Borderlands 3

Il ritorno in grande stile dei cacciatori della cripta!

A cura di GamesForum - 23 Giugno 2020 - 9:37

Autore della recensione: AT-33

Tornare dopo 7 anni e quasi un’intera gen passata senza nessun nuovo capitolo non era affatto facile per Gearbox. Borderlands creò ai tempi un nuovo genere su console, quello dei loot-shooter che negli ultimi anni ha letteralmente ispirato decine e decine di opere video-ludiche, sia single player che multi-player. Per quanto Borderlands 2 sia tutt’ora un gioco attuale, era facile scadere nel già visto e non sapersi innovare adattandosi alle esigenze del mercato di oggi che dall’ormai lontano 2013 (anno di uscita di Pre-Sequel, ultimo capitolo della saga uscito su PS3, Xbox 360 e PC) è cambiato, attirando sempre di più le masse su titoli prettamente multi-player. Ecco dunque che per Borderlands 3 l’arduo compito è non solo richiamare gli amanti della saga ma anche appassionare nuovi giocatori immergendoli nel mondo folle, bizzarro e violento della creatura di Gearbox.

L’identità prima di tutto

Fin dalle prime ore di gioco è chiaro come l’anima del gioco sia sempre la stessa: Pandora è di nuovo in pericolo e un nuovo gruppo di cacciatori della cripta è chiamato a difendere il pianeta dalla nuova minaccia, rappresentata dai temibili quanto bizzarri gemelli Kalypso. Tra una quest principale lunga, divertente e sempre più appassionante, quasi 80 missioni secondarie, più attività di ogni genere, Borderlands 3 offre almeno 30-40 ore di contenuti per poi offrire un end-game semplicemente infinito e che è destinato a durare fino a quando il giocatore non sarà semplicemente saturo di ciò che il gioco offre. Il gameplay è rimasto pressoché identico a quello dei titoli precedenti, ricevendo solamente una svecchiata alle meccaniche che rendono il tutto molto più fluido, veloce e divertente. La scrittura anche in questo capitolo rimane eccelsa, ogni NPC, ogni dialogo, ogni battuta è frutto di grande cura da parte dei writer del gioco, risultando sempre fresca, appassionante e spingendo il giocatore a voler conoscere ogni elemento che compone il mondo di gioco.

Fai emergere il cacciatore che è in te

Continuando il discorso gameplay bisogna dire che Borderlands 3 riesce a catturare l’attenzione di ogni tipo di giocatore, offrendo la possibilità di provare personaggi tutti molto diversi tra loro, stili e modalità d’approccio totalmente differenti e ovviamente centinaia di bocche da fuoco pronte a triturare qualsiasi cosa vi si pari davanti.

I 4 nuovi personaggi sono tutti molto riusciti: abbiamo un domatore dall’estetica robotica molto misteriosa e affascinante di nome Fl4k, la cui abilità permette di controllare passivamente le sue fedeli creature (un esempio senza fare troppi spoiler è il classico Skag che già abbiamo affrontato come nemico), Amara, che ricopre il ruolo di sirena in questo quarto capitolo del brand e che offre tra le varie possibilità, quella di utilizzare un suo clone per attaccare i nemici, Moze, il tank per eccellenza della serie (possiamo chiamarla tank nel vero senso della parola visto che la giovane ragazza utilizza un mech chiamato “Orso di ferro“) e infine Zane che occupa lo slot dei passati Zero e Mordecai, un assassino letale dalla distanza che sfrutta molteplici gadget tecnologici per combattere i suoi nemici.

I personaggi hanno caratteristiche uniche sbloccabili grazie ai tre rami di abilità di cui ognuno dispone e che potranno essere coltivati singolarmente o combinati tra loro. Come sempre la scelta è del giocatore che può costruire a suo piacimento la build che preferisce, una caratteristica forse tra le migliori di Borderlands che sotto questo punto di vista offre una libertà incredibile.

Due sono meglio di uno

Come già accennato in precedenza, in questo capitolo faremo conoscenza di due nuovi villain, i gemelli Kalypso, il cui obiettivo è diventare le creature più potenti dell’universo e dominare in maniera incontrastata su tutto. Per fare un confronto con i precedenti villain, senza dubbio era difficile per Gearbox portare a schermo dei personaggi complessi, cattivi e carismatici come Jack il Bello, personaggio entrato nella storia del brand ma ricordato anche come uno dei migliori villain di sempre. Il lavoro svolto sui due fratelli è comunque encomiabile, entrambi perfettamente riconoscibili, con la loro personalità e i loro punti di forza che li rendono i degni eredi di Jack, senza mai avvicinarsi o paragonarsi a lui (nel senso positivo del termine).

Borderlands 3

Pandora e la grande cripta

La trama ruota intorno alla grande cripta, una vera e propria leggenda nel mondo di Pandora a cui i Kalypso sembrano credere ed anzi, aspirano a trovare per raggiungere il loro scopo di diventare dei dell’universo. Pandora è rimasta nel tempo sempre la stessa nei suoi pregi (sempre che ne abbia avuti sia chiaro) e difetti (a volerne fare un elenco non si finirebbe più). L’ entrata in gioco dei nostri protagonisti è accompagnata dalla mascotte della serie, il simpatico robottino Claptrap ma anche dalla leggendaria cacciatrice nonché sirena Lilith (protagonista del primo capitolo).

Il nostro obiettivo sarà quello di fermare in tempo i Kalypso e di trovare la mitica grande cripta prima di loro. Una delle cose maggiormente riuscite è la capacità di Borderlands 3 di riuscire ad inserire nel corso della storia una valanga di vecchie conoscenze affidando loro ruoli importanti per la quest principale quanto per le missioni secondarie, rendendo davvero piacevole rivedere certi volti noti e anzi andando a creare un rapporto con il protagonista che cresce sempre di più, quasi in maniera umana e realistica. Oltre agli alleati ci sono anche decine di nemici perfettamente riconoscibili, sia come fazione, sia come singoli, con villain secondari molto validi come ad esempio il leader della Maliwan, Katagawa Jr.

Un universo enorme

Pandora, e altri pianeti che scoprirete nel corso del gioco, si presentano in maniera impeccabile al giocatore. Ogni pianeta ha le sue fazioni, i suoi animali, i suoi colori, la sua tecnologia, non avrete mai un senso di già visto mentre li esplorerete ed inoltre sono ricchi di attività da scoprire e completare.

Oltre alle missioni secondarie di varia natura (tutte scritte benissimo con dialoghi divertenti, dissacranti e a volte pure molto cattivi) ci saranno altre attività da scoprire tra le quali assassinii di bersagli specifici, il recupero di parti meccaniche (e non) da utilizzare sul proprio veicolo, la caccia a determinate creature che abitano i vari pianeti e messaggi eridiani (gli eridiani sono un antica popolazione aliena dotata di tecnologia incredibilmente avanzata, creatori del materiale eridium e delle cripte) da decifrare. Oltre a tutto questo il gioco offre dei terreni di prova eridiani, dove sarete chiamati ad affrontare centinaia di nemici avanzando per le aree della prova fino al boss di turno, tre missioni secondarie in formato arena, in cui dovrete resistere fino alla fine dall’attacco di ondate di nemici, sempre più lunghe e difficili, NG+ , eventi periodici a tempo limitato ed infine una modalità caos composta da ben 10 livelli caos dove ad ognuno corrisponde un incremento di difficoltà. Quest’ultima modalità (sbloccabile una volta terminato il gioco) va a ritoccare determinate caratteristiche (vita dei nemici, danni e quant’altro) al fine di rendere il gioco sempre più difficile ad ogni aumento di livello.

Insomma, le 30-40 ore indicate ad inizio recensione sono il minimo per chi vuole completare il gioco quasi al 100% senza dedicarsi all’endgame ma la quantità reale di contenuti è davvero enorme e può portare a centinaia e centinaia di ore di gioco senza mai annoiare, offrendo sempre una sfida al giocatore. La forza di Borderlands sta proprio qui, nella sua capacità di divertire il giocatore anche da solo e a differenza di altri titoli che danno il meglio in multiplayer, il titolo di Gearbox è perfetto pure per chi ama le avventure in solitaria.

Bello (come Jack) da giocare, da vedere e da ascoltare

Il cel-shading di Borderlands rimane ancora oggi uno degli elementi che rendono il brand riconoscibile e anche in questo capitolo è un piacere per gli occhi, non punta certamente sul dettaglio ma l’impatto è sempre notevole. Le musiche, dalle più rilassanti presenti durante l’esplorazione a quelle dal ritmo più incalzante durante i combattimenti sono ottime e perfettamente contestualizzate, rendendo anche l’ascolto un elemento importante, piacevole e riuscito di Borderlands 3. Il doppiaggio in italiano è sopra la media, davvero di ottima qualità rispetto a tante (forse, arrivati nel 2020, ancora troppe) opere video-ludiche.

+ Scrittura sempre al top
+ Gameplay divertente e ancora più immediato
+ Quantità e qualità dei contenuti
+ Identità perfettamente mantenuta nonostante tutti questi anni passati
- Tecnicamente ottimo ma è il momento di lavorare maggiormente sui dettagli
- Troppe armi simili tra loro rispetto ai vecchi capitoli
- Non c'è stata una vera e propria evoluzione ma un semplice upgrade rispetto al secondo capitolo

9.0

In conclusione Borderlands 3 è un gioco capace di fare innamorare per l’ennesima volta i suoi fan ma anche i novizi della saga grazie a una scrittura di qualità, una marea di contenuti e un gameplay sempre divertente e vario nonostante non sia stato stravolto rispetto a quello dei predecessori, mettendo ancora più in risalto quanto l’elemento identità (tanto nel lato estetico quanto in quello video-ludico) sia ritenuto importante dagli sviluppatori.




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