Borderlands 3

A spasso per Pandora (e dintorni)

A cura di GamesForum - 26 Luglio 2020 - 9:45

Autore della recensione: malandrins94

La serie di Borderlands non ha bisogno di presentazioni. Sin dal primo capitolo, risalente all’ormai lontano 2009, ha saputo imporsi nel panorama degli allora pochi looter-shooter presenti in commercio. Tra i suoi punti di forza aveva uno stile grafico coloratissimo, un senso dell’umorismo malsano e demenziale e dei protagonisti sempre diversi gli uni dagli altri.

Dopo due capitoli, un pre-sequel e un’avventura grafica curata dalla Telltale, i ragazzi della Gearbox ci portano un nuovo succulento capitolo della serie. Seguito diretto del 2 (e del suo ultimo DLC uscito poco prima della release di questo terzo capitolo) ci riporta di nuovo sul nostro amato/odiato pianeta Pandora alla ricerca di nuovi Vault da saccheggiare con dei nuovi protagonisti.

Le novità di questo nuovo capitolo non sono poche, oltre alle scontate migliorie tecniche e grafiche ci troviamo già da subito alle prese con la fatidica scelta di quale sarà il nuovo protagonista che ci accompagnerà per le circa 35/40 ore di gioco, e le classi disponibili per l’appunto sono quattro.

Il primo è l’Agente, che si avvale di vari gadget, tra cui un drone, per dominare il campo di battaglia. Passiamo poi all’immancabile Sirena, icona classica dei protagonisti della serie che può sfruttare vari poteri elementali. Il terzo è il Domatore, la cui abilità principale è quella di comandare gli animali e aizzarli contro i suoi nemici. Ultima ma non per importanza è l’Artigliera, la tank del gioco che ha dalla sua parte una gigantesca armatura da combattimento.

Prima di passare a parlare del gameplay, ossia la parte più succosa e interessante del gioco andiamo ad analizzare le ambientazioni e la storia del gioco.

Le ambientazioni di Borderlands sono realizzate egregiamente, dalle classiche zone desertiche di Pandora fino alle fitte foreste per passare alle metropoli degli altri pianeti. Si, avete capito bene, Pandora non sarà l’unico pianeta esplorabile, ci sarà modo di visitare ben altri 3 pianeti, ognuno dei quali presenta una mappa principale molto ampia e ricca di missioni secondarie da fare e in più altre zone distaccate con delle mappe a sé stanti.

Borderlands non ha mai lasciato il segno dal punto di vista della narrazione e della trama di gioco, eccezion fatta per uno dei villain più apprezzati e meglio caratterizzati di questa serie, Jack il Bello, l’antagonista del secondo capitolo.

Un’eredità pesante quella lasciata da Jack, è ovvio, ma questo terzo capitolo riesce a superare in parte sotto questo punto di vista la narrazione del 2. Tra i vari protagonisti e co-protagonisti della storia troviamo infatti tutti i vecchi personaggi degli scorsi capitoli, inclusi anche quelli dell’avventura della Telltale. E la storia, i dialoghi, ogni cosa viene narrata in maniera molto più approfondita, facendo appassionare alla trama anche il giocatore che nei vecchi capitoli la considerava di contorno e pensava solo a creare caos nel mondo di gioco.

Purtroppo però dove da una parte eccelle la narrazione, dall’altra troviamo una delle grandi pecche del gioco, gli antagonisti. Sono infatti i gemelli Calypso i cattivi di questo capitolo, fratello e sorella intenzionati ad aprire il Vault più grande dell’universo. Il loro carisma non è paragonabile a quello del buon Jack e i ragazzi di Gearbox hanno provato a sopperire a questa mancanza rendendoli il più simile possibile a ciò che è ora la moda nel nostro mondo, gli streamer e gli influencer. I gemelli Calypso infatti sono degli streamer nel malato mondo di Pandora, e grazie a questo sono riusciti ad unire sotto un’unica bandiera tutti i banditi e i pazzi del pianeta, creando un vero e proprio esercito al loro comando e disposto a tutto per loro.

E sarà proprio attraverso le loro livestream che li vedremo per un buon 50% del gioco, sempre pronti a prendersi gioco di noi ma non arrivando mai neanche per un secondo al livello di Jack purtroppo.

Una parte fondamentale di Borderlands oltre alle sparatorie è sempre stata l’esplorazione, ogni luogo nascondeva nemici epici e forzieri con bottini rari e leggendari (due delle varie rarità presenti nel gioco). Ovviamente la ritroviamo anche qui, portata ad un livello ancora maggiore. Tolto il pre-sequel che ci ha mandato sulla luna, negli altri capitoli siamo sempre stati abituati all’inospitale Pandora e i suoi scorci, qui invece come già detto in precedenza abbiamo altri 3 pianeti da esplorare. Il futuristico pianeta Promethea, sede della Atlas Corporation (una delle tante fabbriche produttrici di armi), il selvaggio e inospitale Eden-6 e infine il misterioso Nekrotafeyo.

Ogni singola zona è piena di segreti, accampamenti nemici, cacce leggendarie a mostri e umani e forzieri nascosti. Solo esplorando a fondo riuscirete a mettere le mani sull’equipaggiamento migliore del gioco. Equipaggiamento che ci fa passare appunto al focus del gioco, alla sua componente primaria, il gameplay.

Borderlands 3

Iniziamo dai protagonisti, ognuno di loro dispone di 3 diversi alberi delle abilità, ognuno dei quali rappresenta l’abilità chiave di quel personaggio (ad esempio l’agente avrà il ramo del Drone, della Barriera e del Clone). I suddetti alberi oltre a sbloccare le abilità potenziano anche varie statistiche del nostro personaggio e aggiungono effetti elementali ai suoi attacchi. Padroneggiare ogni personaggio alla perfezione richiederà tempo e iniziare delle nuove partite con una classe diversa per sperimentare nuove abilità andrà a raddoppiare la longevità del gioco.

Le armi invece ricoprono da sempre un ruolo importante, ogni marca infatti ha delle potenzialità differenti, pensiamo ad esempio alle armi Torque che hanno sempre un effetto esplosivo quando colpiscono il nemico, per passare poi alle armi della Maliwan che hanno effetti elementali diversi, a volte anche 2 per arma, intercambiabili a piacimento. Sono presenti poi anche le classiche armi d’ordinanza, senza effetti speciali, le classiche Atlas e Hyperion.

Purtroppo però il fascino delle armi non durerà molto, sono sì presenti vari tipi di armi di varie marche e con effetti diversi, ma ci si renderà conto molto presto che è un lavoro di copia e incolla a volte meritevole, altre volte facilmente dimenticabile. Come capita molto spesso in questo genere di giochi si tende a cambiare equipaggiamento non appena se ne trova uno più forte, badando poco a effetti secondari, eccetera.

Notevole invece come si sia pensato a invogliare il gioco in cooperativa, sia offline che online, facendo in modo che le abilità dei 4 cacciatori presenti riescano a sinergizzare alla perfezione tra loro, rendendo alcuni degli scontri più impegnativi del gioco una passeggiata.

È doveroso sottolineare però come non sia assolutamente obbligatorio giocare con altre persone, il gioco infatti è perfettamente fruibile e completabile al 100% senza dover ricorrere al gioco online. Non ci sono incrementi eccessivi di difficoltà o boss impossibili da sconfiggere da soli.

La varietà dei boss non lascerà delusi i fan della serie, sono tutti ben caratterizzati e richiedono strategie sempre diverse. L’unica cosa che può far storcere il naso è che dopo un determinato punto nella storia alcuni mini-boss e boss principali che si andranno ad affrontare sono dei reskin di nemici base già visti. Ma rimane comunque una scelta di gioco facilmente sorvolabile.

La longevità del gioco, come già detto, si attesta all’incirca sulle 35/40 ore se ci si dedica all’esplorazione e al potenziamento del nostro personaggio, durata che può diminuire se si gioca solamente la storia principale (ma in quel caso qualche difficoltà si incontrerà sicuramente perché si perderanno molti punti esperienza per il proprio personaggio) o che può addirittura raddoppiare se una volta finito si inizia la modalità Nuovo Gioco+ presente in ogni Borderlands che presenta un livello di difficoltà elevato ma l’introduzione di bottino e equipaggiamento ancora più forte.

Tra le note finali vanno menzionate anche la colonna sonora che fa il suo dovere di accompagnamento durante le varie carneficine e il doppiaggio in italiano che si conferma come i precedenti capitoli di altissima fattura.

+ Gli scontri a fuoco sono divertentissimi
+ Umorismo unico e inconfondibile
+ Longevità elevata
- Matchmaking non molto efficiente
- La varietà delle armi lascia a desiderare
- Tecnicamente non perfetto

9.0

In conclusione, possiamo dire che la serie di Borderlands non ha mai osato più di tanto nell’innovazione, ma finora la sua formula si è sempre rilevata più che azzeccata e divertente. L’identità del brand si sente durante ogni minuto di gioco rendendo un piacere tornare a fare casino nella caotica Pandora (e dintorni).




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