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Astria Ascending

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Dopo un mediocre Super Neptunia RPG, i ragazzi di Artisan Studios decidono di rimettersi alla prova con un altro JRPG a turni, stavolta con la collaborazione di tre nomi di rilievo per gli amanti di questo genere: Kazushige Nojima, penna che ha lavorato a diversi Final Fantasy (per quanto non sempre con ottimi risultati), Akihiko Yoshida, disegnatore con alle spalle titoli di spessore come Final Fantasy Tactics ed infine Hitoshi Sakimoto, compositore delle musiche di titoli come il discusso Final Fantasy XII. Un vero e proprio team d’eccezione insomma, ma sarà bastato il loro aiuto per portare a casa il risultato?

 

Un diesel dal sapore epico

Nel mondo di Orcanon oltre agli umani esistono diverse razze come gli Zefts, delle lucertole umanoidi, o i Peyska, abitanti del mare simili ai pesci, che insieme convivono, seppur con qualche diffidenza, in quello che sembra essere un periodo abbastanza pacifico. A guidare e proteggere questi popoli ci pensano i Demigods, rappresentanti di ognuna delle otto specie esistenti, che hanno scelto di ricevere grandi poteri ed immense ricchezze in cambio di una drastica riduzione della loro vita che arriva così a tre anni totali rimanenti. Saranno proprio gli otto attuali Demigods i protagonisti di questa avventura dal sapore epico, tutti ben caratterizzati anche esteticamente grazie all’ottimo lavoro di Yoshida. Ben presto però, questa apparente pace verrà interrotta dalla minaccia di una possibile catastrofe che incombe sul loro mondo: sarà quindi compito dei nostri eroi scoprire il motivo per la quale gli Astrae, le loro divinità, stanno attaccando gli abitanti di questo mondo, invece di proteggerli.

 

I Demigods dovranno affrontare un viaggio epico ma lento ad ingranare.

 

Sarò schietto, la trama ci mette davvero tanto a ingranare e tra innumerevoli dialoghi e pause fin troppo persistenti, il ritmo dell’avventura ne risentirà parecchio con il rischio di portare a qualche sbadiglio i giocatori meno pazienti. Considerando che poi il gioco è interamente in inglese senza testi in italiano, potrebbe essere un grosso scoglio per i meno avvezzi alla lingua anglofona. Per chi invece riuscirà a superare una fase iniziale di certo non entusiasmante, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare: una volta entrati finalmente nel vivo dell’azione, gli eventi sapranno catturare completamente la vostra attenzione e non mancheranno numerosi colpi di scena, totalmente inattesi.

 

È il momento di entrare in azione

Fortunatamente viene in soccorso un gameplay che riesce a reggere per tutta la durata del gioco nonostante, anche su questo versante, siano presenti diversi alti e qualche basso. Principalmente il gioco si suddivide in due grosse fasi: partirete sempre dalle città, luoghi in cui potrete prendervi la pausa necessaria per far rifiatare la vostra squadra, migliorare l’equipaggiamento acquistando nuove armi o potenziando quelle che in vostro possesso ed ovviamente accettare eventuali nuove missioni secondarie. Una volta pronti, potrete incamminarvi verso i numerosi dungeon del gioco, che si riveleranno essere via via sempre più complessi, complice una mappa non propriamente utile. All’interno dei dungeon, il gameplay si rivela essere un mix abbastanza basico di sezioni platform con un pizzico di metroidvania.

 

Le sessioni esplorative presentano elementi da metroidvania.

 

Dovrete quindi saltare da una piattaforma all’altra, risolvendo enigmi ambientali ed utilizzando anche e soprattutto un anello che si potenzierà con l’avanzare del gioco: potrete disporre di sempre più poteri, che vi permetteranno di sbloccare nuovi passaggi che vi eravate lasciato indietro, utili per risolvere una missione secondaria o per trovare un prezioso forziere contenente nuovo equipaggiamento. Ovviamente però, la fase predominante del gameplay sarà il combattimento con i nemici che vi si pareranno lungo la strada. All’infuori dei boss, avrete sempre l’opportunità di poter saltare il bersaglio e quindi evitare il combattimento, paralizzare temporaneamente o ancora meglio, colpire per aumentare le possibilità di partire avvantaggiati nello scontro vero e proprio.

 

Il combat system si ispira ai classici del genere.

 

Il combattimento non inventa nulla né rivoluziona il genere: si presenta dunque come un classico battle system a turni nella quale 4 dei vostri eroi dovranno affrontare i nemici presenti su schermo. Avrete a disposizione i tipici comandi come l’attacco base, una serie di abilità o magie a seconda del personaggio, l’opzione per usare uno strumento, la possibilità di sostituire uno o tutti i membri del vostro team sul campo di battaglia e, soprattutto, avrete anche l’opzione Focus che vi darà modo di sacrificare un turno del vostro personaggio, per caricare sempre di più una barra apposita, che potrete poi sfruttare per potenziare fino al 200% un attacco a vostra scelta. Inoltre potrete caricare questa barra anche sfruttando le debolezze elementali degli avversari: anche qua saranno presenti i tradizionali elementi che caratterizzano tutti i possibili attacchi, dando al tutto anche il fattore “sasso carta forbice” che andrà a stratificare ancora di più il combat system. Se quindi avrete modo di usare un colpo a base di acqua contro magari un avversario di tipo fuoco, otterrete anche così preziose cariche per la barra Focus. Un combat system davvero profondo quindi, che vi darà modo di essere sfruttato completamente grazie anche a una difficoltà che raggiunge diversi picchi abbastanza elevati. Non c’è da temere: laddove si ritenga tutto fin troppo frustrante, avrete a disposizione diverse opzioni nel menù di gioco per facilitarvi l’impresa e, allo stesso modo, vi permetterà anche di aumentare la difficoltà se vorrete mettervi sempre di più alla prova.

 

Alcuni picchi di difficoltà potranno mettere alla prova i giocatori.

 

All’infuori delle battaglie, potrete potenziare i vostri personaggi grazie a uno stratificato e sempreverde Job System che prende più di uno spunto da titoli come il più famoso Final Fantasy XII. Avrete infatti a disposizione per ognuno degli 8 protagonisti un albero delle abilità che andrà poi a suddividersi in altre sottocategorie a seconda del Job che vorrete dare a un determinato personaggio. Per quanto all’inizio possa sembrare abbastanza lineare, con l’avanzare del gioco avrete a disposizione una buona libertà nello scegliere come sviluppare il vostro team. Starà quindi a voi scegliere se magari rendere il vostro mago curatore sempre più tank, ovvero in grado di ricevere ingenti danni senza problemi, oppure più offensivo in modo che sappia difendersi e attaccare senza l’aiuto di nessuno.

 

Poesia in movimento

Senza troppi giri di parole, visivamente è una vera e propria gioia per gli occhi. Ogni dettaglio presente su schermo, dai personaggi alle piattaforme su cui saltare, è interamente disegnato a mano in maniera quasi impeccabile. Ricorda in maniera palese i capolavori di Vanillaware e di certo non può che essere un suo punto a favore. Anche i vari biomi che compongono i diversi scenari del gioco sono ben ispirati per quanto vadano a toccare un po’ i cliché del genere.

 

Artisticamente la produzione è favolosa.

 

La OST è di buon livello in grado di accompagnare in maniera adeguata il giocatore in ogni momento dell’avventura, a peccare però è proprio il doppiaggio in inglese che non riesce mai ad essere davvero convincente, motivo per la quale vi consiglio di giocarlo con il doppiaggio in giapponese, di un livello nettamente superiore.

Dov’è che quindi pecca veramente Astria Ascending? Come avrete magari notato leggendo la recensione, ogni aspetto del gioco sembra ricordare o prende spunto da altri titoli molto più altisonanti e lo fa piacevolmente, ma questo non aiuta di certo a conferire al prodotto una propria personalità e non gli permette di fare quel salto in grado di distinguersi in un genere sempre dominato da JRPG di grande spessore. Alla fine dei conti, vi ritroverete davanti ai titoli di coda dopo una quarantina d’ore abbondanti con un sapore di occasione mancata.

 

VOTO: 7,8

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
Astria Ascending è una chiara lettera d'amore verso i JRPG dell'epoca d'oro sul finire degli anni '90. Che è un po' anche croce e delizia di questo titolo, visto che omaggia pure fin troppo i capolavori che hanno segnato questo genere risultando un buon titolo che non riesce però a brillare di luce propria. Se siete dei fan nostalgici di quel periodo o più semplicemente amate questo genere e avete già divorato i massimi esponenti usciti in questi anni, Astria Ascending è un appuntamento che non potete mancare.

Pro

  • Longevità ottima per il genere
  • Artisticamente sublime e ben ispirato
  • Storia e combat system che fanno la loro parte in modo egregio

Contro

  • Ci mette davvero tanto a ingranare
  • Nulla che non sappia di già visto