Call of Duty: Modern Warfare

We get dirty, the world stays clean. That's that mission.

A cura di Gamesforum - 27 Dicembre 2019 - 8:46

Autore della recensione: Doc E.Brown

Dodici anni fa, il quarto capitolo della serie di Call of Duty scrisse una delle più recenti ed influenti pagine della storia del gaming moderno e degli FPS contemporanei. Abbandonando con coraggio il classico setting della Seconda Guerra Mondiale, Modern Warfare propose una guerriglia urbana moderna, proponendo un binomio che sarebbe diventato un paradigma per chiunque si sarebbe cimentato nella realizzazione di FPS: un single player cinematografico e ricco di set pieces (al costo di eventi fortemente scriptati) ed un multiplayer online profondissimo, basato sulla progressione individuale attraverso livelli, ranghi, elementi sbloccabili e potenziamenti coi quali personalizzare i propri layout preferiti. Una longevità mostruosa ed un gameplay frenetico fecero la fortuna di una serie che ebbe anche il merito, assieme al primo Halo su Xbox, di far capire che il genere dei first person shooter poteva funzionare anche su console, creando una community fedele ed appassionata. Negli anni, Call of Duty seppe reinventarsi e proporre un gameplay sempre più adrenalinico, al contempo sempre meno “moderno” e sempre più futuristico, specie con la fortunata serie Black Ops.

Dodici anni dopo, Activision torna a riproporre un nuovo Modern Warfare, con l’idea di un soft reboot che possa osare e tornare al paradigma originario, abbandonando dunque un gameplay eccessivamente frenetico e privilegiando il ritorno della lotta urbana più tradizionale. Il risultato, stavolta, non centra appieno le ambizioni del team di sviluppo Infinity Ward (stesso nome, ma diversa composizione rispetto agli Infinity Ward del Modern Warfare originario), facendo i conti con soluzioni anacronistiche nel single player ed idee mal calibrate nel multiplayer online.

La campagna per giocatore singolo di Modern Warfare ripercorre i più classici topoi del genere: un’arma chimica scomparsa, un responsabile da trovare, la classica fazione di forze occidentali che dovrà districarsi tra missioni ad alto rischio contro terroristi mediorientali e militari russi. Non mancano alcune interessanti sfaccettature narrative e ludiche nel dipingere gli orrori più atroci di cui può macchiarsi l’umanità: tuttavia, esse risultano appena abbozzate e non permettono una ottimale immedesimazione del player. La campagna, che tiene incollato il giocatore per circa 7 ore, propone missioni varie e diversificate, con alcune idee interessanti lungo il cammino ed un’atmosfera indubbia, pur con un finale leggermente anti-climatico. Purtroppo, vive degli stessi problemi dei Call of Duty classici: una eccessiva linearità con pochissimo spazio lasciato all’iniziativa del giocatore. Un passo indietro significativo rispetto ad alcune campagne recenti della saga, che hanno avuto il coraggio di osare con una maggiore apertura al modo di affrontare le missioni ed il come portarle a termine. Nonostante questo, il single player propone una campagna piacevole che fa sfoggio di un motore grafico performante ed un rinnovato gameplay, in cui ogni arma reagisce carismaticamente e più realisticamente: il nostro avatar avrà reattività, movenze e caratteristiche più umane, anche grazie ad una health bar sensibilmente più fragile rispetto al passato. Da segnalare anche la possibilità di sfruttare le coperture e sporgersi per sparare, mediante un intuitivo sistema di controllo. E’ forse complessivamente questo il traguardo maggiore che Infinity Ward raggiunge con Modern Warfare: il ritorno/esordio di un gameplay più ragionato e meno funambolico, affiancato da un gunplay gratificante e rispettoso dei diversi playstyle.

Call of Duty: Modern Warfare

E’ nel multiplayer tuttavia che l’equilibrio ludico trovato nel single player viene messo a dura prova. Il banchetto proposto dagli sviluppatori è nientemeno che pantagruelico: tantissime modalità (tra cui le Special Ops, missioni piuttosto blande e difficili da affrontare in coop), armi, accessori, skin e perk, il tutto graziato dalla scelta della gratuità di ogni aggiornamento futuro. Ma quando il level design di alcune nuove mappe incontra il nuovo gameplay (ed i correttivi legati al pvp) che si generano i risultati più grotteschi. Per scelte di game design affermate dagli stessi sviluppatori, mappe e gameplay generale (da segnalare altresì il ritorno delle killstreak, che rilevano le scorestreak) sono pensati per dare risalto ed incentivare un playstyle più ragionato e statico: il che si trasforma, purtroppo, nell’enorme sbilanciamento a favore della guerra di posizione. Risulta difficile attribuire la colpa all’utenza di una determinata preponderanza verso uno stile di gioco statico (camper), quando è il bilanciamento stesso delle meccaniche ludiche del gioco a rendere quella scelta la migliore possibile per ottenere buoni risultati all’interno di un match. Il multiplayer vive perciò di situazioni paradossali: se in alcune mappe e per alcune modalità, si trova ancora il classico feeling della serie, graziato dalle nuove soluzioni di gameplay, che rendono ogni partita divertente ed assuefante… per altre mappe e per altre modalità, il gioco, come un Giano bifronte, cambia completamente volto e diventa un noioso ed irritante nascondino legalizzato che non potrà che spegnere gli entusiasmi di moltissimi player e fan di vecchia data.

L’amaro in bocca è palpabile nel trovarsi di fronte un titolo evidentemente così valido, ma vederlo perdersi in scelte di game design così avventate e spregiudicate. E’ un peccato poiché anche tecnicamente, Modern Warfare propone un gioco estremamente solido e con una veste grafica piacevole. Ottimo il doppiaggio in inglese e buone (ma non memorabili) gli accompagnamenti musicali. Si nota dunque chiaramente la cura e la product value del titolo, ma anche da questo punto di vista, il tutto si contrappone a scelte sinceramente scellerate: sebbene il titolo tecnicamente, come detto, sia di ottima caratura, Infinity Ward ha optato per una politica decisamente fastidiosa per la gestione delle patch e dei contenuti aggiuntivi, già vista nel precedente Black Ops 4. Il titolo, già piuttosto voluminoso nelle sue installazioni iniziali, per ogni download di ogni singola patch non si limiterà infatti a richiedervi una quantità di spazio libero proporzionata alla sola patch, bensì un importo proporzionato alla dimensione intera del gioco stesso. Tale situazione potrebbe generare situazioni irreali: potrebbe capitare infatti di avere oltre 50 GB di spazio libero su console e non poter scaricare ed installare una patch da pochi GB perché il gioco potrebbe aver bisogno di altri 100 GB di spazio libero per allocare risorse e spazio di manovra per l’update. E’ chiaro che una scelta del genere rischia di penalizzare tantissimi utenti, “costretti” ad avere la maggior parte del proprio HDD riservati per la sola allocazione delle risorse per gli update di Modern Warfare.

+ Ritorno alle origini
+ Gameplay convincente e divertente
+ Campagna cinematografica
+ Multiplayer ricco ed assuefante
- Single player anacronistico nella sua struttura e linearità
- Gravi sbilanciamenti nell'economia del multiplayer (sia pvp sia coop)
- Atroce gestione tecnica di patch ed update

7.0

Modern Warfare aveva l’ambizione di rivoluzionare la saga: tuttavia è un titolo riuscito solo a metà nella sua impresa. Il ritorno alle origini funziona e diverte ed il nuovo gameplay risulta promosso senza riserve: tuttavia, la struttura del single player appare anacronistica e narrativamente semplicistica, mentre nel multiplayer il pessimo equilibrio tra classico e moderno genera frequenti paradossi nella godibilità dell’esperienza, pur offrendo un piatto contenutistico ricchissimo e variegato (ed in continuo aggiornamento gratuito). Il nuovo Call of Duty di Infinity Ward non è dunque il capolavoro che i fan della serie bramavano per il ritorno dello storico brand di Modern Warfare, bensì “solo” un buon gioco: tuttavia, il consiglio è di provare comunque il titolo per saggiare quanto di buono proposto dagli sviluppatori e per ammirare le possibilità del futuro della saga, pur consapevoli dei suoi innumerevoli difetti e del fallace bilanciamento del multiplayer.




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