Asterix & Obelix: XXL3 – Il Menhir di Cristallo

XXL solo di nome

A cura di Gamesforum - 27 Dicembre 2019 - 12:00

Autore della recensione: Inuyasha1550 

Dopo svariati anni di assenza dalla scena dei videogames (12 anni per l’esattezza), la saga di Asterix & Obelix con protagonisti i 2 eroi dell’antica Gallia più famosi del mondo e protagonisti di una serie fortunatissima e riconosciuta di fumetti e cartoni animati, stava finalmente facendo ritorno anche nel mondo dei videogiochi nella sua forma più riconosciuta dai giocatori: la saga XXL.

Ecco infatti che dopo un annuncio abbastanza inaspettato, l’ultimo capitolo XXL2 è stato ripresentato nel 2018 in una versione rimasterizzata per le console di ultima generazione da parte della francese Microids, seguito a brevissima distanza dall’ulteriore rivelazione di un inedito XXL3 che sarebbe uscito entro la fine del 2019. Purtroppo con l’arrivo dei primi filmati di gameplay sul terzo capitolo, i fan hanno potuto constatare coi loro occhi di ritrovarsi di fronte a un prodotto che già si presentava con un forte calo di qualità e di carattere rispetto ai precedenti capitoli della saga, nonostante la grandissima differenza tecnologica e temporale. Ma ora che il gioco è infine uscito e ci si è potuto mettere sopra le mani, cosa si può dire su tutti i dubbi nutriti fino ad oggi? Dopo aver completato la nuova avventura ri-equipaggiandomi di elmetto piumato sulla fronte e pesanti blocchi di pietra sulle spalle, ecco la mia impressione.

Risfogliando il “De Bello Gallico”

La trama, come da tradizione, non si discosta molto da quello che i fan di Asterix & Obelix sono abituati a sentire da decenni: mentre i nostri 2 così diversi eroi trascorrono le loro giornate nell’invincibile villaggio gallico come loro solito, cacciando cinghiali e scaraventando eserciti di romani nella stratosfera a suon di sventole, ecco che il druido Panoramix riceve una lettera dalla sua vecchia amica Frida, sacerdotessa in una remota isola del nord, avvertendo tutti quanti di essere in pericolo e di una possibile minaccia legata al suo speciale Menhir di Cristallo lasciato tempo fa proprio nel villaggio dei nostri eroi Galli. Una volta recuperato il pesante monile e affidato lo stesso all’altrettanto pesante Obelix, ecco quindi il nostro duo partire per un pericoloso viaggio che li porterà a visitare varie località, in cerca della posizione di Frida oltre che recuperare man mano nuovi poteri della pietra di Cristallo.

Purtroppo fin da questo aspetto partono parecchie noti dolenti: nonostante il viaggio ci porterà a sbarcare su varie (anche se non molte) destinazioni all’infuori del solito villaggio Gallico, con climi e ambientazioni assai diversi, senza perdersi in attività secondarie o raccolte di collezionabili (molte ma letteralmente inutili all’infuori del mero lato collezionistico) ogni livello dura veramente poco per essere completato e senza offrire una vera e propria varietà costante di situazioni e soprattutto di nemici diversi da affrontare. Giocando a difficoltà Normale in modalità giocatore singolo (presente una modalità Coop) e proseguendo unicamente con la trama principale, si giungerà facilmente ai titoli di coda in 4-5 ore di gioco. Inoltre la trama non ci lascia veramente nulla se non un semplice scorrimento degli eventi per inerzia, arrivando ad una conclusione finale senza nessuna vera sorpresa e con un finale assolutamente banale per chi è abituato alle storie del duo da decenni. Persino il tipico umorismo della serie che da sempre accompagna tutte le loro storie questa volta sembra essere parecchio sottotono oltre che banale e quasi puerile al confronto, al punto che difficilmente i vari scambi di battute tra un’impresa e l’altra riusciranno a strappare un sorriso.

Asterix & Obelix: XXL3 – Il Menhir di Cristallo

“Per Toutatis!”, cos’è successo?

Questo è l’interrogativo che chi ha giocato ai precedenti XXL non può non farsi dopo aver giocato a questo terzo capitolo. Premesso che la formula del gameplay di gioco rimane la stessa dei prequel, ovvero un normale action/hack’n slash in 3D dove l’obiettivo è quello di farsi strada tra le varie location menando centinaia di centurioni romani utilizzando attacchi in mischia alternati a mosse speciali caricate con barre apposite (ritorna anche qui la “Pozione Magica” di Asterix mentre Obelix compensa col suo nuovo Menhir di Cristallo), 2 grosse differenze compromettono brutalmente l’esperienza: il gioco è stato trasposto completamente in una visuale simil-isometrica ed è stato eliminato completamente il comando di salto.

Per quanto riguarda la visuale, l’elenco delle nuove problematiche creatisi si palesa fin dai primi momenti di gioco: i nostri personaggi verranno nascosti il più delle volte da porzioni enormi di ambientazioni inclinatisi davanti alla nostra visuale, lasciandoci vedere niente più che delle sagome grigiastre dove camminano i 2 protagonisti nascosti che rende difficoltoso attraversare i percorsi più semplici, tralasciando le grandissime fatiche nel visualizzare oggetti collezionabili più nascosti o, cosa ancora più grave, evitare gli attacchi a distanza caricati dai nostri nemici meno in vista.

L’assenza di poter saltare liberamente riesce a creare invece una serie di difficoltà a volte immani, perché nonostante non sia possibile staccare i piedi da terra avremo comunque di fronte delle posizioni sopraelevate da raggiungere forzatamente o piccole porzioni di terreno coperte da trappole che ci arrecano danno in caso di minimo avvicinamento. Ecco che di fronte a queste comuni evenienze viene infine fornita la nuova soluzione da adoperare: superare dislivelli e ostacoli utilizzando la schivata da altezze simili o superiori. Questo nuovo tipo di approccio risulta assolutamente tanto terribile e improponibile per gli standard del 2019 esattamente come suona, portando al giocatore numerosi momenti di frustrazione immeritata e fuori luogo per la grande facilità del gioco in generale, con una menzione particolare per l’intero livello di Creta dove questo meccanismo verrà abusato davvero tanto e in maniera decisamente troppo frequente e pesante.

“Sono tutti pazzi questi Galli!”

A fronte di una trama banale, un’avventura scialba sia per lo stile e i modi anche per i fan e di un gameplay senza troppi giri di parole rovinato da “novità” davvero assurde, questo XXL3 ha qualcosa di buono da offrire?

Ahimè, i difetti non sono ancora finiti, perché anche per quanto riguarda il comparto tecnico c’è sicuramente da evidenziare la totale inadeguatezza della grafica dopo ben 13 anni dall’ultimo capitolo, con un remaster uscito da non molto che riesce ad eguagliare se non addirittura a presentare di meglio rispetto all’ultima  produzione più recente. XXL3 sembra non avere assolutamente percepito il passaggio di 2 nuove generazioni di hardware nel frattempo, offrendo se non altro una leggera “pulizia” agli aspetti spigolosi dei tempi della PS2 allo stesso prezzo però di una grafica ancora più grossolana e meno dettagliata. Ulteriore aggravante il fatto che anche su una console come PS4 Pro vengano riscontrati problemi di performance e soprattutto cali di frame rate su un gioco così semplice. Ingiustificabile, ancora di più, considerato trattarsi di un prodotto venduto da Microids nonostante tutto al prezzo ufficiale di 39,99€, senza contare ulteriori versioni extra o retail.

+ Puro stile alla Asterix & Obelix…
+ Esperienza di gioco a volte semplice, tranquilla e senza pretese…
- … ma comunque inferiore a quanto visto in molte altre storie
- … interrotta spesso da momenti di pura frustrazione per cattive scelte di design
- Per la serie XXL, un’enorme grande passo indietro tecnico e grafico
- Prezzo inadeguato per la qualità complessiva dell’esperienza offerta

5.0

Asterix & Obelix XXL3 si rivela in tutto e per tutto per qualcosa che si sperava non essere: una licenza da sfruttare recuperata in fretta e furia da qualcosa di molto vicino a uno scantinato polveroso, realizzata decisamente troppo al risparmio e con idee davvero discutibili e infine data in pasto a una nutrita folla di fan con l’acquolina ancora in bocca dopo aver appena riscoperto il saporito XXL2. I fan del piccoletto baffuto e dell’amico panzone più famosi della Gallia ritroveranno un leggerissimo piacere nel poter giocare nuovamente a un gioco sul duo scoppiettante rovina di Cesare, ma la carne al fuoco è pochissima e insipida rispetto a quanto già visto in innumerevoli altre storie e la proposta ludica qui è decisamente indigesta. Citando il buon Obelix, non è cinghiale quello offerto…




TAG: asterix and obelix XXL 3, microids, osome studio