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Blue Reflection: Second Light

Mentre l'ultimo giorno d'estate volge al termine, ogni cosa è illuminata.

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Sviluppato da Gust, il primo Blue Reflection esordì in Giappone nel 2017 su PlayStation 4 e PlayStation Vita: era un gioco di ruolo tutto sommato modesto, forse troppo desideroso di far mostra di sé peccando tuttavia con carenze nei fondamentali del genere.  Con Blue Reflection Second Light tuttavia, lo sviluppatore riesce a stupire in positivo nonostante le aspettative contenute dovute al predecessore.

La produzione è un costante crescendo di migliorie gratificanti, fino ai titoli di coda che mi hanno portato ad esprimere un sentito ringraziamento in Gust per aver creduto così fermamente nella serie ed aver avuto l’ambizione di continuare ed espandere il proprio progetto, facendo passi da gigante.

Questo nuovo capitolo si presenta come seguito diretto del primo Blue Reflection: sebbene sia consigliabile conoscerne gli eventi (o aver visto il recente anime) non è strettamente richiesto al player. Anche se il titolo risulta teoricamente fruibile, tuttavia si rischia di perdere il mordente nelle fasi iniziali della storia, ritrovandosi inizialmente spaesati senza sapere molto bene quello che stiamo facendo o del perché siamo arrivati in quella scuola, dove non resterà che rimboccarsi le maniche.

 

L'ambientazione scolastica fa da base a Second Light.

 

L’obiettivo sarà infatti ritrovare i ricordi delle nostre ragazze protagoniste: nonostante l’incipit non brilli per originalità, tuttavia la storia è narrata molto bene, senza divagazioni superflue: le poche distrazioni secondarie presenti sono gli eventi “amicizia”, occasioni nelle quali le nostre ragazze ci proporranno piccole missioni di vita quotidiana inframezzate da fan service, oltre alle classiche missioni secondarie tipiche dei titoli Gust del tipo “fetch quest”.  Completando questi incarichi, potrete aumentare il vostro livello amicizia con le ragazze ed ottenere punti utili per potenziarle.

E’ presente la selezione della difficoltà, che si potrà cambiare in qualsiasi momento dai menù: il consiglio è di partire con l’impostazione Normale (la massima selezionabile alla prima run) in quanto vi accorgerete fin da subito quanto essa sia tarata verso il basso.

 

Il combat system è rapido e divertente.

 

Il combat system è una vera goduria: non tanto per i nemici standard, in quanto rappresentano una sfida ininfluente, bensì per i mostri potenziati o i boss. Nonostante le meccaniche siano basilari, il combattimento premia la frenesia: più volte voi attaccherete, più avrete velocità e forza ad ogni turno, per poter eseguire tecniche con sempre maggior danno. Inoltre, la presenza di una elevata varietà tra le ragazze renderà ogni scontro esaltante nell’alternanza tra forza bruta, velocità, arti curative e bonus vari. Il divertimento emergerà proprio nel trovare la chimica all’interno del nostro party tra le tantissime combinazioni disponibili.

 

Le fasi 1vs1 sono una chance da dover sfruttare.

 

Novità introdotta in questo capitolo è quella del 1 vs 1 attivabile solo in determinate condizioni: in queste circostanze, avremo pochi secondi per cercare di far più combo possibili per concludere con un danno enorme e sfruttare un gran boost per abbattere la barra vitale del nostro avversario.

I dungeon sono carini visivamente e di medie dimensioni: purtroppo risultano essere altresì molto vuoti, con evidenti sotterfugi per mascherare le tante fasi di caricamento.

 

Lo stealth è troppo basilare e decisamente acerbo.

 

Un altro aspetto deludente è lo stealth, veramente troppo abbozzato ed inutile se non fosse che in certe situazioni siamo costretti ad usarlo.

Da segnalare che, una volta finito il gioco, sarà possibile attivare anche difficoltà più alte per aumentare il livello di sfida.

 

VOTO: 8,0

Blue Reflection: Second Light rappresenta una bella svolta rispetto al primo capitolo grazie a molti miglioramenti evidenti: storia intrigante e ricca di colpi di scena, musiche belle, combat system divertenti, stile grafico caratteristico. Peccato per ambienti e dungeon piuttosto scialbi e senza interazioni. La speranza è che con il terzo capitolo Gust riesca a tirare fuori ciò che ancora manca per far fare il salto di qualità definitivo alla serie.

Pro

  • Ottimi personaggi
  • Bella storia
  • Buona longevità
  • Gameplay basilare ma divertente

Contro

  • Poca varietà generale
  • Tecnicamente non il top
  • Mappa vuota
  • Difficoltà tarata verso il basso