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Black Skylands

Pirati nel Cielo

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Il genere degli Open World nelle ultime generazioni del mondo videoludico ha visto una crescita esponenziale, sia come attrattiva per il pubblico che come tecnologie e grandezza dei progetti.

Se gli Open World vedono in prodotti come Elite, Ultima, ed il meno noto Hunter del 1991 – primo titolo 3D ad implementare tutte le meccaniche che in futuro avrebbero reso grande il genere – i loro capostipiti, risulta innegabile che lo sdoganamento di questi titoli è avvenuto con i primi due Grand Theft Auto, per poi esplodere grazie alla tridimensionalità del terzo capitolo di questa saga ormai multimilionaria.

Creare un titolo Open World basandosi sugli standard odierni è un processo molto complesso e difficilmente raggiungibile anche da molte case di sviluppo AAA, ma la soluzione dei 15 ragazzi che formano il team russo di Hungry Couch è stata proprio quella di guardare alla storia del genere, e sulle orme degli allora DMA Design, creare un mondo 2D completamente esplorabile con visuale dall’alto.

Rilasciato in Early Access su PC in vari store digitali, gli Hungry Couch presentano al mondo, grazie anche al supporto del publisher tinyBuild, Black Skylands. Non solo un omaggio ad un genere, ma un ricco progetto che attinge alla sub-categoria dello skypunk per la sua narrativa, il suo design, e le sue ingegnose trovate in ambito ludico, in una continua ricerca per implementare molti degli aspetti tipici degli Open World più blasonati in commercio.

Grand Theft Skypunk

In un passato poco precisato il mondo di Black Skylands si è frantumato in tante piccole isole fluttuanti nel cielo. In queste nuove terre il popolo di Aspya ha vissuto felicemente fino al primo contatto con una razza di mostri chiamati Sciame. Impersonando Eva, che assistette alla fatidica notte in cui la pace di Aspya venne spezzata, si vivrà un’avventura nel tentativo non solo di placare la furia dei mostri dello Sciame, ma la follia che la loro comparsa ha generato corrompendo le menti dei Cacciatori, ora denominati Falchi, e guidati dal vecchio amico e mentore Kain.

Per riuscire nell’impresa di liberare il suo popolo Eva, aiutata dalla falena Luma, dovrà liberare ogni isola dal giogo dei Falchi, mentre indaga per scoprire i punti deboli dei mostri dello Sciame. Si partirà dalla ricostruzione della Fathership – grande aeronave in cui Eva è cresciuta con la sua famiglia – introducendo l’ultimo aspetto ludico di Black Skylands, il crafting.

Il gioco degli Hungry Couch copre ogni meccanica chiave delle produzioni Open World degli ultimi anni, implementando fasi di shooting, d’esplorazione e di crescita grazie ad un sistema di crafting.

In Black Skylands gli scontri con i nemici si sviluppano mescolando mira e spostamenti – grazie ad un semplice sistema twin-stick – aggiungendo anche delle velleità da bullet hell. Più la caratterizzazione dei nemici, ciò che aiuterà a variegare gli scontri saranno le bocche da fuoco, o armi bianche, in possesso dei Falchi. Si dovrà combattere contro pistole, fucili a canne mozze, fucili di precisione, mitragliatori e persino lancia granate. Ogni singolo scontro diviene quindi un valzer tra i proiettili, molte volte in spazi angusti o col rischio di cadere nel vuoto; un rischio che molte volte risulta necessario correre per evitare un proiettile altrimenti fatale, e che viene nullificato se si adopera con tempismo il rampino di cui Eva è accessoriata fin dalle prime battute di gioco. Anche l’amica Luma risulta essere un compagno molto importante riuscendo con la pressione di un tasto a portare Eva sull’aeronave in caso di pericolo, o riportarla in vita quando svenuta e se possibile.

I parallelismi con i primi lavori Rockstar si potrebbero fermare alle meccaniche principali che regolano gli scontri a fuoco in Black Skylands. Se la componente di top-down shooter ricorda anche nel feeling lavori come Hotline Miami – fortunatamente non nella severità con il quale si viene puniti nel gioco Dennaton Games l’accostamento più naturale nella parte esplorativa del titolo si ritrova in The Legend of Zelda: Skyward Sword.

Eva è la protagonista di Black Skylands

Per muoversi tra le varie isole si utilizza un’aeronave di cui si assume il controllo, non solo del timone ma anche dei suoi cannoni, che possono essere rivolti in diverse direzioni prestabilite. Durante il pellegrinare tra i cieli ci si ritroverà a dover combattere contro altri velieri nemici o mostri volanti, e l’unico modo per sconfiggerli sarà abbattendoli usando i proiettili siti nella scorta della nave.

Ogni tipo di riparazione o mantenimento vengono svolte in tempo reale da Eva. In qualsiasi momento durante la navigazione si può abbandonare il timone e, se in possesso delle risorse, riempire di carburante la nave per una veloce fuga, raffreddare i cannoni surriscaldati durante la foga dei combattimenti, oppure riparare i punti dell’aeronave in fiamme.

La corretta gestione della stiva è necessaria per la sopravvivenza in Black Skylands; solcare i cieli senza avere qualche riserva di proiettili, di bulloni per riparare la nave, o di carburante, potrebbe portare ad indesiderate conseguenze e certo game over.

La collezione di materiali può avvenire anche dopo un conflitto tra i cieli, raccogliendo le spoglie lasciate dai nemici sotto forma di casse fluttuanti. Basterà adoperare il rampino e depositarle dentro la stiva, facendo però attenzione al numero massimo di casse trasportabili. Luma ancora una volta aiuterà Eva, potendo trasportare qualsiasi cassa trovata sulle isole dentro la stiva.

Lo spostamento nel mondo di Black Skylands è semplificato grazie alla presenza di una mappa che indica non solo i punti chiave per portare avanti le missioni primarie, ma la posizione delle utili risorse e dei punti d’interesse.

Le varie missioni principali che vengono presentate al giocatore sono tutte collegate da una forte narrativa che sorregge il titolo; conversare con i vari NPC non è però l’unico modo per conoscere la storia del mondo di Black Skylands, sparpagliati per le isole si potranno trovare delle note di un diario che agiscono sia da collezionabili che da elementi che arricchiscono il lore della trama. Le missioni secondarie non sono particolarmente interessanti, e molte volte si limitano a richieste di pulizia dai nemici di un’aria specifica o il ritrovamento di oggetti chiave.

Per procedere correttamente nel gioco sarà necessario però adoperare le risorse ottenute principalmente per accrescere l’armamentario ed i kit di Eva oltre che la potenza dell’aeronave usata per le scorribande contro i Falchi o lo Sciame.

La Fathership riveste il ruolo di hub per la crescita del personaggio. Ottenendo materiali questi dovranno essere investiti per la creazione, e miglioria, di diversi negozi, come quello per la fabbricazione dei metalli, quello delle armi, delle navi, e persino dell’allevamento di bestiame o di un bar, che ad ogni livello di potenziamento fornirà delle abilità speciali ricaricabili come il bullet time. La liberazione delle isole del popolo di Aspya non è poi una conquista a sé stante. Ogni cittadina liberata porta con sé un numero di abitanti che dà accesso a dei potenziamenti capaci di mitigare sensibilmente la difficolta d’alcuni scontri, e principalmente evitare di cadere in battaglia e ritornare sulla Fathership.

Il loop di gioco generato dal titolo diventa interessante proprio quando la frustrazione e la ripetizione prendono però il sopravvento. Durante le ultime sezioni di gioco viene richiesto un forte farming di materiali che sono situati in una zona avanzata del mondo. La trama di Black Skylands porta il giocatore in questa regione, generata randomicamente sia negli scontri che nella comparsa delle risorse, senza aver offerto il giusto equipaggiamento ad Eva e alla sua nave. L’unico modo per ottenere l’equipaggiamento capace di far sopravvivere nell’area minacciata dallo Sciame, paradossalmente, è situato nella zona dove essi vivono. Si è dunque costretti ad un tedioso try and error, nel tentativo d’ottenere un drop fortunato di materia da poter utilizzare per diventare più forti e resistenti. Come se non bastasse alcuni materiali, come carni e pelli, sono legati ai lunghi tempi di creazione che a volte vedono attese anche superiori al quarto d’ora di tempo in gioco. Gravi problemi di bilanciamento che si spera vengano rivisti ed aggiustati una volta che Black Skylands uscirà dallo stato di Early Access.

Oltre le nuvole

La scelta del team Hungry Couch di realizzare un titolo dalla portata così vasta ha trovato la sua realizzazione grazie a sprite 2D con visuale dall’alto. L’Unity Engine, motore di gioco usato da Black Skylands, viene utilizzato con grande sapienza per generare scorci veramente interessanti sfruttando la semplice tecnica delle parallassi e del posizionamento intelligente di sprite a più livelli per generare un effetto di profondità.

Pronti ad un avventura tra i cieli?

Navigare nei cieli tra apparizioni di mostri giganti, banchi di nuvole o la furia di una tempesta, aiuta il senso d’immersione nelle terre del popolo di Aspya. A rafforzare la continuità dell’esplorazione è presente anche un sistema di giorno notte, in cui l’ottimo sistema di luci e l’effettistica particellare brilla per cura e posizionamento nella costruzione delle atmosfere nelle isole, che cambierà in maniera dinamica a seconda della presenza o meno del gruppo dei Falchi.

Pur non essendo molti, i modelli che rappresentano i vari npc e personaggi sono curati nei dettagli e nella loro caratterizzazione, riuscendo a rendere intuitiva l’individuazione del loro tipo di minaccia. Anche i pochi boss risultano avere un minimo di costruzioni, oltre che visiva, anche narrativa, venendo introdotti con brevi dialoghi.

Le conversazioni tra i personaggi sono gestite visivamente anche grazie all’utilizzo d’immagini che li raffigurano, ma purtroppo la gestualità e mimica facciale non è presente, se non per i soliti movimenti delle labbra.

La struttura modulare con cui vengono costruite le varie isole, e le loro cittadine, potrebbe risultare troppo ovvia sul lungo periodo, ma la varietà di oggetti che sono inserite al loro interno aiuta a creare una piacevole eterogenia durante la loro esplorazione. Questo è specialmente vero durante le fasi finali del titolo, in cui viene richiesto d’addentrarsi nelle lande dello Sciame, e la sua struttura viene generata randomicamente.

Se il comparto artistico è tutto sommato ispirato e funzionale, non si può dire la stessa cosa per il comparto audio che invece mostra i limiti della produzione di Black Skylands. A parte i pochi suoni ed i versi dei vari nemici e npc, le poche musiche a contorno dell’intera esperienza diventano ripetitive in pochissimo tempo, andando a scandire in maniera quasi naturale il ripetersi del loop di gioco.

Coi piedi per terra

La natura di early access in Black Skylands si palesa in maniera quasi subdola e troppo in là nella sua avventura. La monotonia del ritmo di gioco, le meccaniche quasi abbozzate lasciate a modi esperimento – come quella della pesca – ed il pessimo bilanciamento del sistema di crafting e quello dell’evoluzione dell’arsenale di Eva e la sua nave, sono solo alcuni dei punti dolenti con i quali chi vorrà avventurarsi nelle terre di Aspya avrà a che fare.

La roadmap di aggiornamenti sembra essere abbastanza fitta, ma ad oggi vede migliorie solo nelle aggiunte di quest secondarie, di armi o di mappe nell’HUD, che forse potevano essere anche evitate. L’arrivo della versione finale del titolo è prevista per Agosto del prossimo anno, tempo che si spera possa servire per rivedere e correggere tutti i problemi legati principalmente all’abuso del tempo del giocatore, costretto ora a sorbirsi un’insensata struttura di ricerca e creazione di materiali.

VOTO: 6,5

Il primo titolo dei russi Hungry Couch è la rappresentazione dello status quo di molti titoli indie nel panorama videoludico attuale. Black Skylands è un vasto progetto per soli 15 individui (non contando il team di pubblishers a supporto) e nonostante la presentazione sia di buona fattura, il pot-pourri di meccaniche viene presto a noia nelle oltre 20 e passa ore richieste per vedere il non-finale del gioco, ancora in early access.

Pro

  • Gameplay funzionale ed intuitivo
  • Mondo di gioco interessante e divertente da esplorare
  • Presentazione del gioco e narrativa ben congegnati

Contro

  • Bilanciamenti nella progressione e crafting non propriamente riusciti
  • Non molta varietà dei nemici e delle quest secondarie
  • Poco rispetto per il tempo del giocatore