Blasphemous

Pixel grotteschi ed angosciosi

A cura di GamesForum - 14 Giugno 2020 - 10:00

Autore della recensione: Crimson King

…Colmo di frustrazione per la devozione inadeguata dei fedeli, il Sommo Pontefice sollevò il suo trono dorato e lo rivolse all’indietro. Passarono gli anni e, all’improvviso, parve che qualcosa stesse cominciando a cambiare nella forma del Sommo Pontefice. Alcuni rami secchi e morenti avevano iniziato ad emergere dalla punta delle sue dita e, a poco a poco, iniziarono a crescere anche dal suo pallido e immobile corpo. L’Alto Pontefice fu trasformato in un gigantesco albero spoglio e rinsecchito, e iniziò a bruciare per novanta giorni e novanta notti…

…Una volta che l’albero fu completamente consumato dalle fiamme, un’enorme montagna di cenere prese il suo posto, e sulla sua cima vi era l’ignobile trono voltato, vuoto e incustodito. Gli alti prelati della Chiesa che rimanevano ancora in vita iniziarono a lottare per raggiungere la sommità e reclamare il trono. Ma la montagna iniziò a muoversi sotto i loro piedi e non molto dopo la cenere inglobò ogni singola anima che era presente nella Cattedrale. Dalla fuliggine emersero quei poveretti che erano stati inghiottiti, ormai trasformati in orribili e deformi bestie assetate di sangue, aggressivi come animali selvaggi e violenti per natura. Ma la loro fede era rimasta intatta…

Blasphemous

Quis custodiet ipsam Cvstodiam?

Così ebbe origine il Miracolo, l’evento che scatenò la devastazione delle terre e delle genti di Cvstodia, la landa desolata che fa da sfondo alle vicende di Blasphemous, l’ultima fatica degli spagnoli The Game Kitchen. Dopo essere passati da un omaggio ai racconti di Lovecraft e Poe nell’avventura grafica The Last Door, i nostri sviluppatori iberici hanno deciso di cambiare del tutto genere con Blasphemous, il quale si configura come un metroidvania 2d dalle tinte fosche ed oscure.

Il Penitente, il nostro protagonista, fa parte della Confraternita dei Lamenti Silenziosi, una setta che è stata investita del compito di porre ordine ad un mondo devastato dalle creature infernali che sono scaturite dal Miracolo del Sommo Pontefice. Armato della sua Spada, la Mea Culpa, e col volto celato da una maschera metallica dalla punta aguzza che somiglia in modo inquietante ad una capirote, il copricapo di forma conica usato dalle confraternite nella Semana Santa spagnola, il Penitente dovrà raggiungere la Culla dell’Afflizione, un oggetto esoterico posto nella Madre delle Madri, la grande e misteriosa basilica che serve da bastione della fede di Cvstodia.

Queste criptiche premesse narrative contribuiscono a creare la disturbante atmosfera di Blasphemous, assieme ad una direzione artistica che, come indicato dagli stessi sviluppatori nella loro campagna Kickstarter, prende spunto a piene mani dai pennelli di Francisco Goya ed in particolare dal quadro “La Processione dei Flagellanti” del 1793 e dalle architetture della città di Siviglia, che nel XV secolo fu sede della Santa Inquisizione dei Re Cattolici. La magnifica pixel art del gioco riesce a rendere appieno questa estetica unica ed inconfondibile, soprattutto nelle meravigliose sequenze di intermezzo, e le animazioni dettagliate danno un tono ancora più cupo e violento al viaggio del nostro Penitente.

Ogni singola area di Cvstodia è invasa da creature angosciose, figlie di un fondamentalismo religioso portato al parossismo. Bisogna però constatare che alcune di esse si ripresentano sotto forma di reskin nel corso del gioco, e che la varietà dei nemici è sfortunatamente misera e derivativa dei classici del genere: abbiamo le classiche teste volanti di castlevanesca memoria, o altorilievi che prendono vita e ci attaccano a sorpresa, e non mancano nemmeno i tipici blob che compaiono senza fine nelle fogne tossiche. Quando però Blasphemous insiste nella sua originale tematica allora riesce a dare il meglio di sé, e sono le location come il Convento del Volto Sfigurato a rimanere più impresse nella mente del giocatore.

Blasphemous

Un Souls-vania afflitto dal peccato

Non si può negare che Blasphemous non provi nemmeno ad inventare qualcosa di nuovo. Il lavoro dei Game Kitchen è a tutti gli effetti un metroidvania tradizionale che prende in prestito alcuni elementi da Dark Souls, come il salvataggio dei nostri progressi nelle vicinanze di alcuni Prie-dieu, ovvero degli inginocchiatoi tardo-medievali che hanno le stesse funzioni dei falò della saga della From Software, e un combat system che fa largo affidamento sulle schivate e sui parry. Al contempo però Blasphemous non riesce ad emergere dall’oceano della miriade di titoli che è derivata da questa fruttuosa commistione fra generi.

Il combattimento è in generale abbastanza semplice, e troppo spesso si cerca di indurre i mob in un attacco per poi punirli nei frangenti in cui si stanno ancora riprendendo dal colpo che hanno provato ad infliggere. Il parry stesso ha delle tempistiche piuttosto ampie, e si riesce ad attivare l’animazione corrispondente anche se si prova a cliccare ripetutamente sul pulsante apposito.

All’inizio della nostra avventura le animazioni dei combattimenti rendono gli scontri visivamente apprezzabili, ma presto, una volta imparati i pattern dei nemici, le battaglie divengono un gioco di memoria, nel quale vanno di volta in volta ricordati i punti di ingaggio dei nemici e i loro attacchi. Se si acquisisce abbastanza dimestichezza i combattimenti divengono triviali, e non è mai premiata la prontezza di riflessi, quanto piuttosto una buona capacità di ricordare come si comportano i vari mob. Se si aggiunge a questo la scarsa diversità dei mostri e le loro mosse telefonate, Blasphemous rivela prontamente la sua natura di gioco trial and error e, specie quando saremo costretti a sessioni di backtracking, ci troveremo a ripetere e ripetere le stesse mosse, per troppo tempo.

Sovente le maggiori complicazioni derivano invece dai momenti di platforming, in cui non saremo a volte ostacolati nei nostri balzi dagli agenti atmosferici, come il vento ed il ghiaccio, i quali se non presteremo adeguata attenzione ci condurranno ad una morte prematura. Una scelta particolarmente infausta è stata legare lo stesso pulsante per l’attacco al comando che ci consente di aggrapparci a certi muri, causando di sovente un movimento indesiderato durante i combattimenti in alcune zone.

Fortunatamente sono le boss fights a mettere un po’ di pepe: all’incirca saranno una decina gli scontri che ci vedranno opporci alle creature più potenti di Cvstodia, sempre molto ispirati nel loro design, ma deludenti per quel che riguarda i combattimenti stessi. Mentre solo alcuni possono vantare un buon livello di sfida, altri, complici i potenziamenti del Penitente e della sua Mea Culpa, risulteranno decisamente troppo facili. Altri boss, invece, sono afflitti da problematiche che riguardano le tempistiche dei loro attacchi, che ci condurranno ad incassare più di un colpo in sequenza senza poterci rialzare se sbaglieremo un contrattacco. E tutto ciò può portare a scontri dove un singolo errore può costare la sconfitta.

Blasphemous

Mea Culpa, mea potenziatissima culpa

La progressione delle abilità del Penitente sarà scandita da alcuni potenziamenti della spada, la Mea Culpa, che sbloccheranno nuove mosse per il nostro protagonista, come ad esempio degli attacchi caricati, un allungo distruttivo e un colpo in picchiata. Sfortunatamente solo alcuni di esse troveranno un uso pratico in combattimento, dato che le tempistiche dei nemici non consentono di fare sfoggio completo del nostro arsenale.

Esplorando Cvstodia troveremo anche le Preghiere, delle abilità speciali da utilizzare grazie alla risorsa magica denominata Fervore. Sarà proprio questa risorsa a esserci limitata sempre di più ogni qual volta saremo sconfitti dai nostri nemici, e dovremo quindi tornare sul luogo della nostra morte per poter espiare la nostra colpa e riacquistare il pieno utilizzo del nostro Fervore.  Le Preghiere possono aumentare la nostra velocità di attacco, creare un danno ad area o farci eseguire un colpo aereo, ma attenzione: durante il caricamento di queste abilità rimarremo alla mercé dei nemici, quindi calcolate bene le tempistiche prima di lanciarvi in uno di questi potenti attacchi.

Ciò vale anche per l’utilizzo delle Fiaschette di Sangue, la risorsa curativa utilizzata dal Penitente: sarà possibile recuperarne di nuove negli anfratti nascosti di Cvstodia, ma anche l’animazione del loro utilizzo ci può lasciare esposti agli attacchi altrui.

Gli altri preziosi oggetti recuperabili durante le nostre esplorazioni saranno i Grani del Rosario, le Reliquie e i Cuori della Mea Culpa, ovvero i consueti potenziamenti alla difesa, all’attacco e alla salute del protagonista.

+ Ambientazione originale
+ Pixel art dettagliata
+ Animazioni di buon livello
- Combat System troppo semplicistico
- Poca varietà nei nemici
- Qualche problema nelle tempistiche degli attacchi dei boss

7.5

Blasphemous gode di un’ambientazione originale caratterizzata da un’atmosfera opprimente ed inquietante resa splendidamente dalla sua dettagliatissima pixel art e da buone animazioni. Il combattimento e l’esplorazione non riescono però a raggiungere le vette di altri esponenti del genere, come Hollow Knight e Salt & Sanctuary. Da segnalare l’ottimo adattamento in lingua italiana, un pregio raro in un panorama indie che sempre più spesso si affida a sgrammaticate traduzioni amatoriali.




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