Blazing Chrome

Piombo dagli anni 80

A cura di Gamesforum - 23 Gennaio 2020 - 13:12

Autore della recensione: Inuyasha1550

Nonostante la tecnologia, in ambito video-ludico, raggiunga sempre nuovi picchi a livello tecnico e grafico, supportata da macchine da gioco sempre più potenti e sofisticate, l’ultimo decennio ha visto l’arrivo contemporaneo sul mercato di un numero sempre più numeroso di piccoli sviluppatori indipendenti il cui sguardo nostalgico invece volgeva nella direzione opposta, ovvero nel cercare di riproporre al nuovo pubblico moderno stili e generi di giochi ormai dimenticati dai più giocatori più anziani o addirittura completamente sconosciuti da quelli più giovani.

Questo è il caso del piccolo team brasiliano JoyMasher, che nel 2019 decide di omaggiare il genere degli sparatutto 2D a scorrimento degli anni 80-90 (in modo particolare la storica serie di Konami, Contra) con il suo Blazing Chrome. Il tutto ovviamente mantenendo lo stesso gameplay e stile grafico di quell’epoca e ignorando le potenzialità offerte dalle attuali console. Il risultato tuttavia ha decisamente superato il muro di quasi 30 anni che si frapponeva tra i 2 tempi.

Voglio fare lo Skynet

La trama del gioco non ha molte pretese in termini di originalità o profondità: nell’anno imprecisato 21XX un sistema informatico denominato Chrome si è ribellato contro l’umanità, sua creatrice, e ha dato il via alla creazione di robot assassini e orrori bio-organici, portando il mondo sull’orlo di un’apocalisse che ci ricorda non poco quanto visto in Terminator. Sopravvivono solo sporadiche sacche di resistenze armate decise a lottare fino alla distruzione del tirannico regno cibernetico, tra i quali troviamo i nostri 2 protagonisti giocabili: Mavra, classica donna guerriera senza paura, e Doyle, robot da combattimento ribelle e spaccone.

Scopo del gioco sarà quello di farci strada a suon di colpi di mitra tra orde di robot e abomini su 6 stage differenti (inizialmente saranno selezionabili solo i primi 4) ambientati in postazioni chiave del nemico, creando un vantaggio nella linea d’attacco contro Chrome e aprendo un nuovo spiraglio di vittoria e di speranza per l’umanità. Non aspettatevi qualsiasi tipo di narrazione all’infuori dell’introduzione o risvolti di trama: come da standard in questi giochi la sinossi rimarrà solo funzionale e niente più che un mero pretesto per sparare a raffica contro qualsiasi cosa non umana si muova. E su questo si può dire che l’obiettivo viene raggiunto egregiamente.

Tra Contra e Metal Slug

Per quanto concerne il gameplay, si può assolutamente affermare che l’obiettivo di riproporre uno sparatutto a scorrimento classico sia stato raggiunto in pieno. Il feeling è lo stesso dato da titoli come lo stesso Contra o anche Metal Slug: si prosegue sempre verso una determinata direzione in un ambiente 2D sparando a distanza con un mitragliatore contro qualsiasi nemico ci venga incontro o alle spalle, con la possibilità di effettuare un attacco in mischia se il nemico sia vicino abbastanza o di ottenere diversi tipi di armi (nello specifico un lanciagranate, un raggio-frusta e un laser caricato). Oltre a sparare potremo anche utilizzare un comando di salto, necessario per superare anche varie fasi platform, e una scivolata. Resta possibile inoltre mirare verso varie posizioni senza muovere il personaggio con l’apposito comando mira e anche sdraiarsi per evitare attacchi alti o sparare da una posizione di vantaggio. In alcuni livelli avremo la possibilità di comandare alcuni veicoli, in particolare una moto e vari tipi di robot corazzati. Avremo inoltre occasione di trovare speciali power-up come uno scudo per assorbire fino a 2 colpi extra, un bot che raddoppia la potenza di fuoco e uno che aumenta la velocità, oltre alla classica vita extra.

Blazing Chrome

Oltre i classici nemici base, ogni livello avrà un vario numero di boss intermedi oltre il classico boss di fine livello. Questi avranno tutti un pattern di attacco definito, da memorizzare al meglio per poter avanzare senza problemi e rappresenteranno una delle sfide maggiori del gioco. Su questo aspetto in particolare va fatta una menzione per la varietà e il numero delle bossfight oltre che per la qualità dei pattern d’attacco, mai troppo confusionari e particolarmente precisi e calcolati. Al contrario, restano abbastanza deludenti gli incontri coi normali mob: poca varietà di nemici, molto spesso confusionari e il più delle volte limitati a sbattere contro il protagonista in mischia a tutta velocità o a sommergerlo in numero.

Il fascino del tubo catodico

La realizzazione grafica in 2D risulta assolutamente riuscita oltre che fedele allo stile degli anni 80. Nonostante l’aspetto grezzo, ogni modello e sfondo risultano sempre gradevoli alla vista e particolarmente curati nei dettagli, nonostante qualche calo negli ambienti chiusi. Nelle impostazioni abbiamo anche la possibilità di applicare determinati filtri video per aumentare ancora di più (o diminuire) l’effetto dei televisori CRT usati all’epoca, per la gioia dei nostalgici.

Senza infamia e senza lode l’aspetto audio. A esatta eccezione dell’ottimo brano cantato The Danger utilizzato per i titoli di coda, le musiche e gli effetti sonori durante le fasi di gioco faticano a lasciare il segno, risultando né memorabili ma nemmeno fastidiose, un accompagnamento sonoro standard e mediocre.

Menzione d’onore invece alla rigiocabilità: nonostante finire i 6 stage occuperà circa 1 ora di tempo ai giocatori non hardcore anche alle difficoltà più bassa, finire il gioco sbloccherà, oltre alla difficoltà Difficile se completato a Normale, svariati bonus tra i quali 2 personaggi inediti esclusivamente melee, una modalità speculare e una modalità boss Rush. Considerato anche il grande numero di trofei da sbloccare, la quantità di tempo da passare su questo piccolo gioco è veramente alta.

+ Omaggio pienamente riuscito al genere
+ Stile grafico 2D soddisfacente e curato
+ Longevità sopra la media grazie all'alta rigiocabilità
+ Tanti boss riusciti e ben studiati…
- ... al contrario dei nemici base
- Comparto audio anonimo

8.5

Blazing Chrome non solo ha certamente dimostrato di essere un degno omaggio al genere degli sparatutto a scorrimento e alle sue ispirazioni principali (Contra in primis), ma anche di come questi generi all’apparenza desueti e arretrati possano ancora regalare grandi dosi di divertimento e di sfida e che la grafica retrò funzioni tuttora.  Non fosse per un comparto audio mediocre e i combattimenti contro i nemici base che meritavano molto più studio e varietà, il gioco si sarebbe potuto elevare tranquillamente a uno dei maggiori esponenti del genere. Acquisto assolutamente consigliato a tutti i fan della tipologia o del retrò.




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