Blind Men

L'amore è cieco...

A cura di GamesForum - 9 Maggio 2020 - 9:00

Autore della recensione: Wolf Loz

Cosa c’è di peggio di una quarantena forzata nel bel mezzo della peggiore pandemia degli ultimi 100 anni? Giocare a Blind Men! Scherzi a parte, oggi andremo a conoscere ed analizzare questa bizzarra Visual Novel (d’ora in avanti VN) che, come ormai avrete intuito, non si è rivelata in grado di spiccare il volo e prendere forma, annaspando nel dimenticatoio assieme a mucchi di altre VN non particolarmente ispirate.

… ma io no!

Blind Men appartiene al sotto-genere conosciuto col nome di Boy Love Novel, ovvero avventure testuali incentrate sulle romances tra avvenenti uomini o ragazzi, e del tutto prive (o quasi) di interazioni femminili, se non di secondaria importanza. Ho cercato, per quanto possibile, di immedesimarmi per affrontare questa esperienza totalmente scevro da pregiudizi e poter procedere con un’analisi oggettiva, riuscendo magari nell’intento di offrire un punto di vista esterno che permettesse di mettere in luce eventuali pregi e difetti dell’opera, prescindendo da gusti ludici ed orientamento sessuale dei possibili fruitori. Il problema principale di Blind Men però non è ascrivibile al suo genere di appartenenza, ma risiede nella dozzinalità e mediocrità che pervade l’intero corso dell’avventura, salvando giusto un paio di momenti.

Blind Men

Una romance senza romance

Sì perché il grosso, enorme, problema di Blind Men, è che prova ad essere una Boy Love Novel senza offrire ragazzi da amare, su cui fantasticare, o per lo meno con cui simpatizzare! I due soli possibili candidati sono personaggi così poveri, così stereotipati e così poco caratterizzati – sia nell’estetica che nell’attitudine – da rendersi istantaneamente non appetibili dopo appena un paio di linee di dialogo ciascuno. Il che è un peccato, perché per lo meno setting e contorno umoristico volutamente caricaturale, lasciavano presagire un potenziale che è rimasto inespresso.

E l’entusiasmo iniziale all’idea di essere un aspirante super villain che deve fare formale richiesta e sottoporsi ad un test di ingresso per entrare nella Lega del Male, è subito smorzato non appena si intuisce che questo divertente e surreale siparietto non andrà a parare da nessuna parte, lasciato in un angolino a spegnersi senza sviluppi interessanti. Avremmo potuto conoscere altri aspiranti villain e futuri colleghi, vivere la vita “scolastica” all’interno della Lega del Male, strappare amori tra i banchi di una scuola di malvagi. E invece no. L’unico pregio di Blind Men, il suo iniziale setting, rimane un generico setting non sviluppato e approfondito, un’eco in lontananza, un lontano ricordo.

+ Setting interessante
- Non fa nemmeno quello che dovrebbe
- Corto

5.0

Non fraintendetemi, Blind Men non è di certo il peggior gioco su questo pianeta. Tutto sommato vi può far passare un’oretta abbondante col cervello staccato e rilassati, il che non è necessariamente un male. Il prezzo per di più è irrisorio. Ma al di fuori di questo non ci sarà altro ad attendervi, nulla di cui ricordarsi. Se non di quella benedetta Lega del Male su cui fantasticherete senza mai saper nulla a riguardo. Chissà, magari un giorno a Ratalaika Games si ricorderanno di aver creato un setting sufficientemente interessante da tirarne fuori qualcosa di più complesso ed appagante. Fino ad allora, Blind Men resterà solo un colpo sparato alla cieca.




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