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Atelier Ryza 2: Lost Legends & The Secret Fairy

Pronti ad accompagnare Ryza in un nuova avventura?

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Mi sono approcciato a questo Atelier Ryza 2: Lost Legends & The Secret Fairy un po’ timoroso perché pensavo che fosse un semplice more of the same del primo, che in verità non mi è dispiaciuto, ma non mi ha fatto nemmeno impazzire, anche perché non sono proprio un fan del genere. Ma bando alle ciance e andiamo più nel dettaglio.

La protagonista è Ryza, ma ben presto conosceremo altri personaggi che ci accompagneranno lungo tutta l’avventura. A differenza del primo capitolo, dove l’inizio era lento e la trama per ingranare richiedeva ore ed ore, qua abbiamo da subito un inizio esplosivo con tanta carne al fuoco, colpi di scena e le classiche spiegazioni contestuali sotto forma di tutorial che ci introducono al combat system e all’alchimia, due aspetti centrali dell’esperienza.

Da sottolineare la grandissima cura posta nella caratterizzazione di tutti comprimari, molto più che nel primo capitolo: in questo Atelier Ryza 2 è come se fossero anche loro protagonisti veri e propri visti i lori approfondimenti e le missioni secondarie a loro dedicate che permettono di conoscere chicche su chicche di tantissimi personaggi.

L’alchimia è stata rivista e snellita per i nuovi giocatori non proprio avvezzi al genere: ora è molto più semplice portare a termine le ricette. Il livello d’alchimia non esiste proprio più e per fortuna aggiungo io in quanto spesso era messo lì tanto per e al suo posto abbiamo un vasto albero delle abilità che tramite i vari punti ottenuti dalle nostre creazioni ci permetterà di sbloccarne altre, ricevere sconti sul costo o addirittura guadagnare più punti ad ogni nostra ricetta completata. Inoltre non c’è una linea guida sul cosa sbloccare ma possiamo procedere nell’ordine che più ci aggrada tranne per determinate cose che sbloccheremo solo avendo portato a termine i vari templi.

Il titolo è tecnicamente ottimo anche su old-gen

Da sottolineare che per alcune materie prime dovremmo adoperare i nostri attrezzi differenti: ad esempio se su un cespuglio usiamo un attrezzo otterremo X, usandone un altro Y, ma non solo, la materia ottenuta cambierà anche potenziando i vari attrezzi. Il gioco non ci dirà nulla di tutto ciò, l’unica soluzione è sperimentare.

Il combat system rispetto al sequel è più veloce e reattivo: stavolta i CC (punti per usare tecniche e oggetti per colpire o curare) sono separati tra protagonista e altri membri del party, inoltre è stato aggiunto l’item rush con cui sarà possibile usare fino a 4 bombe/oggetti di cura/altro nello stesso istante che noi vogliamo.

La varietà è più che buona, tuttavia nelle rovine, che saranno il fulcro del completamento del gioco, dovremmo tornarci più volte in quanto non avremo degli oggetti particolari come corde o lanterne, etc. per proseguire su di una determinata piattaforma. Inoltre in alcuni punti si ha come l’impressione che il gioco sia troppo diluito.

Il titolo è stato giocato su PS4 base e già qui i caricamenti sono istantanei tra una zona e l’altra, il frame sempre stabile e colpo d’occhio generale niente male nonostante la parte grafica non sia mai stato un punto forte dei titoli di Gust. Inoltre come sempre le musiche sono divine e gasano parecchio.

VOTO: 8

Piattaforme: ps4, switch
Atelier Ryza è un titolo che mi è piaciuto perché ha semplificato molte le cose rendendosi più fruibile e meno pesante rispetto al prequel. Ottimo per chi vuole avvicinarsi alla saga, nonostante il 2 nel titolo.

Pro

  • Miglioramenti generali dal primo capitolo
  • Ottima storia e narrazione
  • Buone secondarie
  • Longevo

Contro

  • A volte viene allungato il brodo inutilmente