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Carrion

Il mostro siamo noi

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Ultimamente i Devolver Digital non sbagliano un colpo e pure questa volta con Carrion hanno fatto centro, un titolo molto particolare in cui vestiremo una volta tanto il mostro della situazione, un rovescio della medaglia rispetto ai soliti titoli in cui siamo l’eroe che deve appunto sconfiggerlo. Il mostro che useremo è quasi indefinibile, verrebbe quasi da associarlo alla “Cosa” del film di Carpenter, per quanto è assurdamente strano e con una moltitudine di tentacoli.​

Gameplay

Per quanto possa sembrare “strano” usare un mostro del genere, dopo pochi minuti ci sembrerà molto naturale in quanto gli sviluppatori son stati molto abili ad animarlo molto bene e a rendere molto fluido e senza problemi i suoi spostamenti, non dandoci quasi mai problemi ad utilizzarlo se non in specifici punti in cui andranno usati i tentacoli per attivare certe leve e in questi ultimi casi non saranno sempre precisi nella mira.

Lo sviluppo del mostro va di pari passo con la storia: andando avanti sbloccheremo dei potenziamenti che ci permetteranno di ingrandirci di misura ad ogni step. La meccanica è studiata molto bene, perché si potranno lasciare protuberanze del mostro per ritornare a stadi più piccoli (con una diminuzione della vita) proprio per tornare al grado di livello in cui si ha l’abilità per passare un determinato punto.

Essendo poi noi il mostro, il titolo non si risparmierà di farci fare delle stragi nelle varie aree che esploreremo andando ad uccidere ogni persona presente in questo hangar di contenimento, uccisioni che ci permetteranno di guadagnare vita e di estendere il nostro essere, un incentivo assai macabro per farci andare avanti. Il pericolo più grande nel fare un titolo del genere era il fatto di poter diventare presto invincibili o troppo potenti, pericolo scampato grazie a certe zone che potremo superare solo con una determinata fase/step del mostro e una discreta varietà di nemici che non esiteranno a farci fuori in poco tempo se non adatteremo certe strategie.​

In Carrion saremo noi il mostro.

In tutto questo il titolo si presenta lineare nel suo level design (ci saranno diverse aeree da esplorare, collegate da vari portali), seppur ci siano dei punti in particolare nelle fasi avanzate in cui si finirà facilmente per perdersi, merito pure del fatto che non vi è una mappa da utilizzare e che quindi potrebbe capitare di ripassare più volte in certi punti. Le uniche zona extra da esplorare sono zone in cui troveremo dei potenziamenti bonus, che andranno a ricaricare determinati valori di vita e energia, in cui in alcuni di essi ci si potrà tornare solo dopo aver ottenuto un certo potenziamento, l’unico diciamo incentivo a giocare ancora dopo aver finito il gioco, titoli di coda che vedremo dopo circa 4-5 ore di gioco.​

Storia

La storia è molto minimale e quello che scopriremo lo faremo tramite dei “flashback” che vivremo attraverso gli occhi del mostro e che andranno a mettere qualche tassello su quello che ha portato alla sua creazione.​

Comparto artistico e musicale

Artisticamente il gioco si presenta molto bello da vedere, merito come sempre di una pixel art fatta davvero bene e che si presenta perfetta nel rappresentare il sottosuolo in cui sarà ambientato il gioco. Altra menzione va fatta al comparto sonoro: musiche che in certi punti ci daranno quel senso di inquietudine e angoscia nel compiere delle vere e proprie stragi.​

VOTO: 8,5

Piattaforme: pc, switch
Carrion dimostra quanto possa essere divertente vestire i panni del mostro, un ottimo cambio di prospettiva reso benissimo dai suoi controlli e da una buona varietà di situazioni tra nemici da affrontare ed enigmi da fare per superare certe zone.​

Pro

  • Essere il mostro, il nemico, ha il suo fascino e il gameplay rende alla perfezione questo aspetto
  • Buon bilanciamento
  • Buona varietà di situazioni

Contro

  • Rigiocabilità scarsa
  • Un po' cortino