conoscesse Super Meat Boy potrà sicuramente capire di cosa stiamo parlando.

Tuttavia, nel caso in cui non si abbia voglia di impegnarsi più di tanto o si volesse giocare Celeste prettamente per la storia, gli sviluppatori hanno predisposto una modalità assistita che mette nelle condizioni il giocatore di modificare alcuni parametri di gioco, come ad esempio la possibilità di scattare infinite volte o addirittura non morire mai, snaturando però quella che è l’anima del titolo stesso.

Piccola nota sui collezionabili: all’interno di ogni livello c’è la possibilità di raccogliere delle fragole e delle musicassette. La scelta è prettamente personale e la mancata raccolta non condiziona per nulla il corso degli eventi. Semplicemente aggiungono un’ulteriore sfida al tutto. Le musicassette in particolare sbloccano il Lato B del livello giocato, ovvero una versione ancor più impegnativa del livello stesso.

Celeste

“Forse è stato un errore?”

Fin dai primi momenti, salto dopo salto e soprattutto morte dopo morte, ci accorgiamo che Celeste propone una forte componente narrativa e se da una parte quest’aspetto, per molti, potrebbe essere un plus, dall’altra ci accorgeremo presto che risulta essere anche l’anello più debole del titolo.

Più scaleremo la montagna e più paradossalmente precipiteremo giù affrontando l’io più profondo di Madeline. Ottima, infatti, è l’idea di trattare argomenti come l’ansia e la depressione, di rappresentare come nemico principale la parte “malvagia” di noi stessi che invece ci sconforta e ci vuole buttare sempre più giù, il voler quindi rialzarsi e rimettersi in gioco per superare tutti gli ostacoli che ci si pongono davanti dimostrando a sé stessi di potercela fare, ma purtroppo il tutto non approfondito come avrebbe dovuto risentendo forse di una scrittura appena abbozzata, ed è un vero peccato.

Un pixel di relax

Per buona parte della sua estetica, Celeste si propone attraverso una semplicissima, forse ormai abusata, PixelArt che però fa il suo buon lavoro, regalando comunque durante la nostra scalata, degli scorci niente male. L’unica cosa che potrebbe far storcere il naso è la scelta di mischiare a questa, anche uno stile grafico differente rappresentato dallo stile comics per le vignette/artwork e il 3D lowpoly durante la selezione del livello. Probabilmente una scelta più coerente avrebbe premiato tutto il comparto grafico.

Menzione d’onore invece al comparto audio, grazie agli effetti ambientali che ci accompagnano e ci rilassano (forse) durante tutta la scalata e alle musiche che incalzano nei momenti più concitati. Infine i dialoghi tra i personaggi che incontreremo sono una delizia, perché per quanto rappresentati attraverso incomprensibili versetti riescono comunque a comunicare il tono e lo stato d’animo dei personaggi stessi.

+ Gameplay solido e appagante
+ Comparto audio di ottimo livello
+ Storia dagli spunti interessanti…
- … ma che rimangono pur sempre degli spunti
- Imprecisione dello stick analogico (su Switch)

8.5

Celeste è un ottimo prodotto che purtroppo pecca lì dove forse voleva colpire. Curatissimo al dettaglio nelle sue fasi platform ma purtroppo abbozzato sul comparto narrativo. Consigliato sia agli amanti del genere ma soprattutto a quelli a cui non piace impegnarsi troppo, perché Madeline potreste essere proprio voi e scalare il Monte Celeste potrebbe essere quella vetta che in questo momento della vostra vita vi sembra insormontabile, difficile, impegnativa ma che una volta raggiunta vi potrebbe rendere migliori e ancor più consapevoli di voi stessi.




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